cervelli
"Nel creare il cervello umano, la natura andò parecchio oltre le proprie intenzioni." (A. Koestler, Il fantasma nella macchina) [...] Questo potente biocomputer, capace di generare le sinfonie di Beethoven, i sonetti di Shakespeare, le equazioni della Relatività Speciale e Generale, i Vangeli, le Upanishad e le cattedrali gotiche, non aveva il libretto d'istruzioni. [...] Fu solo alla fine dell'Era Neolitica che gli umani, abbastanza all'improvviso, iniziarono ad imparare ad usare il loro grande cervello. [...] Sfortunatamente nell'Uomo l'espansione del nuovo cervello non fu accompagnata da un corrispondente raffinamento dei vecchi cervelli che egli possedeva in precedenza, che giacevano sotto quello nuovo ed erano preposti ad originare gli istinti e le emozioni. Non possedendo un linguaggio parlato, questi cervelli restarono fuori dalla portata del cervello dominante e continuarono a produrre effetti quali i bisogni primitivi, il sesso, la fame, la paura, l'astio e così via, che spazzarono via la ragione e presero possesso dell'intera macchina. da R. S. De Ropp, La via della completezza













