19.08.2012
Anuncio de SHINee y Dará para la colección "Darbie Doll" de Etude House.
📼🔗 Fuente
seen from United States

seen from Malaysia
seen from Yemen
seen from Yemen
seen from Netherlands

seen from Mexico
seen from Türkiye

seen from Australia

seen from Mexico
seen from Singapore

seen from United States
seen from Türkiye

seen from United States

seen from Mexico
seen from Türkiye

seen from Yemen

seen from Malaysia

seen from United States

seen from United States

seen from United States
19.08.2012
Anuncio de SHINee y Dará para la colección "Darbie Doll" de Etude House.
📼🔗 Fuente

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
19.08.2012
Foto publicada en la página oficial de Facebook de la marca de cosméticos 'Etude'.
Julian Assange Historic speech @ Ecuador Embassy 19/08/2012
Sex, Lies and Julian Assange http://www.youtube.com/watch?v=6KzCV3LixsM Julian Assange Speech below at the Ecuador Embassy Can you hear me? I am here today b… Video Rating: 4 / 5
View Post
Il 2 di Gennaio e tu hai cominciato a tremare dalla paura che ti lasciassi ! Adesso comando io !
Charlotte
Prima della Sardegna (2012)
La tua vacanza comincio una settimana dopo il nostro bacio. Se devo essere sincera la settimana prima che tu partisti non me la ricordo bene. Il 20 Agosto c’eravamo dati appuntamento sotto casa di mia nonna per parlare prima che arrivasse il mio ragazzo. Ero agitatissima. Avevo paura di quello che potesse succedere e non sapevo che fare. Ero letteralmente nel panico. Quando arrivasti non ci mettemmo molto a salire le scale di casa mia baciandoci. Stemmo sul letto a coccolarci finché il mio telefono non comincio a vibrare. Era tuo cugino che mi diceva che era sotto casa mia e che eravamo in ritardo. Sapeva che eri con me, c'eravamo inventati una scusa. Ci vedremmo in meno di un minuti e con tanta "Tranquillità" scendemmo da lui. Chissà cos gli frullava in testa. Avevo una paura tremenda che ci chiedesse qualcosa e noi non sapevamo come rispondere e quindi rimanevamo imbambolati come due cretini, ma per fortuna questo non successe e con tanta calma andammo al mercato. Il giorno prima della tua partenza per la Sardegna ci siamo ritrovati tutti a casa tua. Io, te e tuo cugino. Dopo aver finito di far le tue valigie andammo tutti in camera tua per rilassarci un pochino. Tu eri sdraiato, poi c'ero io seduta con le spalle rivolte al muro e poi c'era tuo cugino a giocherellare con il suo tablet. Io e te ci mettemmo a parlare con mezze parole senza farci capire da lui. Stavamo riconoscendo il nostro errore e infatti volevamo chiudere questa storia prima della tua partenza ma qualcosa che uscì dal profondo ci fece fare il contrario. Tu volevi chiudere tutto e io cercavo di farti vedere le cose in maniera diversa e tutto tornava tranquillo, però poi io volevo mollare, così i ruoli s'invertirono, e questo scambio di ruoli andò avanti tutto il pomeriggio, finché non arrivo il momento di salutarci. Avevo un po' d'angoscia nel dirti "Ciao" perché sarei dovuta stare una settimana precisa senza di te. Mentre giocherellavamo a non farci scoprire da tuo cugino, a darci baci sporchi, ad abbracciarci con troppa passione, mi rubasti gli occhiali da sole bianchi. La tua scusa fu "Così ogni volta che guarderò gli occhiali potrò ricordarmi della tua faccia a culo che ti ritrovi" e con una risatina pungente ma sensuale li mettesti sulla valigia. La mia risposta di battuta fu "Tu hai i miei occhiali, ma io non ho niente di te". Detta questa frase mi tirasti in camera e, dall'anulare della mano destra, ti sfilasti l'anello a cui tenevi tantissimo. Sapevo che per te significava molto perché non te lo toglievi nemmeno a gareggiare in bici. Non sapevo dove metterlo perché mi stava largo in tutte le dita, così aprii il gancetto della collana e lo infilai lì dentro. Quando tuo cugino andò via, noi rimanemmo tutto il tempo a guardare i cartoni, sdraiati sul tuo letto abbracciati, nonostante non si respirava dal caldo che faceva quel giorno. Mi chiedesti se volevo farmi delle foto che avremmo conservato solo io e te. Mentre mi baciavi dolcemente scattavi foto con il tuo iPod. Ero tranquillissima, non avevo pensieri di nessun genere. Eravamo solo io e te, ancora una volta. Tua mamma passava davanti alla porta di camera tua cento mila volte mentre ci baciavamo ma non si accorse di niente; Quando entrò e ci vide abbracciati, rimase un attimo ferma a guardarci e poi con un sorriso ci disse "Non avete caldo appiccicati così ?", non riesco a togliermela dalla testa quella frase. Quando arrivarono i miei genitori a prendermi, mi accompagnasti, insieme a tua mamma, alla macchina. Ero appoggiata al cofano e tu mi abbracciavi dolcemente. Sentivo il tuo respiro sul mio collo, era affannato, sembrava che piangessi, mi venne naturale dirti "Si sistemerà tutto". Nessuno dei due riusciva a staccarsi dall'altro. Mi stuzzicavi e mi velocemente mi baciavi per non farci scoprire. Stavamo rischiano tutto dandoci quei baci davanti ai nostro genitori ma eravamo affamati di adrenalina e niente ci faceva paura. Quando arrivò il vero momento di salutarci tu mi stringesti fortissimo al tuo petto, quello non era un abbraccio ma un gesto di disperazione, era come l'addio di due innamorati prima della la partenza per la guerra, non sapevamo cosa sarebbe successo in quella settimana, cosa sarebbe cambiato, così racchiudemmo in quella stretta di corpo tutto. Ciao Gaz. Ciao Charlotte. E la mia macchina si allontanò lentamente dalla tua casa. Ero felice perché nonostante tutto quello che sarebbe potuto succedere in quella settimana ero contenta di avermi goduto quel sogno fino in fondo. M. -La nostra favola ❤️

