Outis
Quando ci siamo visti per la prima volta, sorridevi timidamente. Camminavo verso di te per salutarti. Quella sera la stazione di Kiev era piena: persone che correvano verso il proprio binario. In mezzo a quella folla capimmo che avremmo esplorato il mondo tramite le fessure della felicità. Secondo te era una coincidenza? Ogni volta che te lo chiedevo per scherzo, tu mi rispondevi che il destino non esiste. Destino o non destino, sembrava tutto scritto: proprio come un romanzo. Ogni pagina corrispondeva ad un giorno, ma fino a dove sarebbe arrivato questo libro? Vorrei parlare di te come se fossi una coincidenza rara. Perché preferisco pensare che, sei arrivata con una felice coincidenza, non che te ne sei andata via per destino.
Ad un altro, lontano da te, manca una donna. A me, senza te, manca me stesso













