Dramatic Halloween Party - 31 October 2081;
V: Ecco dunque che, raggiunto il centro della Sala e davanti il grosso portone chiuso, mette in scena la miglior dimostrazione d’amore che ci si possa aspettare dai gusti di entrambi. Lascerebbe il braccio di MYOSOTIS, ma solo per potersi mettervi dinanzi: ecco quindi che, avvicinando la punta della lancia, sfilerebbe delicatamente quel cuore umano che prenderebbe a schizzare ovunque fiotti di sangue finto. Lo tiene con la destra, mentre la mancina - coperta come l’altra da un guanto d’arme - sorregge ancora la lancia con la base poggiata contro terra e le teste ben visibili. Poi, si mette in ginocchio da bravo cavaliere, l’accenno di un sorriso maligno ma sempre orgoglioso. « Oh! Mia amata, dolce Myo-Lady Carmilla, offro a voi questo pegno d’amore perché mai possa perire! » E attende quindi che la Dama lo accetti, l’attore, che forse s’aspetta anche un applauso. O delle occhiate sbigottite, non è chiaro, ma nel dubbio farebbero piacere entrambe le possibilità. « E perché la vostra bellezza, come ció che visceralmente ci unisce, non possa mai sfiorire! » Toh, se l’è pure scelta in rima.
M: « Voi mi lusingate immensamente, mio dolce torroncino sanguinolento » una mano aperta sullo sterno la dice colpita da quel gesto plateale, finché l’altra accoglie il dono e l’utilizza come una confezione di crema anti age, segnando — sempre di rosso — con buffa premura la guancia destra del PRINCIPE. « Suvvia, ora alzatevi e non osate dubitare dell’a– » con un buffetto sul mento cerca ora di convincerlo a rialzarsi, senza preoccuparsi di sporcarlo « affetto. Dell’affetto che provo per voi. » Un sorriso indulgente, una sventolata di ciglia bionde e poi « Voglio il sangue di una rara creatura. Sorprendimi. » In fondo ha la pelle delicata ed un principio di magia è ciò che fa al caso proprio, se la ama davvero (!) dovrebbe saper scegliere con cura.
“I predict nothing but disaster and tragedy.”
L: E forse gli riesce di sentire le parole di quest'ultima, riconoscendola o meno dalla voce, perché se ne esce con tono perfettamente udibile «Un serafino va bene? Ma bada, il mio sangre potrebbe ucciderti».
V: « Un che? » Che qua siamo a corto di cultura babbana, per carità. « Niente può uccidere un affett-ato eterno, proviamo? » E così, ecco che per rendere più concreto l’intento della caccia, inclinerebbe in un gesto fulmineo la lancia verso alcuni degli occhi del SERAFINO. Tranquilli, è palesemente finta, ma finto non è lo sgorgare potenziale del sangue che potrebbe perfettamente gocciolare addosso quella veste tanto candida.
L: Al riconoscimento altrui, arriccia appena il naso «Scommettiamo?» vagamente più tagliente ora. Forse ce l'ha ancora legata al dito per il commento del QUARTINO al proprio nome e cognome. Se VLAD gli punta la lancia contro, ecco che lui di rimando mette mano alla bacchetta. La estrae dalle pieghe del proprio costume, sorridendo sornione anche in barba al sangue finto che sgocciola a macchiare le proprie vesti. Al massimo sembrerà ancora più creepy. Inizia a muovere la bacchetta in una spirale antioraria, immaginando quella lancia mutare completamente nell'aspetto. Da un oggetto, a una pianta: un lunghissmo girasole. La lunghezza diventerebbe uno stelo verde e dritto, la cima il fiore.«Resplàntens.» dagli accenti precisi e la convinzione vagamente malevola. Ha scelto lo scherzetto.
V: Ma il SERPEVERDE pensava di farla franca? La mancina andrebbe a puntarsi contro le sue vesti e pensare intensamente ad un bel giallo shocking. Così, intonerebbe un « Convercòloris » sempre maligno, perché adesso il rancore lo si porta in due.
V: Oh, ma la sua attenzione vira per la terza volta un po’ più in lotananza, laddove AIDAN sarà pure nelle vesti di uno scheletro di non ben identificata natura, ma i capelli ramati sono abbastanza dal farlo scandagliare famelico nella sua direzione. Fa saltellare la lancia nella destra e rapido prende il catalizzatore con la mancina – non si sa bene da dove, con cui fa un movimento del polso di 180° in senso orario e un affondo verso il cuore finto della sua LADY. « Wingàrdium Leviòsa » E sempre che ci riuscirebbe, lo scaglierebbe proprio verso il povero CUGINO ingiustamente bullizzato.
A: Ed è quando sta per avvicinarsi in quella direzione che NON sente movimenti d'aria particolari e quando quel QUALCOSA lo raggiunge, giustamente, alla spalla DESTRA. Quella che sta rivolgendo ora in direzione VLAD, parlando con la gemella. E quando sente quello SPLAT sulla spalla - oltre a sobbalzare - è un « ma- » che gli esce dalle labbra… prima di ritrovarsi sopracitata spalla ora INSOZZATA di sangue. E non fa molto oltre che guardarsi appunto la spalla, e puntare subito gli occhi sul CUGINO. Il cuore l'aveva visto, ops. Motivo per cui non da di matto ne nulla, estrae semplicemente dalla tasca dei suoi pantaloni in tela, il catalizzatore. E non fa molto, al massimo punta precisamente verso le LABBRA del CUGINO. E non fa molto, se non imporre tutta l'intenzione di un « languelìngua » verso lo stesso, con TUTTA l'intenzione di far attaccare la lingua del cugino al palato. Per non farlo parlare. Si è pure avvicinato il tanto che servirebbe a farsi sentire senza urlare nel dubbio, senza interessarsi nemmeno troppo agli ALTRI presenti. « impara la nostra lingua senza dire parole a caso. » ah. « poi potrai usare la tua. »
V: Peccato che arrivi quel languelingua che per qualche istante gli fa piantare la propria contro il palato, incapace di poter proferire più parola. Però, ovviamente uno sguardo assassino per il CUGINO c’è tutto ed è abbastanza per quello scambio d’ammore, perché adesso non potrà castare altro, ma è abbastanza simbolico il suo schiacciare con la scarpa pesante e tintinnate la testa del ROSSO a spappolarsi sotto. E di guerre siamo a quota due.