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Il nostro odio-amore, mi porta ad odiarti il giorni ma, ad amarti la notte M.
Charlotte
19Agosto2012
Era la mattina presto di una domenica come le altre quando io, te e il mio ragazzo di quei mesi partimmo per l'Emilia. Lui doveva correre una corsa di ciclismo senza la squadra. Era proprio una giornata come le altre, chi avrebbe mai immaginato che quella giornata di caldo infernale mi avrebbe cambiato la vita per sempre ? Io no di certo, visto il mio sentimento di odio nei tuoi confronti. Quando arrivammo, andammo subito a pranzo. Tu avevi la mia macchinetta fotografica in mano e non smettevi di far foto a tutto e a tutti. Quando finimmo di pranzare andammo alla macchina e tu iniziasti a massaggiare le gambe di tuo cugino per prepararlo alla corsa. Io ero appoggiata alla portiera e vi guardavo. Ti odiavo con tutta me stessa ma l'unica che cosa che amavo di te era che mi massaggiavi le gambe anche a me ed era fantastico. Quando il mio ragazzo andò a provare il percorso, tu cominciasti a massaggiarmi i polpacci. Li per li eravamo zitti, tu eri concentrato e io ti guardavo sudare. È stata la prima volta che ti ho guardato in modo diverso. Cominciammo a parlare della mia relazione con tuo cugino. Da quella chiacchierata la mia opinione su di te cambiò. Erano 3 mesi che ti conoscevo e non ero mai riuscita a sopportarti, ma quel giorno era come un nuovo inizio. Siamo stati tutto il pomeriggio insieme. Tu con la macchina fotografica e io a coprirmi la faccia evitando le tue foto imbarazzanti e a tradimento. Parlammo molto quel pomeriggio, sopratutto di me e di tuo cugino e di quello che c'era tra me e lui. In quel periodo eravamo molto distaccati. Quando la corsa finì, ci fermammo a fare una grande merenda, se non sbaglio ci siamo mangiati 7 pizze. Bevemmo un paio di birre, ma mi diedero un po' alla testa perché andammo subito sulle giostrine che giravano e quindi fecero un effetto diverso. Quando ripartimmo per tornare a casa cominciava a far buio. All'andata in mezzo c'era il mio ragazzo, però al ritorno c'era io, volevi farmi ascoltare un paio di canzoni della tua playlist che avevi sull'iPod. Quel giorno mi feci ascoltare la nostra canzone. Con il ragazzo erano solo Linkin Park, ma quel giorno mi infilasti la cuffia nell'orecchio e mentre la canzone andava, ricordo queste parole "Questa è la tua canzone !" Era Timida dei Modà, e già il titolo la diceva lunga perché io sono timida per natura. All'inizio del viaggio ero sempre a sbaciucchiare il mio ragazzo, ma poi dopo la fermata all'autogrill ci sistemammo tutti e tre in una posizione comodissima, tu appoggiato al finestrino con le gambe aperte, io in mezzo alle tue gambe appoggiata al tuo petto, anch'io con le gambe divaricate e poi c'era tuo cugino praticamente sdraiato, lui era quello che prendeva più posto e sicuramente era il più comodo. Avevo la mia testa appoggiata sulla tua spalla, il tuo mento si appoggiava perfettamente sulla mia testa e il tuo braccio destro era comodamente appollaiato sulla mia gamba. Una cuffia per uno cercavamo di far passare il tempo, anche perché il mio ragazzo era così preso dal mio telefono che non mi degnava minimamente di uno sguardo. Siccome lui non mi ascoltava per niente, io e te, cominciammo a fare li stupidi, a dire a tuo cugino "Eh adesso ti faccio le corna con tuo cugino" e tu gli dicevi "Hei ti rubo la ragazza" e ogni volta che lui si girava verso di noi, facevamo finta di baciarci e facevamo tutti i rumori di piacere per simulare un vero bacio, poi lui si rigirava verso il telefono e noi continuavano a provocarlo con le parole, però poi, quella simulazione si trasformò in verità. Intorno a noi c'era buio, c'era appena la luce soffusa dei lampioni lontani che si eliminavano uno ad uno. Il tuo braccio dalla gamba si spostò alla pancia e sentivo che mi stringeva. Io avevo la mano sul tuo petto e sentivo ogni battito del cuore. Mi girai verso di te e tu facesti lo stesso. Ci guardammo silenziosamente, le nostre bocche erano a pochi centimetri l'una dall'altra, sentivo il tuo respiro sulle mie labbra finché ad un certo punto non lo sentii più