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Mural by Argentinian Guido Palmadessa (@guidopalmadessa) for Bag Out 2019 in Caposele, Italy #guidopalmadessa #bagout #caposele #artedistrada #streetart #lamolinastreetart 📷 by @antoniosena_ via Insta artist | bit.ly/3d16bin (bij Caposele) https://www.instagram.com/p/CF6x_SFF71h/?igshid=1dzj0yjus1e34
Caposele rientro dopo prova in mare...Previsioni del tempo di Gaeta darebbe "temporale in corso" :-) e qui c'è un sole che spacca...ma come funzionano queste previsioni?!? Ci siamo molto divertito - la barca è una scheggia. #gaeta #formiabeach #caposele #marcusberesford #provabarcasuperata #mare (presso Vindicio) https://www.instagram.com/p/BxsKopwDSGf/?igshid=1awplephslmbf
Prova di barca con Fortunato davanti a Formia con un mare leggermente mosso ma divertente da cavalcare... "Formia #caposele #marcusberesford #gaeta #barca🔴🔵 (presso Porto Caposele Di Formia) https://www.instagram.com/p/BxsIbjACILN/?igshid=sx599mhxk332
Jazzflirt Festival 2018 - XIV edizione Domenica 29 luglio a FORMIA YELLOWJACKETS in concerto
Jazzflirt Festival 2018 – XIV edizione Domenica 29 luglio a FORMIA YELLOWJACKETS in concerto
@Yellowjackets #JazzflirtMusicaealtriAmori
Arriva al culmine la lunga stagione del Jazzflirt Festival, organizzato dall’Associazione Jazzflirt-Musica & altri Amori, con l’eccezionale concerto di domenica 29 luglio alle ore 21.30 a Formia, quando sul palco allestito nell’Area archeologia Caposelesaliranno gli Yellowjackets. Un grande evento che, inserito nell’ambito delle manifestazioni estive…
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40 «Mi ricordo noi con nonna vicino al fuoco che ci raccontava delle storie fantascientifiche della loro infanzia, di spiriti, spiritelli. Una storia legata a suo padre: da noi si chiama la Janara, una figura che rapiva i bambini e mia nonna mi raccontava che questa Janara quando suo padre, il mio bisnonno, aveva tre anni, lo rapì e la madonna della Sanità andò in sogno alla mamma di mia nonna e le disse che il padre di nonna era in un determinato posto ad una determinata ora. SI è alzata la mattina e il mio bisnonno era lì», Michele
Ecomostri tra Dubai e Caposele
di Gerardo Ceres
"Caro Direttore, è noto a tutti che in questi giorni si vanno rinfocolando le polemiche sui lavori, a Caposele, della galleria Pavoncelli.
C’è da premettere, innanzitutto, che ho sempre considerato necessario che si realizzasse il raddoppio della vecchia galleria Pavoncelli, realizzata più di cento anni fa e danneggiata seriamente col terremoto del 1980. Partecipai, sì, alle proteste del 1992, unendomi a coloro che temettero che con la rottura di una vena, all’imbocco della galleria, si prefigurasse la captazione di volumi aggiuntivi d’acqua. Chiarito dai geologi, nominati pariteticamente, che quell’acqua apparteneva al sistema idrico delle sorgenti della Sanità, ho sempre ripetuto che quella galleria, in molti tratti autentico colabrodo, andasse sostituita da una nuova, denominata da allora “Pavoncelli bis”.
Confesso che ho nel tempo ritenuto eccessivi, talora anche strumentali, gli allarmismi sullo stravolgimento dell’ecosistema pre-esistente. Forte di una cultura politica che considera urtante il “no a tutto”, ho sempre giudicato necessarie le opere di modernizzazione delle infrastrutture strategiche di rete: acquedotti, strade ferrate, linee di trasporto dell’energia e delle comunicazioni. Ovviamente queste opere devono assicurare, sempre, un equilibrio certo dal punto di vista della sostenibilità ambientale e paesaggistica.
Per molti versi, questa sensibilità non pare appartenere ai responsabili del Commissariato delegato per la realizzazione del raddoppio della galleria Pavoncelli. Nel senso che allorquando si sono manifestati sversamenti nel fiume Sele di liquame non meglio identificato, la trasparenza nello spiegare cosa fosse successo non è stata un punto di forza; a maggior ragione se, contestualmente, si registrava una morìa di trote. Così come non è stata per niente spiegata la fuoriuscita di gas durante la fase di scavo della galleria.
Poi accade che in un’area protetta e per i caposelesi di alto valore simbolico ed identitario, dalla sera alla mattina,nel mezzo del parco delle Saure, si ergano sei pilastri alti dieci metri. Si scopre che in quel luogo verrà costruito un capannone che coprirà il pozzo di connessione, nel tratto iniziale, tra la vecchia e la nuova galleria. Nessuno pare saperne nulla, tutti cascano dalle nuvole. Si scopre che nel documento di Valutazione dell’impatto ambientale, quest’opera accessoria viene “considerata di modeste dimensioni” e quindi derubricata a cosa innocua e non impattante. Alla luce dei fatti, il manufatto in questione sarebbe “di modeste dimensioni” se costruito a Dubai o Shanghai, ma non a Caposele e non in quel luogo, a cinquanta metri dall’anfiteatro naturale delle sorgenti, dal campanile della Sanità e dalle caratteristiche e suggestive cantine scavate nella roccia calcare sovrastante le sorgenti. Uno sfregio vero e proprio che condiziona lo sky-line dell’angolo che costituisce “l’identità secolare dei silari”.
L’ing. Sabatelli, Commissario delegato per la realizzazione della Pavoncelli, forte dei suoi poteri attribuitigli dalla legge, se ne convinca: questo sfregio non sarà permesso. Se ne convincano anche gli amministratori di Caposele che, ad esser buoni, sono stati raggirati dall’ipotesi progettuale. A quest’ultimi chiediamo di esercitare, finalmente, tutti i loro poteri di tutela del paesaggio, senza barattarli per “qualche” posticino di lavoro, promesso e mai sufficiente rispetto alle aspettative.
Ai cittadini di Caposele, ed io tra questi, il compito di esercitare la disobbedienza civile, attraverso il sabotaggio (nell’accezione non violenta) di questo inaccettabile sfregio al paesaggio di Caposele e alla dignità di una comunità che trasferisce il suo bene più prezioso – l’acqua – per dissetare tre/quarti della popolazione pugliese. E che si abbia almeno rispetto."
(lettera al Direttore di OttoPagine, del 7/3/2015) * (autore de “La Seletudine”)
#pdpercaposele Incontriamo Beniamino Palmieri, Sindaco di Montemarano, che ci spiega la sua esperienza e di come ha fatto per mantenere il bosco, area picnic, sempre pulito e con periodica cura delle infrastrutture precedentemente eseguite dalla Comunità Montana.
Nel filmato si vede come sono stati vietati gli accessi alle proprietà dei privati e di come il progetto migliorativo presentato dalla cooperativa che ha vinto la gara abbia apportato una maggiore fruibilità dell’area con la possibilità di farsi una passeggiata a cavallo o di prendersi un caffè nel chiosco centrale. (clicca x leggere)