Un pulpito sulla cattedra.
Quando l'uomo armato di fucile incontra l'uomo disarmato, l'uomo disarmato è un uomo morto.
Non credo che sia necessario dimostrare questo assioma, che probabilmente anche un lichene è in grado di capire, quindi procederò con una piccola spiegazione a uso e consumo di Vittorio Feltri.
Mettendo un pulpito in cima a una cattedra, dall'alto della sua sapienza e della sua profonda esperienza in manovre belliche di svariata natura, il giornalista radiato dall'albo ci fa sapere dalle pagine de il Giornale che, a suo dire, la strage sull'isola di Utoya era evitabile. Come? Semplice: contrattaccando!
Evidentemente Vittorio conosce un modo per fermare i proiettili che i più non conoscono: non so, magari con la carta igienica o con la forza del pensiero, chi lo sa?
Sta di fatto che, a detta sua, quel pazzo scriteriato di Behring Breivik era solo contro un esercito di 100 persone. Vero, peccato che questi fossero totalmente disarmati mentre lui aveva un arsenale sufficiente e sterminare tutta l'isola (cosa che, infatti, è avvenuta).
Il suo illuminante ragionamento si basa sulla logica del branco, sacrificio di pochi per permettere a molti di attaccare. Un pensiero profondo come un tombino, complimenti.
Resta solo da capire chi vuole essere il primo.
Ora, le ipotesi a questo punto sono:
Feltri si droga. E non poco.
Feltri ha un ego gonfiato da un superomismo imbottito di testosterone.
Feltri è semplicemente un po' tocco nella testa.
Caro Vittorio, la prossima volta che nel mondo capiterà una cosa simile (spero mai, ma a quanto pare la mamma dei coglioni è sempre incinta e credo di poterlo asserire con tranquillità) facciamo così: lanciati all'attacco del fellone brandendo un asparago bollito, noi ti seguiremo a ruota, fidati. Applica la tua mirabolante teoria e dimostraci, al di là di ogni ragionevole dubbio, che siamo noi quelli che non hanno capito una fava lessa.
L'hai detto tu, il sacrificio di uno per il bene di molti: avanti, c'è posto.
Casomai non l'avessi notato questa è la realtà e non è un luogo popolato da nemici immaginari che solo tu e Belpietro siete in grado di vedere: qui le pallottole sono vere e ti posso garantire che se colpiscono fanno male (nella migliore delle ipotesi) oppure uccidono.
Già che ci sei, perché non vai a enucleare la tua interessantissima teoria anche alle famiglie delle vittime? Mi raccomando, facci sapere cosa ti rispondono e, soprattutto, in quale paese ti mandano: noi tutti ci uniremo molto volentieri al coro.