«La scioccante verità sul problema di droga nel rugby». Non c’è andato leggero l’autorevole Times, che ha pubblicato un dossier sul doping nello sport che da sempre forma la classe dirigente britanni
Solo quello inglese? Ha!
Tanti Hulk tutti uguali e tutti “bombati”.
Il mio triste progressivo allontanarmi da un mondo che fu fantasticamente diverso, si spiega esattamente con questa spirale negativa silentemente intrapresa dell’intero mondo del rugby da un decennio a questa parte.
Il rugby Union era un mondo fuori dal mondo tanto era spietatamente educativo. Prima c’era la testa - nel senso di sapere cosa sei richiesto di fare - e solo poi la forza; se mancava la prima, se mancava il rispetto, venivi punito dagli altri senza pietà. La dis-eguaglianza nei ruoli imponeva il sacrificio costante, tutti per uno e uno per tutti, ognuno diverso - e ognuno al suo posto - ma tutti solidali. Era un contesto “maschio” nel senso nobile del termine.
Da un po’ il rugby è senza principii quasi quanto i combattimenti dentro la gabbia. E’ un molto femmineo beauty contest di culturisti. Sinceramente m’annoia, è diventato uno sport (dis-educativo: il fine impone ogni mezzo) come tanti altri. Ciclismo. Calcio. Cricket stesso: l’australiano beccato ad abradere la palla prima di lanciarla. Etc.etc.
















