“L'importante del litigare sta nel trovare sempre una scusa per poter ritornare”
— Fatta di scarabocchi.

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“L'importante del litigare sta nel trovare sempre una scusa per poter ritornare”
— Fatta di scarabocchi.

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“Ho dimenticato il sapore di tutti anche di chi credevo fosse indimenticabile. Ma non riesco, e forse non voglio togliermi di dosso, nemmeno a distanza di tempo, il tuo.”
— Valentina Ardimento.
Forse mi manchi, chi sa.
Forse avrei bisogno di te, di un tuo abbraccio, eppure non posso stringerti a me, eppure anche se fossi qui, probabilmente non potrei stringerti quanto vorrei.
Eppure se solo ti avessi qui, neppure ti stringerei come vorrei.
Eppure mi manchi.
E sarà una mancanza che mi porterò dentro.
Non passeremo mai un Natale insieme o un capodanno.
Non saremo mai insieme il giorno del tuo compleanno.
Non ci sarai quando avrò bisogno di te.
Non ci sarai quando avrò la febbre o quando starò male.
Non ci sarai il giorno del mio diciottesimo compleanno.
Non ci sarai il giorno del mio esame di stato.
E chi sa, neppure alla mia laurea.
Non ci sarai mai.
E la cosa tremenda, è che non ci sei stato nemmeno prima.
Un continuo non esserci.
Dovrò solo immaginare,
immaginare te con me, mentre mi circondano tante persone che non voglio, perché loro non sono te.
E non lo saranno mai.
“Posso assicurarti che non smetteró mai di volerti bene e di sperare che tu sia felice. Posso assicurarti che ti auguro il meglio.Posso assicurarti che ti penseró spesso e che ripenseró ai momenti felici insieme. Ma non voglio piú essere lì per te. Farmi in quattro per te e non ricevere nulla. Non voglio fare piú per te ció che mai da te avró. Sono del parere che nulla sia dovuto. I rapporti non vanno avanti a prescindere. Se non te ne prendi cura, marciscono. Per quanto importante tu fossi per me, niente é dovuto. Niente é scontato. E per quanto le tue chiacchiere sul “io ci sono per te” fossero belle, erano i fatti a mancarmi. Perció non chiamarmi stronza se smetto di preoccuparmi per te, se do prioritá ad altro. Ho iniziato quando ho visto che dovevo elemosinare per avere la tua attenzione. Per essere considerata. Non giudicarmi egoista se vado via, troppe volte tu non c'eri. Troppe volte c'eravamo solo io e la speranza che tu capissi. Magari capirai col tempo che io ero li per te anche quando non lo meritavi. E hai commesso l'errore di darlo per scontato.”
— Katia Vergone
Non dimenticherò la prima volta in cui ci siamo parlati, in cui ho pensato che non mi stavi nemmeno troppo simpatico. Non dimenticherò la prima volta in cui mi hai fatto cambiare idea, la prima volta in cui ti ho guardato e ho deciso che potevi restare nei miei giorni, tra i miei casini, tra le mie speranze. Non dimenticherò tutte le volte in cui stavamo per arrenderci e tutte le volte in cui, però, non l’abbiamo fatto. Non dimenticherò il male che mi hai fatto quel giorno. Non dimenticherò le notti passate a sognarti, le mattine passate con la nausea perché non c’eri, le lacrime impossibili da trattenere ovunque: in mezzo alla strada, sui mezzi pubblici, sotto la pioggia, sulla spiaggia, a lavoro, in vacanza. Non dimenticherò che è finita, che siamo finiti, che non torneremo. Non dimenticherò niente. Non dimenticherò quanto ti ho amato. E’ stato meraviglioso. Non ti dimenticherò mai, nemmeno quando amerò di nuovo; sarai sempre con me. Non voglio dimenticare niente, soprattutto il male. Lo faccio per non venirti a cercare. Mai più.
— Susanna Casciani

