Quelle invenzioni che uccisero i loro creatori
Quando il genio diventa fatale, 6 inventori vittime delle loro stesse invenzioni. L’innovazione può cambiare il mondo, ma per alcuni inventori ha avuto un prezzo altissimo: la vita stessa. Storie che sono drammaticamente reali. Come quella di Karel Soucek, stuntman ceco celebre per aver sfidato le cascate del Niagara in un barile progettato da lui. Dopo il trionfo, volle testare un nuovo modello a prova d’urto, facendosi calare dentro un’arena: mancò il bersaglio per pochi metri e morì in ospedale. Anche Henry Smolinski sognava di volare: costruì una macchina ibrida unendo le ali di un aereo a una Ford Pinto. Il primo volo andò storto, il secondo peggio: il prototipo si schiantò pochi istanti dopo il decollo, uccidendo lui e il collega. Altre morti furono più subdole, come quella del chimico Thomas Midgley Jr, il cui nome è legato a due invenzioni micidiali: la benzina al piombo e i CFC, gas dannosi per l’ozono. Paralizzato dalla poliomielite, ideò un sistema di corde per muoversi autonomamente: fu strangolato dal suo stesso meccanismo. Sabin von Sochocky, invece, scoprì la vernice al radio per orologi luminosi, usata in grandi fabbriche. Morì nel 1928 per anemia aplastica, come molte lavoratrici esposte alle radiazioni. Il sarto Franz Reichelt, ispirato dall’era dei voli, si lanciò dalla Torre Eiffel indossando un “paracadute da indossare”: il vestito non si aprì mai. Infine, Henry Winstanley, creatore del primo faro in mare aperto, morì al suo interno durante una tempesta, scomparendo nel nulla. FONTE: sciencefocus Read the full article













