TELEMELONI
Ormai tutto, o quasi tutto, il servizio televisivo di RAI e Mediaset è completamente sbilanciato a favore del governo Meloni. “Una situazion

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@massimomelani58
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Ormai tutto, o quasi tutto, il servizio televisivo di RAI e Mediaset è completamente sbilanciato a favore del governo Meloni. “Una situazion

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Probabilmente sì. Ci sono molti video di persone che reagiscono improvvisamente a un odore sgradevole che sembra provenire da lui; potrebbe essere gas, potrebbe essere l'odore di feci. Inoltre, lo si vede spesso con qualcosa di apparentemente avvolto intorno ai fianchi e al fondoschiena, che assomiglia molto ai pannolini per adulti usati per gestire l'incontinenza.
Noel Casler, che ha lavorato con Trump in "The Apprentice" (reality show americano del 2004) per diversi anni, ha ripetutamente affermato che Trump soffriva spesso di incontinenza durante il programma e che lo staff di produzione si adoperava per gestire questi momenti. È da qui che sono nate le voci sul Presidente USA.
È risaputo che Trump intenti causa praticamente a chiunque dica qualcosa che non gli piace, soprattutto se è rivolto a lui, anche se pensa di perdere (principalmente per causare difficoltà e spese al bersaglio nella difesa). Va notato che non ha mai citato in giudizio Casler per aver affermato che Trump è incontinente e indossa pannolini per adulti... Perché? Semplicemente perché la verità è una difesa contro la diffamazione e, quindi, per dimostrare di dire la verità, Casler richiederebbe senza dubbio la documentazione medica di Trump relativa alla sua incontinenza vescicale e intestinale. Anche se la documentazione venisse secretata e non resa pubblica (probabilmente per motivi di privacy), il fatto che Casler vinca o meno una causa del genere risponderebbe definitivamente alla domanda "Casler diceva la verità quando ha affermato che Trump è incontinente?", e di conseguenza renderebbe di dominio pubblico quello che attualmente è un segreto di Pulcinella.
Massimo Melani
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Aerei che dalle basi italiane vanno in guerra; la settimana prima Giorgia Meloni scagliava tuoni e fulmini contro UE e NATO...
Giorgia Meloni pochi mesi orsono voleva che il premio Nobel per la Pace venisse consegnato a Donald Trump. Adesso è la seria candida per il
Che il rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump, coltivato con la devozione di un vassallo verso il suo signore, si fosse incrinato era ormai evidente a tutti gli osservatori; ma l'atto finale, la sceneggiata che ha visto il presidente americano umiliare pubblicamente la premier italiana con il cinismo di chi sa di poterlo fare, ha prodotto un contraccolpo che va oltre la semplice indignazione diplomatica. La scelta del quotidiano Libero, e in particolare del suo direttore e già biografo della premier, Alessandro Sallusti, di aprire la prima pagina con il titolo "Trump è un coglione" rappresenta il crinale oltre il quale la narrazione meloniana, costruita sulla figura del "ponte" privilegiato con l'America trumpiana, si trasforma in un rottame, un naufragio che coinvolge l'intiero apparato di comunicazione della destra italiana . Se il biografo di fiducia della Ducetta arriva a un simile, brutale epiteto, il segnale è inequivocabile: la maschera è caduta, e con essa l'intiera strategia politica che aveva fatto del corteggiamento di Trump il suo pilastro. Il gesto di Sallusti, per quanto possa apparire scomposto, è in realtà la spia di un profondo trauma interno alla galassia della premier. Per oltre un anno, Meloni ha scommesso tutto sulla sua capacità di essere la leader europea più vicina al tycoon, l'unica in grado di parlare al presidente americano da pari a pari, forte di un'ideologia comune e di un'intesa personale che Trump aveva più volte esaltato, definendola "una leader fantastica" e persino "una bella donna". E invece, quando il conflitto in Iran ha messo a nudo le divergenze – dal veto sull'uso della base di Sigonella alla difesa di Papa Leone dagli attacchi scomposti della Casa Bianca –, Trump ha mostrato il suo vero volto, quello di un leader che non riconosce lealtà, ma solo sudditanza. E Meloni si è ritrovata con niente in mano.