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Sicuramente vi porterà a letto, lui ci sa fare.
Vi manderà qualche messaggio “carino” e voi gli crederete; potrete toccargli il petto, ma non il cuore, quello resterà sempre mio. Lo è sempre stato.
Sono stata le litigate furiose, i ritorni a casa senza parlarsi, ma poi la pace.
Lui mi mandava al diavolo ogni giorno, ma poi tornava sempre a riprendermi.
Quando vi vedrà vi abbraccerà e probabilmente vi dirà che siete belle, che siete roba sua;
quando invece vedrà me fingerà di non conoscermi, ma mi guarderà male lo stesso per il vestito che indosso, ma non dirà niente.
Nonostante tutto io sono sempre casa sua, mente voi siete soltanto una camera d'albergo.
Giulia Ghironi. - (via @queitaglisuipolsisporchi )
“Non ti dimenticherò mai, promesso. Sarai per sempre la parte migliore della mia infanzia”
—
“A mio nonno Mio nonno aveva mani forti, curiose e coraggiose. Si è spento lentamente tra un sospiro d’alba e un trionfo di tramonto. E’ stato il miglior compagno di giochi della mia infanzia, non importava quanto “folli” fossero le mie richieste: non giudicava, non ammoniva, c’era. E adesso non c’è più. Mi mancheranno le risate sonore da far venire il mal di pancia, i commenti pungenti sulla vita, gli scherzi spontanei. Mi manca non poter rubare le caramelle dagli scaffali segreti della nonna, per ridere in silenzio quando lei – immancabilmente – ci scopriva. Mi mancherà tenerti per mano come quando, da bambina, mi facevi da cocchiere camminando veloce tra i sentieri della città. Non so bene dove sei, cosa fai, se ancora puoi sentirmi. Non so se ti senti triste o felice lassù tra gli amici e i parenti che da qualche tempo ci hanno detto addio. Se puoi leggermi nel cuore, continua a spronarmi, a credere in me, non lasciarmi correre da sola. Mi hai insegnato che essere gentili è un atto di coraggio e che prendersi cura di qualcuno è un gesto che va fatto in silenzio. Mi dispiace non poter rispondere alle domande che farai quando un giorno un uomo entrerà nella mia vita per restarci: chi è? di chi è figlio? ti rispetta? Avrei voluto regalarti questa gioia, avrei voluto vederti curioso e indiscreto e avrei voluto ridere dei tuoi brindisi semplici fatti di caffè, biscotti e sguardi d’intesa celati dietro i tuoi occhiali scuri. C’erano tante cose che ancora avrei voluto sapere da te, c’erano tante cose che avrei voluto condividere insieme nel modo semplice che avevamo di parlare senza fare rumore. Mi mancherà per sempre la donna che sarei diventata se tu fossi rimasto anche solo un giorno in più accanto a me. Ero pronta a dirti addio e invece non lo ero affatto. Riposa e custodiscimi.”
— @quelsorriso-usatocomescudo
“Nonno, scrivo a te che negli ultimi tempi mi manchi più di sempre. Non c'è un vero e proprio motivo, solo che crescendo mi manca quella figura che mi vizia e di cui sono la sola e vera unica ragione di vita. Mi mancano tante cose di te, ma soprattutto odio non poter farti orgoglioso di me. Odio non poterti far conoscere il ragazzo di cui mi sono perdutamente innamorata e che so ti piacerebbe. Odio il fatto che vorrei passare del tempo con te anche solo per una partita a carte e non poterlo fare. Odio non poterti vedere incazzato perché eri un tradizionalista del sud e io sono una mezza pazza con piercing e capelli blu. Odio non poterti amare nonno ma soprattutto non poter fare nulla per questo.”
— Dreamofthesea.
volevo dirti che mi hai amata male, perchè se ami realmente una persona non la lasci andare mai, nemmeno quando le cose si mettono male per entrambi. Bisogna superarle assieme.

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“Dammi solo un minuto per levarmi questo sapore amaro dal palato, sapore di passato di un amore sciupato, di qualche cosa di perfetto che poi è cambiato”
— Gemelli Diversi
non mi stupiva ciò che provavo per te, ma ciò che non riuscivo a provare per nessun'altro. Nemmeno mei miei confronti provavo tutto quell'affetto. Che se ti avessi perso non mi sarei più ritrovata.
mi piace quando
ti dico che mi piaci
e tu non ci credi
e mi chiedi perché.
e allora ti spiego
che mi piaci perché
hai gli occhi più incasinati
dei miei.
mi piaci perché
tu non sorridi quasi mai
ma quando lo fai
cazzo che bello.
mi piaci perché
le tue labbra sanno
di fuochi d'artificio
in una notte estiva
coca cola
e concerti in prima fila.
mi piaci perché
nel tuo disordine
mi sento nel posto giusto.
mi piaci perché
quando andiamo al McDonald’s
mangi
come se nessuno
ti stesse guardando
e te ne freghi
di ciò che gli altri pensano di te.
mi piaci perché
sei confusa
e da quando ti conosco
la confusione
non è mai stata così bella.
mi piaci perché
ti mordi le labbra
quando sei in imbarazzo.
mi piaci perché
il tuo nome
mi è rimasto incastrato in testa
come quando una canzone
diventa la tua preferita
e non pui fare a meno di cantarla
tutto il giorno.
mi piaci perché
sei fatta di tornadi
tuoni
e temporali
ma in te vedo un arcobaleno.
mi piaci perché
hai fatto battere il mio cuore
quando volevo
che non battesse più.
mi piaci perché
hai visto musei pieni d'arte
in me
dove io vedevo soltanto
gallerie vuote.
mi piaci perché
mi sentivo perso
poi ho incontrato te
e ho capito
che la mia destinazione eri tu.
la mia detinazione sei sempre stata tu.
mi piaci perché
ogni volta che sei in ritardo
e vorrei maledirti
poi ti vedo arrivare
e mi domando
ma cosa c'è di più bello di questo?
mi piaci perché
posso andare ovunque
ma il tuo abbraccio
è il posto in cui torno sempre,
il tuo abbraccio
è la città in cui voglio vivere.
mi piaci perché
non mi serve una motivazione
mi basti tu.
ho scelto la nicotina, i suoni assordanti, i sabati allucinanti e le domeniche insignificanti. ho preferito i brividi alle abitudini, e se questa è la strada sbagliata, ho scelto bene. 19anni di vita insieme, siete le migliori amiche da sempre, e per sempre.
生き甲斐
Ikigai, é qualcosa per cui vivere o una ragione per esistere.

