E c'è ancora molta, troppa, gente che ancora non ci crede.
Questo pover'uomo è disperatamente, immensamente, innamorato di Odile.
E come potrebbe non esserlo? Al contrario della sorella, lei lo tratta con amore, gentilezza, comprensione, costruendo con lui un rapporto di parità, accettandolo per quello che è e condividendo senza alcun indugio il peso del suo passato anche sulle proprie spalle, senza alcun timore. Con lei, lui può essere se stesso, senza abuso o costrizioni, e non è più solo.
E, come l'Ettore dell' "Iliade" con la sua città e la sua famiglia (Andromaca e Astianatte), vuole proteggerla dalla insidie della propria sorella. Dal sangue del suo sangue. La cui sete di vendetta non vuole risparmiare nemmeno quella giovane ragazza colpevole di essere semplicemente una Sant'Erasmo. Colpevole del proprio sangue.
E udite, udite? Ettore sarà pure costretto a lasciarla.
Voi non potete immaginare la rabbia che covo nei vostri confronti, sceneggiatori. Avete creato un personaggio sublime (alla pari con quello di tancredi: credo di aver detto tutto con questo), segnato da una dura vita di dolore e solitudine e, ancor peggio, da abuso psicologico, e una "storia straordinaria" di lui con Odile, e per cosa? Per farlo tornare a Londra, lontano dall'unica persona che abbia amato (e che lo abbia mai amato) e per far finire lei con Matteo Portelli.
Se Ettore finisce male, col cazzo che la guardo la vostra 11° stagione di merda.