a vapore
Di quando parlavamo poggiati all'angolo in un corridoio, facendoci un'opinione su tutto il resto per affrontare meglio ciò che non eravamo Noi. Poeti. Eroi. Le lettere più sincere le ho sempre scritte a matita, per fare in modo che il tempo non faticasse a riprendersi le mie parole. Da veri codardi. Quello che ci spaventa ci succede e quello che sprechiamo il tempo a sperare non ci accorgiamo di vederlo passare.
Le relazioni a vapore e il battello dei miei pensieri, di quanto scrivo, di come lo faccio.
Del fatto che non ti penso prima di andare a dormire.
Pensieri nobili non ne ho mai avuti, ma ti piaceva quello che dicevo, nel silenzio dei corsi vuoti, con le mani in tasca e poi tra i tuoi capelli.
Dvidere bene le difficoltà per catalogarle e andarle a prendere, una per una, sotto casa.
E sono l'acquasantiera in cui naviga il maledetto battello a vapore che brucia carboni dannati dal fuoco delle passioni a tempo.
T'amo. E non era vero. Ti odio perchè non posso odiarti. E non era vero neanche quello.











