«I giovani filamenti della foresta si protendono da sempre in un'ascesa solitaria che si compie oltre i confini del nostro sguardo. Questa spinta verticale custodisce l'origine, un punto nudo che spezza la fretta dei giorni per legare il profumo di un bocciolo alla sua esatta stagione. Bastano l’aroma selvatico della genziana e la traccia del rododendro per riaprire i cancelli di un giardino dimenticato. Le immagini più fragili diventano allora specchi universali, piccole stazioni della memoria ancorate a una luce aurorale in cui l'universo intero depone i suoi affanni. Chi si ferma tra le fronde scopre la grazia del ritorno, lasciando che la vita si sfoltisca fino a farsi puro canto, nella trasparenza di un giorno fermato nel tempo:
Brillavano oro e rubini
nello scrigno del cielo, quel giorno;
il blu allagava il verde...
E la calma, ricordo,
misurava il passo del vento»
(Sosio Giordano)