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“Una relazione non è un gioco, il tradimento non è amore, un sorriso non è essere felici e perdonare non è dimenticare.”
— Isabel Celima
Un sistema scolastico colpevole.
Albert Einstein una volta disse, ognuno di noi è un genio ma se giudicate un pesce dalla sua capacità di salire su un albero, lui vivrà tutta la sua vita credendo di essere uno stupido.
Ragazzi, oggi faremo qualche domanda al nostro attuale sistema scolastico. Questo sistema non solo chiede ai pesci di arrampicarsi sugli alberi ma anche di calarsi giù e correre per dieci chilometri.
Trovate divertente aver trasformato milioni di persone in robot? Quanti bambini hai trattato come se fossero quel pesce? Messi a nuotare controcorrente nelle aule senza trovare i loro talenti…a pensare di essere degli stupidi. A credere di essere inutili.
Ma il momento è arrivato, non voglio sentire altre scuse, chiedo che il sistema scolastico sia accusato di assassinio della creatività, originalità e di violenza intellettuale. E’ una istruzione antica ed obsoleta.
Voglio darvi delle prove, immaginatevi un cellulare moderno, dopo immaginatevi un cellulare vecchio di 20 anni, quante differenze potete notare? Tante, vero?
E se continuiamo, possiamo immaginare le auto di oggi, qualcosa come una macchina sportiva di ultima generazione contro un’auto del scorso secolo. Abbiamo fatto tanti progressi, non credete?
E ora vorrei che pensiate a una classe di scuola di tanti anni fa e una di oggi. Cos’è cambiato? Niente. Non è una vergogna? In molto più di un secolo non è cambiato nulla.
E tu, sistema scolastico, affermi di preparare gli studenti al futuro? Ma con prove come questa le devo chiedere, prepari gli studenti per il futuro o per il passato?
Ho studiato il tuo passato e gli archivi mostrano che tu sei stato ideato per insegnare alla gente a lavorare nelle fabbriche ciò chiarisce il perché disponi gli studenti in file rettilinee, piacevolmente ordinate. Gli dite di restare seduti. Di alzare le mani se vogliono parlare. Gli date una breve pausa per mangiare e per 6 ore al giorno gli dite cosa devono pensare. Oh, e li fate comprendere che devono prendere un 10 per essere bravi, un numero che determina la loro qualità. E dunque loro lottano per un numero.
Ma prima le cose erano diverse, io ad esempio non sono Gandhi, ma oggi non abbiamo bisogno di creare dei robot zombi. Il mondo è progredito ed ora c’è bisogno di persone che pensino in modo creativo, in modo innovativo, critico, indipendente, con capacità di connettersi.
Vedete, non c’è scienziato che dica che esistono due cervelli uguali ed ogni genitore con due o più figli confermerà questa affermazione. Dunque spiegatemi perché trattate gli studenti come formiche per biscotti o cappellini da baseball. Una stupida taglia unica per tutti. Se un dottore prescrive la stessa medicina a tutti i suoi pazienti il risultato sarebbe tragico. Molte persone si ammalerebbero. E quando vanno a scuola questo è esattamente quel che succede. Questo è un pessimo sistema scolastico nel quale un insegnante sta in piedi davanti a 20 ragazzi, ognuno dei quali ha differenti punti di forza, differenti bisogni, diversi talenti, diversi sogni. E questo sistema insegna le stesse cose nello stesso modo. E’ orribile.
Questo potrebbe essere uno dei peggiori crimini che sia stato commesso.
Vorrei dichiarare questo sistema scolastico colpevole.
Prince EA
@ragazzo-fenice