Amici come butta?
Io? Mah…
Da bar, direi: “una bomba!”.
Poi però arriva la realtà, che fa: “Ma anche no”.
Dopo una simpatica TAC coronarica pre-pasquale al Monzino — che sembrava l’anteprima di un episodio di “Grey’s Anatomy – Milano edition” — è venuto fuori che le mie coronarie hanno deciso di prendere la strada dell’autonomia: curve, dossi, scioperi. Praticamente una mulattiera con ambizioni artistiche.
E tutto sommato mi ritengo pure fortunato: senza un sintomo, senza un campanello d’allarme, e grazie innanzi tutto alla mia Cardiologa (la Dott.ssa Maria Teresa Manes) sono riuscito a scoprire il problema in tempo, così da poterlo affrontare e – si spera – risolverlo senza troppi drammi.
Insomma, domani mi tocca dover fare questo tagliando di “manutenzione straordinaria”: una coronarografia “mininvasiva” (che, chiariamoci, è mininvasiva quanto un controllo fiscale), con probabile angioplastica.
E, colpo di scena, non si esclude il gran finale col bypass: cuore aperto, battito spento, e io che in sottofondo canto “My Way” (nel sonno).
Sono comunque ottimista: mi affido al Dott. Daniele Maselli, esperto di cardiochirurgia endoscopica, e alla sua equipe.
Gente seria, bravissima, con più successi chirurgici di Beyoncé ai Grammy.
Se il cuore non mi si apre a loro, a chi altro?
Dove? A Napoli, alla Clinica “La Mediterranea”. Vista sul golfo, atmosfera vacanziera, detto popolare incluso: “Vedi Napoli e poi muori” — ma magari ci fermiamo a “Vedi Napoli”, eh? 😬
Che la pizza e il babà non si mangiano intubati.
Incrociamo le dita, le coronarie, e pure i rosari: l’importante è uscirne meglio di come ci sono entrato.
Un abbraccio forte a tutti,
con tutto il cuore (calcificato, ma sempre cuore eh). ❤️🩹❤️🩹❤️🩹
DIMENTICAVO… EVVIVA SAN GENNARO!!