Massimo Melani
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Non ho mai apprezzato quest’uomo, sia come giocatore sia come opinionista. Quando ha vinto come allenatore ci è riuscito solo perché aveva n

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Futuro Nazionale, il partito fascista del generale Vannacci, colui che afferma che il femminicidio non è un reato, colui che vorrebbe deportare gli immigrati, colui che definisce gli omosessuali "non normali", colui che certifica Hitler essere stato "un personaggio di spessore", ebbene in pochi mesi, costui, ha raggiunto la Lega e fatto fesso Salvini che, ingenuamente, lo ha lanciato nella politica che conta. Ma se adesso Futuro Nazionale è diventato l'ago della bilancia delle prossime elezioni politiche del 2027, lo deve ad un popolo con totale mancanza di cultura e di senso critico in una società che sta impoverendo la capacità di discernimento e la qualità della vita collettiva. C'è veramente da riflettere su queste dinamiche sociali e politiche così da comprendere meglio le radici di tale profondo vuoto intellettuale che sta riproponendo, senza senso alcuno, il rifiuto dei principi liberali e democratici (libertà di stampa, pluralismo, parlamento) a favore di un accentramento del potere nelle mani di una guida nazionalista, autoritaria e totalitaria. Un ritorno del fascismo a chi gioverebbe? Gioverebbe a élite economiche disposte a barattare i diritti civili in cambio di stabilità e deregolamentazione, a chi auspica la soppressione del dissenso e a leader politici che utilizzerebbero l'autoritarismo per accentrare il potere, azzerando i contrappesi democratici. Non gioverebbe, questo è palese, alla destra moderata e democratica del paese. Capito, cosa intendo?
Massimo Melani
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L’esame di maturità è il vero, primo evento cruciale nella vita degli studenti, evidenziando il passaggio da un ciclo educativo all’altro. Questo passaggio decisivo ha mantenuto una profonda importanza durante le varie trasformazioni storiche e sociali di ogni paese, fungendo da congiunzione tra l’educazione scolastica e il mondo degli adulti. Le giovani donne e i giovani uomini, esamineranno la loro evoluzione, il significato e le riforme che ne hanno modellato la struttura e il contenuto nel corso degli anni. La maturità è un momento di riflessione profonda e pura sintesi di un intiero percorso di studi, attraverso il quale gli studenti mostrano non solo le loro capacità accademiche, ma anche la consapevolezza emotiva per affrontare le sfide future. L’esame di Stato in Italia ha attraversato varie fasi di cambiamento, adattandosi alle metamorfosi della società e rispondendo alle innumerevoli esigenze educative. Da mezzo di selezione elitario a sistema di valutazione inclusivo, continua a rappresentare un momento che impone una scelta risolutiva e da cui dipende l'esito di una programmazione nella vita degli studenti italiani.
Massimo Melani
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Partirò dalla riflessione sulla condizione femminile attraverso la storia, la filosofia e la sociologia, evidenziando il passaggio da una storica emarginazione alla continua lotta per la parità di diritti e di rappresentanza. O forse no!
Giorgia Meloni. Il suo modo di vestire mostra un'allure rigorosa e formale rendendolo poco valorizzante per la sua fisicità. Quelle giacche a doppiopetto e quei pantaloni a campana con sotto scarpette con tacco o sneakers ne evidenziano ancora più la sua non elevata altezza. Fin troppo démodé e dipendente da codici di abbigliamento maschili tradizionali che alla Premier poco o niente si addicono.
Michelle Hunziker. È totalmente costruita e ogni volta più che eccessiva, con uno stile di conduzione che ostenta sempre in maniera esagerata la sua vita, il tutto accompagnato da atteggiamenti poco spontanei tanto da spingere il telespettatore, il sottoscritto compreso, a cambiare canale.
Elena Pero. Un disastro totale per l'eccessivo carico emotivo e le drammatizzazioni durante le partite di Jannik Sinner, ove denota il suo malcostume di essere insopportabile e di enfatizzare troppo gli errori del tennista italiano. Molti appassionati cercano stili di telecronaca alternativi e desiderano commentatori più equilibrati ed essenziali.
