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Milano, 20 Dicembre - Tra il 2011 e il 2012 la fiducia degli italiani nei servizi di sicurezza dello Stato è aumentata di 10 punti rispetto al periodo precedente. Oggi il 51% di loro afferma infatti di apprezzare l’operato della Comunità italiana d’Intelligence. A renderlo noto, anticipando i dati del ‘Rapporto Italia’ di gennaio 2014, è stato il Presidente di Eurispes, Gian Maria Fara. Il dato non è casuale ma il risultato degli effetti della Legge di riforma del 2007 che ha disciplinato tutto il sistema di informazione e sicurezza della Repubblica, congedando alcune precedenti strutture e istituendone di nuove, come ad esempio l’Autorità delegata per la Sicurezza, a cui il Presidente del Consiglio, come si legge nella normativa stessa, “può delegare le funzioni che non sono ad esso attribuite in via esclusiva”. “La svolta di un’Intelligence che dialoga con i cittadini e va nelle università per farsi conoscere meglio -ha spiegato il sociologo- sta già dando i suoi frutti: dai dati che stiamo analizzando notiamo un ulteriore e progressivo incremento di considerazione”. Per il presidente di Eurispes si tratta “di un trend di crescita positiva che si consolida nel tempo”. Ad essere premiati sono soprattutto la trasparenza e la capacità di fare conoscere ai cittadini l’importanza e l’utilità dei servizi d’Intelligence nella difesa degli interessi nazionali in una fase delicata della congiuntura internazionale come quella attuale. Si tratta in sostanza di un mutamento positivo nell’immaginario collettivo grazie al quale l’Intelligence italiana “è passata dallo stereotipo degli spioni alla figura, altamente qualificata, dell’analista della sicurezza. Ma soprattutto -sottolinea Fara- nella percezione dei giovani i servizi d’Intelligence sono diventati veri e propri ‘think tank’, laboratori e ‘luoghi’ nei quali si produce conoscenza, si analizzano scenari e minacce globali, individuando soluzioni nell’interesse dei cittadini”. In particolare le (nuove) information technologies hanno giocato un ruolo fondamentale: nello specifico Internet, dove il sito del Comparto Intelligence, (www.sicurezzanazionale.gov.it), ”ha influito sulla nuova percezione dei Servizi”. La scommessa di questo nuovo corso è proprio quella di parlare con i giovani, che dimostrano una fortissima attenzione verso questo mondo. ”I giovani -fa notare infatti Fara- cominciano a lasciarsi alle spalle scenari da ‘Gioco delle ombre’ per avvicinarsi progressivamente al vero lavoro di Intelligence, che non è il pedinamento ma la difesa degli interessi nazionali in ambito politico, economico e finanziario. Sulla ‘nave scuola’ costituita dalle competenze ed esperienze delle professionalità esistenti, le nuove leve potranno fare un grande lavoro, accompagnati dai ‘vecchi del mestiere’ che stanno traghettando i Servizi al New Deal, come del resto prevede la Legge del 2007. Questi giovani -conclude Fara- sanno che la sicurezza non ammette approssimazione e sono sollecitati anche da una riscoperta dell’amor patrio: sanno che dovranno fare un lavoro che spesso non consentirà loro la scena e per il quale non saranno applauditi. Ma dietro uno scampato pericolo della nazione, ci saranno anche loro che avranno lavorato in silenzio”. Un altro aspetto importante è rappresentato dalla maggiore attenzione riservata alla qualità più che alla quantità, anche per sgombrare definitivamente il campo da ogni sorta di equivoci derivanti dal passato. C’è infatti la volontà di far comprendere ai cittadini che i servizi operano nella piena osservanza delle leggi dello Stato e in perfetta linea con il sistema di garanzie e controlli istituzionali. Anche per questo “il ruolo principale -precisa Fara- lo gioca il cambio di mentalità dei vertici della nostra Intelligence. Un cambio di passo fatto di maggiore apertura per diffondere quella cultura della sicurezza partecipata che è propria dell’indirizzo dato dall’Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, Marco Minniti, e dal Direttore generale del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza). Ma è anche un riconoscimento al lavoro svolto dalle Agenzie di Informazioni, AISI e AISE”. Non da ultimo, il presidente di Eurispes segnala un dato di grande interesse per l’economia del Paese: “l’Intelligence italiana sta facendo anche un importante servizio di assistenza alle aziende considerate sensibili”.