CycloLenti: ciclo-nomadi a zonzo per il mondo
Cicloviaggiatori alla scoperta del Mondo e delle realtà ecosostenibili: il viaggio dei Cyclolenti - L'intervista su RedBull.com - 16 febbraio 2015
Immaginate che si realizzi il più classico dei sogni: mollare tutto e scoprire il mondo. In sella ad un bicicletta. I ciclo-turisti d'eccezione sono Marco, 31 anni casertano, e Tiphaine, 26 anni francese, che questo sogno lo hanno coltivato e fatto diventare realtà. Mesi fa sono partiti per girare il mondo in bicicletta alla scoperta di stili di vita sostenibili, dal vecchio continente in Asia.
Un viaggio di durata indefinita in cui i ritmi, lenti come una bicicletta, si allineano a quelli della natura. E' il progetto Cyclolenti, che confluisce in un blog in cui Marco e Tiphaine condividono quotidianamente (quando possibile) foto, video e esperienze.
Quando siete partiti e quale direzione vi aspetta?
Sono già otto mesi che viaggiamo in bicicletta, incredibile come passa veloce il tempo. Siamo partiti dalla costa atlantica francese. Abbiamo costeggiato tutto il nord della Spagna, pedalato in lungo e in largo il Portogallo. Arrivati in Andalusia abbiamo fatto ‘barca stop‘ e una barca a vela ci ha dato un passaggio fino in Sardegna. Da lì siamo arrivati a Napoli. A Caserta, dove c’è la famiglia di Marco, una pausa prima di attraversare gli Appennini e scendere in Puglia. Infine da Brindisi ci siamo imbarcati per la Grecia dove ci troviamo attualmente. Ad oggi abbiamo percorso più di 6000km.
Ora le ruote delle nostre bici puntano verso la lontana Asia. Contiamo di proseguire per la Turchia, Georgia, Armenia, Azerbaijan, giù per l’Iran, ripercorre la famosa Pamir Highway, parti della vecchia via della seta tra il Turkmenistan e il Kyrgyzstan. Attraversare la Cina e poi giungere nel sud-est asiatico in Vietnam, Filippine, Thailandia. Poi se avremmo ancora voglia di pedalare arriveremo in Australia, Nuova Zelanda e chissà ancora dove.
Quando e come avete deciso di "mollare tutto"?
Prima di intraprendere questo viaggio lavoravamo entrambi.
Marco: lavoravo come account manager per una grande multinazionale che ad un certo punto ha deciso di dismettere un ramo d’azienda e quindi procedere con i licenziamenti. Visto che l’estate era alle porte, ho fatto le valige e sono andato in Francia per un mese di volontariato in una fattoria didattica e autosufficiente dal punto di vista energetico ed alimentare. È questa esperienza che mi ha letteralmente fatto aprire gli occhi.
Tiphaine: Dopo la mia laurea in ingegneria meccanica ho subito iniziato a lavorare per una ditta francese prima in Italia e poi a Lione, in Francia. Guadagnavo bene è vero, ma passavo tutta la giornata davanti ad un computer in ufficio. Piano piano mi rendevo sempre più conto che il tempo per fare ciò che più mi piaceva, ossia viaggiare, si riduceva drasticamente. Così un bel giorno ho dato le dimissioni. Ora ho finalmente tempo per seguire le mie passioni.
Domanda tecnica per cicloturisti: il vostro bagaglio?
Sulle due ruote trasportiamo la nostra casa portatile. Abbiamo circa 25kg di bagaglio a testa e questo ci permette di affrontare questo viaggio in completa autonomia e soprattutto in economia. In una borsa ci sono i vestiti estate/inverno per un paio di anni, in una la tenda, nell’altra sacco a pelo e materassino, nella quarta il fornellino, pentolame e viveri.
Viaggiare in queste condizioni non è facile. Quali sono le difficoltà maggiori?
È fondamentale trovarsi nel paese giusto nel momento giusto, per fare ciò bisogna seguire le stagioni. Più ci si avvicina alla linea dell’equatore più diventa fattibile passare l’inverno, viceversa, l’estate è un periodo ideale per attraversare i grandi altopiani. Al contrario sarebbe tutto più complicato ed estremo, ma non impossibile se ci si attrezza e prepara. A volte rispettare questa regola potrebbe significare attendere la prossima stagione per procedere, ma abbiamo tempo, non andiamo di fretta.
Viaggiavate anche prima in bicicletta?
Usavamo la bici per piccoli spostamenti in città. Non siamo assolutamente degli sportivi è la prima volta che prendiamo la bici per un viaggio di lungo termine. Prima di partire definitivamente per quest’avventura abbiamo fatto una vacanza di 15 giorni in bici per testare la tipologia di viaggio e mezzo. Ci è piaciuto così tanto che eccoci qui, sono passati 8 mesi senza che ce ne accorgessimo!
Qual è il posto che che avete scoperto e che più si avvicina ad un modello di vita sostenibile?
Viaggiare allarga gli orizzonti. E così scopri che ad esempio in un paesino dell’Andalusia, Marinaleda, usando i soldi dei cittadini per i cittadini, riescono ad offrire servizi come case a 15 euro al mese, campi sportivi gratuiti, l’abbonamento annuale per la piscina a 5 euro e via discorrendo. Ma scopri anche cosa c’è dietro ad alcune dinamiche globali, come il “provenienza Spagna” di frutta e verdura, legato alla devastazione della costa sud spagnola che ora è tappezzata di serre.
Quali sono gli esempi più belli che avete incontrato fino ad ora?
In questi mesi abbiamo toccato con mano che è possibile fare impresa sostenibile, costruire con le proprie mani una casa con elementi naturali e spendendo pochissimo (altro che mutuo trentennale), essere autosufficienti dal punto di vista energetico ed alimentare. Ogni progetto che abbiamo visitato ha contribuito per un aspetto o per un altro. Tutti i progetti sono disponibili nella parte blog del nostro sito sotto la voce “ecoprogetti” o consultando la mappa interattiva dell’homepage.
Avrete incontrato tantissime persone. Se doveste concentrarvi su una particolare che vi ha colpito?
In modo particolare ci ha colpito l’atteggiamento delle persone verso la vita. Abbiamo conosciuto e siamo stati ispirati da tanta gente, ognuno con la propria visione del mondo, ognuno con la propria filosofia. Alcuni esempi: due ragazzi tedeschi che fanno giornalismo estremo viaggiando a piedi in Europa, genitori con bambini al seguito e coppie sulla sessantina che hanno iniziato a girare il mondo in bicicletta, in barca a vela, in autostop o con qualsiasi altro mezzo. Cose che sembrano impossibili, ma tutto dipende con quali occhi si guarda il mondo. Per farlo dobbiamo solo cambiare lenti (anche per questo cycloLENTI) e vedere il mondo da una prospettiva diversa.