Massimo Melani
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Trump voleva essere protagonista ai Mondiali, ma la politica potrebbe rovinare la festa
Donald Trump pensava che si sarebbe perso l’occasione di calcare il palcoscenico sportivo più importante del mondo, lamentandosi nel 2018 ,
La parola ciabatta deriva dal turco ottomano çaput che significa straccio, pezza e dalla lingua turcica çabata (soprascarpa), cioè due popoli anti Israele e anti sionisti. Il problema non è che questo maiale occhialuto ci abbia trattato come straccio da calpestare, ma che il governo Meloni abbia chiesto solo la procedura d'iscrizione nel registro degli indagati di tale energumeno invece di cessare ogni rapporto con Israele e Netanyahu in particolare. Ma il presidente del consiglio -e i ministri che lo compongono- agiscono solo nell'incertezza e il senso di smarrimento li accomuna nella loro debolezza politica internazionale. La premier ha creato un appiattimento sulle posizioni USA e Israeliane e una mancanza di visione strategica autonoma e credibile, con scelte imbarazzanti nel panorama europeo e mondiale. Da qui gli affondi di Trump che ci definisce "Italiani mafiosi" e il torturatore Ben-Gvir che descrive l'Italia il paese delle ciabatte.
Grazie, Meloni & Company, della credibilità generata intorno allo Stivale, privato di peso diplomatico, senza rispetto da parte degli alleati internazionali e senza ruolo attivo all'interno dell'Unione Europea.
Grazie davvero!
Massimo Melani
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My God! I fascistelli di FdI e i giornalisti anti democrazia, come Bocchino, continuano ad attaccare Paola Cortellesi
Ci risiamo, Italo Bocchino- giornalista dal cognome pornografico- è ritornato sull’affair Paola Cortellesi e si è portato dietro tutta la ba
Devi eseguire gli ordini del capo (Trump) e capirne "il codice". Devi essere ciecamente leale, altrimenti puoi essere considerato una spia.
Donald Trump ha, da molti anni, una sua cerchia ristretta, ma la descrizione più efficace si riassume in sole cinque parole. Il presidente USA gestisce la sua organizzazione proprio come farebbe un mafioso. Egli, tratta i suoi "dipendenti" come un boss siciliano, ma senza il numero di vittime: pronto a intimidire e a pretendere che gli altri facciano il lavoro sporco al posto suo. Non ti fa domande, non ti dà ordini. Parla in codice, e i suoi portaborse capiscono quel codice perché lo frequentano da anni. Non è certo la prima volta che la cerchia di Trump viene paragonata alla mafia. L'ex direttore dell'FBI James Comey ha affermato di aver avuto la brutta sensazione che l'organizzazione di Trump funzionasse come la mafia. L'ex direttore ad interim dell'FBI Andrew McCabe ha raccontato una storia simile, e un ex agente ed ex procuratore federale ha affermato che le tattiche di Trump "sembrano proprio quelle dei mafiosi". Il paragone tra Donald Trump e un boss della mafia, dunque, è un tema importante nel discorso politico utilizzato sia dai critici che dagli ex associati per descrivere il suo stile di leadership, il suo linguaggio e il suo approccio alla politica estera. In parlamento, il leader liberal-democratico Ed Davey ha etichettato Trump come un “mafioso pericoloso e corrotto” a seguito di mosse aggressive di politica estera, come la minaccia continua di tariffe severe agli alleati europei a meno che gli Stati Uniti non intervengano
acquistando la Groenlandia. Analisti e politici, di cui non fanno parte Netanyahu, Putin, Meloni, hanno paragonato le richieste di Trump di obbedienza da parte di nazioni sovrane e le sue transazioni a una “estorsione in stile mafioso” o alla gestione di un racket di protezione.
E c'è ancora chi lo idolatra nonostante tutto. Ogni riferimento a Salvini è dichiaratamente voluto.
Massimo Melani
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Non solo il Senatore di FdI Roberto Menia, ma quasi tutta la destra neofascista la pensa come lui
Omofobia, misoginia, razzismo, transfobia, sessismo, xenofobia, classismo, intolleranza religiosa. Questi fenomeni, sono tipici dell’estrema
È rimasta, chissà perché, sola dopo aver tentato svariate volte di essere ascoltata dai magistrati e soprattutto per aver letto dai giornali di destra che la procura generale di Milano non lo avrebbe fatto, e così la donna ha negato tutto. Lo ha fatto siglando un documento di quattro pagine, davanti a un notaio, in cui nega quanto raccontato a il Fatto Quotidiano in oltre un’ora e mezza di registrazione e 766 messaggi, coinvolgenti foto, e screenshot di Whatsapp con altre persone da lei conosciute. È chiaro, molto chiaro, che è stata spaventata da qualcuno, nonostante avesse chiesto di parlare primariamente delle presunte molestie sessuali da parte di Cipriani. Ma le è stato impedito. Prima di metà maggio la procura informava che : “Non serve sentire la testimone su Minetti, non c’è riscontro sulle sue parole”. Graciela, venuta a sapere la triste novella, si è rintanata in se stessa e subito dopo avvicinata da oscuri personaggi che hanno iniziato a minacciarla. Intimorire le persone per mettergli paura costituisce un reato secondo il codice penale internazionale. E se ciò fosse realmente avvenuto -perché tutto orchestrato da chi supponiamo- questa condotta che limita la libertà psichica della massaggiatrice, creerebbe altri grossi problemi ai due italiani.
