Letterina a babbo Natale:
Caro Babbo Natale, quest’ anno non voglio regali o doni, perché ho capito che ci sono questioni più urgenti!
Vorrei innanzitutto avere il diritto di essere fragile, senza sentirmi sbagliata.
Vorrei che essere così sensibile non rappresentasse una strana forma di disabilità.
Vorrei che ci fosse più rispetto nei confronti dei soggetti più deboli: donne, anziani e bambini.
Inoltre vorrei esprimere la mia femminilità senza sentirmi costantemente in pericolo, predata, incriminata, indebolita, soggiogata, derisa e umiliata, schiacciata o sconfitta.
Vorrei un mondo dunque più femminile: una monda, dov’è tutto su misura di donna, la forza fisica non conta nulla, il ciclo mestruale è sacro e i bambini sono la nostra salvezza, il nostro solido futuro.
Vorrei che il valore delle persone fosse davvero misurabile in empatia e solidarietà, ma anche in impegno nel vivere più pacificamente possibile, in simbiosi con la natura e qualsiasi essere vivente.
Poi vorrei che i soldi non fossero mai esistiti.
E vorrei anche riappropriarmi del mio pezzo di terra che mi spetta gratuitamente, in quanto abitante, figlia legittima di questa Terra…
Caro babbo Natale, so che ho chiesto molte cose difficilmente reperibili e che non ho fatto la brava, ma un altro anno è passato, e da quando ho scoperto che tu non esisti, purtroppo il mondo non è cambiato.
Non mi rimane che indossare una corazza, reprimere i miei sentimenti, vivere una vita vuota e sperare che nessuno mi faccia del male, o ferisca la mia sensibilità infinita.















