Senza modestia. Sarebbe inutile. Fin dall'adolescenza, sono abituata agli uomini (a volte anche donne) che si voltano a guardarmi per strada. Anche perché mi piace vestirmi, abbigliarmi, truccarmi, non per forza in maniera"provocante", quello dipende sempre dalle situazioni. Ma, come dico io, mi vesto e mi trucco in maniera “armonica”.
Però passeggiare tranquilla è difficile. Di solito uso le cuffie, almeno per far intendere che “non sento!”’
Sguardi lascivi, occhiate, teste voltate, saluti e (quelli che preferisco) commenti spassionati di uomini anziani che si fermano mi guardano con occhi brillanti e mi dicono che son bella.
Sì, i complimenti fanno bene all'ego… ma quando l'ego va in pensione o, semplicemente, non ha bisogno di conferme, diventa tutto noioso.
Io però, come dicevo, ci ho fatto l'abitudine. Sorrido e saluto chi mi saluta e sembra inoffensivo. Sguardo glaciale a chi mi offende. Occhiata severa a chi mi “spoglia” e ho persino inventato uno sguardo da: “come ti permetti di pensare lontanamente che io possa interessarmi a te…??”
Lo so, sembro cattiva, ma sono regole di sopravvivenza che ho appreso negli anni.
Stasera sono uscita. Vestita semplice, jeans e canottiera, poco trucco e occhialoni…
Cosa avevo??
Tra commenti, sguardi, saluti, “spogliate visive”… nessuna tregua. Passeggiavo (tranquilla) e il 90% della gente mi notava.
Forse perché ero a Pigalle? Forse perché il blu mi dona?
Io nemmeno mi sentivo granché.

















