Uno dei grandi traguardi degli ultimi anni è l'aver imparato a non rotolarmi nelle cose che mi procurano dispiacere o nervosismi inutili. Che tradotto, vuol dire mettere la testa sotto la sabbia. Non sapere. Io so che sapere cosa fa , cosa dice o come campa una certa persona che ce l'ha con me o con cui ce l'ho io o che è negativa nella mia vita, mi destabilizza o rovina l'umore anche solo 5 minuti, e allora ignoro totalmente. Vieto alle persone di riferirmi. Cancello numeri. Blocco sui social. Elimino. Tempo fa mi sarebbe risultato impossibile, avrei ceduto alla tentazione masochistica di sapere. Ora no. E vi giuro. Non sapete quanto aiuta. Aiuta a mollare la presa, a mettere delle distanze sane tra me e la gente che non fa bene alla mia vita, a evitare la tentazione di replicare, chiedere, tornare su terreni ormai aridi. Davvero. E’ giusto sapere quello che ci riguarda, ma quello che non ci riguarda più o ci riguarda nel male, ci fa attorcigliare su noi stessi. Testa sotto la sabbia quando serve e si evitano fastidiose insolazioni, datemi retta.
Selvaggia Lucarelli (via luciacl)