Massimo Melani
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Per ragioni pratiche, potremmo pensare che, dato che ogni giorno è uguale all'altro, non dovrebbe importare quale sia. Però associamo sensazioni diverse a ciascun giorno. Esistono canzoni popolari che idealizzano alcuni giorni, di solito quelli del fine settimana o a ridosso di esso, come "Friday, I'm in love" dei Cure. Altre, invece, si crogiolano nella miseria altrui; il lunedì sembra appartenere a una categoria a sé stante. "Manic Monday" delle Bangles descrive un frenetico lunedì mattina, celebrando al contempo la domenica. E così via. I giorni della settimana vanno bene, sì. Ma quando arriva la domenica e sono in spiaggia al Forte...mi trovate a 'piangere' in continuazione. Ma ognuno ha i suoi gusti, immagino, e il mio giorno peggiore -lo avrete capito- della settimana è la domenica. Ce l'ho con "lei" fin da quando ero bambino, cioè dal secolo scorso, quindi è la mia nemesi da un bel po' di tempo ormai. Pertanto, senza ulteriori indugi, ecco la mia lista di alcuni motivi per cui la domenica batterà il lunedì come peggior giorno, qualsiasi giorno della settimana (gioco di parole voluto). 1. Non riesco restare sveglio fino a tardi la domenica, anche se è un giorno festivo. 2. Il lunedì mattina segue immediatamente la domenica. 3. Tutta la settimana è davanti a me (di domenica). 4. Mancano cinque giorni al prossimo fine settimana. 5. Restare svegli fino a tardi il venerdì e il sabato significa inevitabilmente sentirsi male la domenica. 6. Sabato era ieri, ed è quindi finito e non tornerà per una settimana. 7. Venerdì è stato due giorni fa, la gioia è ormai solo un lontano ricordo. 8. Tra due giorni intieri sarà mercoledì, con tutta la sua mediocrità, e ancora due giorni dopo arriverà venerdì. 9. Giovedì sembra lontanissimo, e anche se non è poi così male, non è comunque il fine settimana "vero". Non è venerdì. Non è sabato. Ecco fatto. La domenica per il sottoscritto fa schifo, è un dato di fatto. Quindi lo accetto e godo. Mangio un gelato, ascolto Bennato , De Gregori, De Andrè cioè malinconia ma con un tocco di autoindulgenza e mi consolo pensando che manca ancora una settimana alla prossima domenica.
Massimo Melani
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Un altro segno della disperazione di Putin
La disperazione di Putin per vedere assottigliato il numero di soldati si sta manifestando ancora una volta. Sembra che stia perdendo uomini
A quanto pare, il neurologo francese Jean-Martin Charcot tenne una conferenza (nel 1888) in cui descrisse la postura che mostra Trump quando è in piedi come uno dei sintomi principali della cosiddetta "demenza frontotemporale".
Altri sintomi includono:
comportamenti sociali sempre più inappropriati;
perdita di empatia e di altre abilità interpersonali. Ad esempio, non essere sensibili ai sentimenti di un'altra persona;
mancanza di giudizio;
perdita di inibizione;
mancanza di interesse, nota anche come apatia. L'apatia può essere confusa con la depressione;
incapacità di bere acqua con una mano indica la stessa problematica neurologica;
profondo apprezzamento verso la guerra con motivazioni che possono variare da una prospettiva cinica e strategica sulla storia, fino ad arrivare alle dinamiche competitive verso gli altri, ma nella realtà rimane un fenomeno distruttivo della personalità.
Tutto ciò fa capire un po' meglio la natura del Presidente degli Stati Uniti d'America.
Massimo Melani
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