Love u to the moon and back
hello vonnie
trying on a metaphor

@theartofmadeline
Peter Solarz
Misplaced Lens Cap
Lint Roller? I Barely Know Her
AnasAbdin
Mike Driver
DEAR READER


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Love Begins
we're not kids anymore.
cherry valley forever

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@nuvoledimmerda
Love u to the moon and back

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Claudia Amuedo
mi chiedo se mi pensi e se ti manco se anche a te viene voglia di mollare tutto e venire da me a riprendermi e riprenderci a consumarci le labbra e il cuore a stringerci così forte da diventare una cosa sola.
“Io e te: infinita presenza di un'eterna mancanza”
— M.E.P

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“Troppe volte ho sprecato tempo con chi avrebbe meritato solo indifferenza. Quanto fiato, quante parole al vento quando avrei dovuto lasciar parlare il silenzio per me. Non sono mai stata brava a far finta di niente. Ci ho provato, ho cercato di nascondere sentimenti, rabbia, tristezza, dolore. Ma gli occhi sono lastre di vetro da cui è facile vedere un cuore. Sono cambiata, sono cresciuta, forse più semplicemente sono stufa. Quanti “vaffanculo” soffocati in gola per colpa di questa cazzo di educazione che mi ritrovo e che la gente non merita. Mi sono fatta una promessa: mai più permetterò a qualcuno di approfittare della mia bontà. Da quel momento, io, come una farfalla, sono leggera.”
—
Giorgia Di Basilio
Lascia andare chi non sa come prenderti.
Marco Polani
A volte distaccarsi è l’unica cosa giusta da fare.
Non sempre si rivela un addio,
se destinato,
scoprirai che era solo un arrivederci.
“Ma dimmi tu questi negri”
Ma dimmi tu questi negri che vengono a prendersi per disperazione ciò che noi ci prendemmo con la violenza, la spada e la croce santa, lasciandoci dietro solo disperazione.
Ma dimmi tu questi negri che hanno cellulari e guardano le nostre donne, mentre noi da sempre ci fottiamo le loro un tanto a botta nelle strade nere delle periferie, e prendiamo il silicio dalle cave delle loro terre, e come osano poi questi negri avere desideri proprio uguali ai nostri manco fossero umani.
Ma dimmi tu questi negri che attraversano il mare come se fosse messo lì per viaggiare e non per tenerli lontani, per galleggiare e non per affondare, per andare e non per tornare.
Ma dimmi tu questi negri ex schiavi dei bianchi che vengono qui a rubarci il pane proprio ora che gli schiavi siamo noi.
Messi in ginocchio e catene da politici e finanzieri bianchi con colletti bianchi e canini e incisivi sorridenti e perfettamente bianchi, che in meno di trent’anni ci hanno fatto schiavi.
Ma dimmi tu questi negri che hanno scoperto ora che la terra è una, è rotonda, e che a seguire la rotta della loro fame si arriva dritti dritti alla nostra opulenza.
Ma dimmi tu questi negri che facessero come i nostri nonni:
cioè tornare nella giungla e sui rami alti visto che sono loro i nostri progenitori e che l’umanità è tutta africana.
Ma dimmi tu questi negri che non rispettano i confini della nostra ignoranza e i muri della nostra paura.
Ma dimmi tu questi negri che persino si comprano le sigarette dopo che noi ci siamo fumati le loro foreste, le loro miniere, il loro passato, il loro presente ma abbiamo commesso l’imperdonabile errore di lasciargli una vita e un futuro a cui dimmi tu, questi negri, non rinunciano mica.
Ma dimmi tu questi negri che si portano il loro Dio da casa anziché temere il nostro, e sanno ninna nanne e leggende e favole più antiche delle nostre e parlano male la nostra lingua ma benissimo le loro che però noi non capiamo.
Ma dimmi tu questi negri a cui non vogliamo stringere la mano né far mettere piede in casa, sebbene a ben guardare abbiano i palmi delle mani e dei piedi perfettamente bianchi.
Proprio come i nostri.”
(Andrea Melis)
No razzismo!!
No racism!!

