Si è definito un topo d’archivio, appassionato di ricerche su documenti, lettere, atti storici, ma non un ladro. A casa sua i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale un gran numero di carte che ritengono siano state sottratte all’Archivio di Stato a Torino, testi che non potevano essere portati via da lì, patrimonio inalienabile dello Stato. Finito indagato per furto e tentato furto, il politico della Lega Mario Borghezio ha ottenuto dalla procura il via libera per la messa alla prova, un meccanismo che permette di uscire indenne da un procedimento penale dopo un periodo di prova, e donerà parte della sua collezione privata per risarcire l’ente della sparizione di alcuni documenti, sparizione di cui non si ritiene responsabile. Al termine del periodo, un giudice deciderà se l’ex europarlamentare di destra meriterà il proscioglimento o se si debba celebrare un processo.
“Documenti storici rubati all’Archivio di Stato”: Borghezio ottiene la messa alla prova















