Parafrasando Bernard-Henri Levy âLa barbarie dal volto umanoâ
Pensavamo di aver visto il peggio, invece il peggio deve ancora arrivare⊠siamo i figli naturali di una coppia diabolica, il consumismo e lâabbandono della spiritualitĂ , in un mondo in cui la libertĂ e lâautodeterminazione Ăš sbandierata come un vessillo, assistiamo alla chiusura perfetta del cerchio, quella dello schiavo inconsapevole di esserlo.
In questo cielo contemporaneo si sente di nuovo il crepuscolo in cui crollano le nuvole, tra il frastuono delle armi e il gemito dei suppliziati. Quali altri massacri e rivoluzioni servono per far capire allâuomo la sua natura ?
Hitler non Ăš morto a Berlino, anzi ha vinto la guerra, vincitore sui suoi vincitori, in quella notte di pietra in cui ha fatto precipitare l'Europa. Stalin non Ăš morto a Mosca e neppure al XX Congresso, anzi Ăš qui, tra noi, passeggero clandestino di una Storia che tuttora va assillando e piegando alla sua demenza.
Nomi peggiori di questi si stanno imponendo per la loro barbarie alla cronaca ed alla storia, nomi che fanno sembrare quelli passati puerili apprendisti.
Il mondo va bene, dite voi? Il Male in realtĂ non Ăš mai sparito ma anzi si Ăš consolidato e la rivincita di Satana prossima.
Vogliono far sembrare che tutto va bene agli incatenati dellâinformazione televisiva, ed in effetti nonostante la possibilitĂ di informarsi e di pensare liberamente, sono riusciti a non farci percepire la brutalitĂ della barbarie quotidiane.
Pensavamo che mai piĂč la volontĂ di morte si potesse scatenare cosi crudelmente, cosĂŹ cinicamente, invece ci siamo sbagliati. Gli dĂši ci hanno abbandonato di nuovo dopo le tragedie del secolo scorso, di nuovo stanchi di smarrirsi sulla piana calcinata in cui stabiliamo la nostra dimora.
E io scrivo, scrivo nell'era di una barbarie che, di nuovo, silenziosamente, sta giĂ rincalzando il letto degli uomini assetati di morte e di violenza.