perché le tue labbra toccarono le mie. All'inizio le sfiorarono appena, penso che volevi vedere se ci stavo, però poi ci demmo un bacio a stampo. Nella ma testa regnava il caos più totale. I miei pensieri si erano divisi in due parti, la prima parte diceva "Oh cavolo gli hai dato un bacio a stampo" e l'altra parte diceva "Hei, ma cosa stai facendo ? Tradisci il tuo ragazzo ?" Continuammo a baciarci. Il mio stomaco era sottosopra e all'inizio non capivo se era perché avevo già i sensi di colpa o perché avevo cento milioni di farfalle che ci svolazzavano dentro. Era nel panico più totale. Volevo smettere di baciarlo ma quelle labbra sottili illuminate appena mi attiravano come una calamita solo che il mio stomaco comincio a fare segnali di brutto presagio, avevo la nausea, per poco non vomito. Mentre ero seduta dritta tu mi misi una mano sula schiena e mi dicesti "Io e te dobbiamo parlare, vero ?", ti risposi di si. Quello fu l'unico momento di lucidità che ho avuto in tutta la serata. Restai, per il resto del viaggio, appoggiata al tuo petto e continuammo a baciarci per tutta la sera. Tu volevi allungare le mani, ma io volevo fare la ragazza lucida e con la collera nel corpo ti respingevo. I baci bastano per mettere nel panico la mia testa e sopratutto il mio stomaco. Il mio ragazzo per tutto il tempi non si accorse di niente, era troppo preso dalle canzoni che erano sul mio telefono, che pezzo d'asino che era quella sera. Quando uscimmo dall'autostrada portammo a casa subito lui. Era nel panico perché non sapevo cosa fare. Lui andò a casa e nei posti dietro della macchina rimanemmo io e te da soli. Ti dissi subito che ormai era andata così quella sera e che non volevo farmi paranoie, volevo "Godermela" , ti dissi anche che il giorno seguente avremmo fatto i seri veramente. Non cambiò niente, restammo nella stessa posizione, sempre con una cuffia a testa. Continuavamo a baciarci. Presa dal momento cedetti e ti lasciai libere le mani, tu le infilasti subito nella mia maglietta. Quando provasti a sganciarmi i pantaloni ti fermai di colpa e ti dissi di non forzare la mano e che stavi andando troppo oltre, tu mi chiedesti semplicemente scusa e continuammo a baciarci finché non arrivò il mio turno di scendere dalla macchina. Le tue ultime parole di quella sera furono "Domani mattina prima di andare al mercato passo da tua nonna, così possiamo parlare", la mia resista fu un semplice okkei. Prima che mettessi i piedi giù dalla macchina, quindi prima di dire addio a quei momenti, mi afferrasti per un braccio e mi baciasti. Era come il bacio della buona notte. Quando arrivai in camera mia mi guardai allo specchio e sorrisi, non ero in colpa, tutt'altro, ero felice di ciò che era successo. Passai la notte in bianco. Non smettevo di pensare a quei momenti. M. -Charlotte
Mio signore amato, non avere paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarezzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono cosi belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, cosi ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarezzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, a me piace guardarla, e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi avere paura son vicina a te, mi senti? Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti?, è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le miei labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore delle miei labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle tue palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà nel tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, una dentro l'altra, sul tuo sesso, finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel tuo cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani su mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere ne tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio non c'è fine, non finirà, lo vedi? Nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la tua testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest'istante sarà, da adesso e in poi, sarà, fino alla fine. M.
Alessandro Baricco, Lettera D'Amore, Seta