Mamma, ti spiego cosa faccio al TAG
Sembra passato un mese, e invece è solo una settimana. Prima settimana a Talent Garden, il posto che per la prima volta mi ha fatto sentire...un vero talento.
Ma un talento in mezzo ad altri talenti non è nient’altro che...sé stesso. Perché sul serio - ragazzi, ve lo giuro - c’è tanta di quella “extra-ordinarietà” in quel posto che per avere il privilegio di rimanere della balotta* pensi solo a come fare per superare ogni volta i tuoi limiti.
Allora mi chiedo se stare qui, per davvero intento, con quella intenzionalità che fa tutta la differenza del mondo fra avere un impatto e non averlo (” Smettila di provare a colpirmi! Colpiscimi! ”) non significhi in realtà mettere alla prova profondamente ogni aspetto di quello che pensavo essere ciò che sono. E di nuovo attraversare lo specchio.
Il fatto è che qui le dimensioni cambiano di ordini di grandezza. Tutto è più grande, più difficile, più intenso di come lo abbia mai fatto. Nessuna delle logiche con cui ho gestito questo tipo di attività prima è abbastanza efficiente...nemmeno il metodo si studio!
Poi arriva un articolo di Chris Anderson (https://www.wired.com/2008/06/pb-theory/) e quel
"All models are wrong, but some are useful."
mi risuona benissimo in testa. Come per la gestione di quei Petabyte di dati (nda. Mamma, i Petabyte sono una quantità di dati MOSTRUUUOOSA, perchè a forza di fare dei like sui post di facebook - anche quando li fai dall’iPad di papà - tutto il mondo sta generando talmente tanti dati che potremmo costruirci case intere!) ormai non ci sono modelli che tengano, non ci sono regole per rielaborarli, organizzarli. Non basta aggiungere delle dimensioni, non basta aggiungere delle ore di lavoro...non lo governerai mai!
Per affrontare una realtà continuamente Volatile, Ambigua, Complessa e Incerta l’unica modalità che si può avere a questo punto è quella dell’essere noi stessi in cambiamento continuo. Aggiungiamo la componente della probabilità, ovvero: prova, riprova, per davvero, rischiando di fallire clamorosamente, ma ogni volta raccogli ciò che è successo, registra e riparti.
Non avere Paura - e, sì, lo sto dicendo a me stessa ;)
Alla fine di tutto mi coglie anche un pensiero. Mi volto dietro e unisco i puntini: così finalmente potrò essere ciò che ho sempre voluto essere. Fluida. Come il Mare.
*balotta = nella remota ipotesi che il post venga letto da un non indigeno della città felsinea, dicesi balotta la “compagnia”, il gruppo di amici, la comitiva.