In questo lungo via-vai di persone, in questo mio costringermi a guardare sempre avanti, mi capita fin troppo spesso di sedermi nel passato. In pochi secondi il cuore mi va in gola e il vuoto si ingrandisce, e le domande inevitabilmente affollano la mia mente. Vorrei parlarti in questi precisi momenti, quando lascio fuori dalla porta la superficialità e inizio ad addentrarmi nella me più profonda e nascosta. Forse perché l'hai conosciuta solo tu. Non esiste un ricordo del passato che non interessi anche te, nessun riso che non coincida con il tuo, nessuna foto che non riprenda anche te. Ho un album di foto che con gli occhi ho memorizzato in cui protagonista ci sei solo tu. Di sera, seduta, nel silenzio più totale, inizio a ragionare sempre di più, e capire che forse mi sbaglio; capisco che sono innamorata della persona che eri prima, che mi manca quella, che adesso parlerei con te ma non riceverei altro che un debole cenno. Non mi capiresti come non mi hai capita mai. Eppure, con tutte le forze che avevo, ho creato un'idea cosi aggressiva di te che si è aggrappata con le unghie e con i denti nel mio cervello e non mi lascia andare. Mi assali e mi divori quando meno me lo aspetto e io sono inerme di fronte all'immagine proiettata di te. Non so chi sei, non so perché quando scrivo mi rivolgo sempre a te, non so perché ritorno nei nostri posti. Posso solo dirti che vorrei regalarti ogni nuova me, ogni scoperta, ogni forma, ogni sapore, ogni pensiero che arriva e che resta, anche se per poco.
