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E poi andremo a vivere insieme, senza nessuno a dirci di no, ostacolandoci.
E ci basterà anche un piccolo appartamento, per sentirci felici.
Sbattere un po’ ovunque mentre siamo in cucina, mangiare un boccone e sorridersi, fare gli stupidi facendo rumori molesti ed aiutarsi con le faccende.
Lavarsi i denti uno affianco all'altro, mentre ci guardiamo allo specchio con il dentifricio sulle labbra.
Guardarti mentre ti radi, riempire le mani di schiuma da barba e poggiarle sulla tua schiena, disegnandoci delle ali.
Augurarsi la buona giornata, di avvisare in caso di ritardo, di non perdere le chiavi e far attenzione.
Prendere insieme l'ascensore, e baciarsi tanto, sentendo la stanchezza che vola via.
Aspettarti davanti l'uscio della porta, e saltarti addosso “Finalmente”
Preparare la carbonara, guardare una partita, e fare l'amore.
Ascoltare la musica, svegliarti con un bacio, e prepararti il caffè.
Non so quanto zucchero metterò, ma se sarà amaro potrai addolcire con il sapore delle mie labbra.
Faremo la spesa, mentre io guardo tutte le etichette e tu spingi il carrello, magari resteremo anni davanti uno scaffale, e correremo per arrivare prima di altri, alla cassa.
Ti offrirai di portare tutti i sacchetti, per non farmi stancare, perché quello forte sei tu.
E torneremo a casa, facendo giri enormi, perdendoci, cambiando stazione alla radio fin quando non passeranno una canzone che ci piace.
Tornare nel nostro piccolo nido, pieno di miei libri, tuoi dischi, foto di noi due incorniciate e perfettamente allineate.
Ci daremo la buonanotte guardandoci negli occhi, tenendoci stretti.
E al mattino non scomparirai, non mi sveglierò pensando fosse un sogno, ti troverò accanto.
Lasciarti libero di uscire con i tuoi amici, facendoti divertire mentre ti chiedo di far attenzione.
Invitare amici a casa, sedermi sulle tue gambe “Sai, per risparmiare spazio” solo per tenerti stretto e avere la tua testa sul petto, girare con le tue felpe addosso, rifare il letto e trovare il tuo profumo sulle lenzuola.
Trovare roba ovunque, manco fosse un puzzle da completare, e sorridere.
Commentare con te un programma, esultare guardando una partita di Champions, poggiando la testa su di te.
Trovarti in cucina a prepararmi tè caldo, quando sarò a letto con i dolori mestruali.
Sorprenderti a guardarmi, mentre mi trucco e sono con le labbra socchiuse.
Voglio che mi prendi per le scale, che mi rubi diecimila baci, mi sollevi con quelle braccia forti che hai, mi guardi e mi sposti i capelli dagli occhi.
Voglio che mi svesti di tutte le paure, delle vergogne e di tutte quelle volte che mi troverai con addosso solo la stanchezza e mi dirai di non aver visto niente di più bello, che anche avendo le occhiaie, non avrò nulla meno di tutte le altre, nulla da invidiare.
E amerai anche le cose che odio di me, baciandomi le smagliature, le cosce.
Respirando su di me.
Un giorno vivremo insieme, e sarà tutto questo il nostro splendore.
Natasha Maselli
i'm ok.

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“Ho chiesto scusa mille volte e non avevo colpe.”
— Gio Evan
Hai gli occhi belli, due occhioni un po’ verdi, un po’ nocciola, un po’ sul giallo, in base al tempo.
Hai la bocca piccola, le labbra carnose e quando le bacio sono calde e liscie.
Hai un naso che ti sta perfetto, non è né piccolo né grosso, ti sta benissimo.
Hai uno sguardo che parla, di un'intensità paurosa.
Hai delle mani delicate, sempre fredde e amo scaldartele, quando mi tocchi mi vengono i brividi.
Hai una mascella sporgente, mi piace accarezzartela.
Hai un collo morbido, profumato, mi piace appoggiarci la testa.
Hai i capelli ricci, profumati.
Hai la testa da bimbo, mi piace baciartela e accarezzarla.
Hai il petto comodo, amo appoggiarmi e sentirti il cuore.
Hai il corpo migliore che ci sia, sembri la copia migliore del David di Michelangelo.
Hai un carattere unico, anche se complicato, non esiste un altro come te.
Hai un sorriso che fa sciogliere chiunque lo guardi.
Hai una voce famigliare, la mia voce famigliare.
Hai le braccia che assomigliano a casa.
Sei la mia casa, sei la persona più bella che conosca, sei la mia vita. Ti amo
@Nuvoledimmerda