Con l’avvento delle piccole compatte digitali è nata la possibilità, in campo di fotografia naturalistica, di ottenere immagini e filmati attraverso le lenti di un cannocchiale, in modo da raggiungere soggetti che talora sarebbe difficile o impossibile avvicinare. Nacque così il digiscoping!
Dai primi esperimenti, spesso ideati da amanti del bricolage che studiavano mezzi per centrare l’obiettivo della propria camera a quello dell’oculare, le stesse fabbriche di ottiche hanno messo a disposizione adattatori dedicati ai propri cannocchiali, da abbinare a macchine fotografiche digitali sia compatte che reflex, con un deciso miglioramento sia in campo di stabilità dell’immagine che di velocità di messa a fuoco.
Abbinando una fotocamera a un cannocchiale si possono ottenere ingrandimenti eccezionali, che equivalgono anche a un 6000 mm di un’ottica tradizionale, cioè un’ottica fotografica che non esiste. Questo comporta che l’attrezzatura, oltre che di qualità, deve essere anche molto stabile: necessita ad esempio un buon treppiede, magari con testa assai precisa o fluida, un cavetto flessibile per evitare oscillazioni... Magari piastre di bilanciamento, mirini e visori per il puntamento...
Tutte cose che hanno perfezionato i risultati, ma in parte scoraggiato chi cammina già con altro peso sulle spalle tra binocolo, treppiede, cannocchiale, registratore...
Col miglioramento della qualità delle immagini degli smartphone si è aperta la possibilità di accoppiare al cannocchiale proprio il telefonino, un oggetto che tutti hanno già in tasca quando vanno per campi, boschi o monti.
La combinazione di un iPhone e un cannocchiale Leica Apo Televid, grazie a un adattatore dedicato, ci regala qualità e semplicità d’uso!
La qualità dei materiali è indispensabile per ottenere scatti e clip pregevoli, ma la facilità d’uso, la velocità e la semplicità di arrivare allo scatto sono altrettanto necessarie. Altrimenti il soggetto che vogliamo immortalare se ne va...










