28 maggio 2026
Ogni giornata lavorativa in realtà è una partita a scacchi. Pensa bene a ogni mossa che fai, fosse anche rispondere a una mail, mettere qualcuno in cc, non metterlo, scrivere su Teams piuttosto che per mail - e ancora: rispondi tu o lascia che sia qualcun altro a rispondere, chiedi informazioni in più, chiedile a Tizio e non a Caio, passa prima per Sempronio ma assicurati che Mevio sia sempre allineato. Ogni azione può imputtanarti ancora più di quanto tu non sia già oppure, se giocata con classe e astuzia, può tirarti fuori da un punto morto. A volte dovrai sacrificare dei pezzi. Ricorda sempre però che "in terra di lupi, ogni cane ha il collare chiodato". Figuriamoci tu, allora, che sei solo un umile pedone, che non avanza più di tanto ma anzi, tutt'al più intralcia. Cristo: io a scacchi non sono neanche brava, perdo nove partite su dieci anche se, va detto, tutte molto combattute. Pensa che sfigata: faccio il massimo per dare del filo da torcere a chi mi sta di fronte, e poi perdo comunque. Solo che non si può campare così, cinque giorni su sette, otto ore al giorno.
Se c'è una cosa che ho imparato è che nessuno si accorgerà mai del fatto che anche io possa avere altri cazzi a cui pensare, se non sono io a dirlo. (Eh già , un fulmine: poi mi lamento perché non so giocare a scacchi). Quello che voglio dire, però, è che devo ricordarmi di insegnare agli altri a non darmi per scontata: se hai una serie di cazzi tu, non significa che non possa averne anche io. Pari e patta, e ora mettiamoci d'accordo.
Come dici, quali cazzi potrei mai avere io? Cazzi miei, appunto. Quello che posso dirti, però è che il medico (letteralmente il medico) mi ha detto che non posso più avere a che fare con una certa persona, perché ne va della mia salute mentale e, di conseguenza, fisica. Mi sembra abbastanza.
Però me lo devo ricordare. Devo essere io la prima a ricordarmelo. Dimenticare sarebbe comodo (farebbe meno male), ma sarebbe anche scorretto. Invece ricordiamocelo, anzi, scriviamocelo da qualche parte: scriviamolo nero su bianco di una persona che, un tempo, ha detto al marito "dobbiamo trovare i soldi, togli gli alimenti a tua figlia, io sono preoccupata per il nostro futuro". Fa male, malissimo, ma non bisogna dimenticare il male.
Mi è tornato il ciclo anche questo mese. Ecco, in effetti, perché sono qui. A sto giro ci avevo quasi creduto. Le sentite anche voi le madonne degli ormoni che stanno smantellando il mio utero, anche questo mese in inutile attesa, come dopo una festa che avevi allestito con cura e a cui, per l'ennesima volta, non si è presentato nessuno?









