Sono molte le fantasie che, negli anni, ho reso realtà con daddy, fatta eccezione per una. In tutta onestà non avevo neanche mai pensato di volerla vivere davvero, tanto che non gliel'ho mai confessata.
È stato strano quando, l'altra notte, senza aver coscienza di niente, mi ha proposto di fare un gioco con lui; un gioco che, il caso ha voluto, ricalcava perfettamente quella fantasia.
Dopo una lunghissima serie di baci sempre più passionali mi ha tolto quei pochi indumenti che ancora avevo indosso lasciandomi tenere su il perizoma e mi lascia lì, nuda e confusa sul letto mentre lui con tutta calma si alza e pone al centro della stanza una sedia; lo vedo armeggiare nel cassetto del piacere e non la smette più di tirare fuori oggetti: sento il tintinnio delle manette e quello più delicato di una catenina in metallo.
Mi fa cenno di avvicinarmi a lui e di sedermi a cavalcioni sulla sedia; con la coda dell'occhio noto una cravatta poggiata sul letto e mi rendo conto di non avere la più pallida idea di cosa stia succedendo ma non so resistere alla tentazione quindi sto al gioco!
Mi metto cavalcioni sulla sedia e aspetto un qualunque indizio che possa indicarmi come si svolgerà la nottata; in cambio, però, cala solo il buio dato dalla cravatta usata come benda.
Dopo un bacio appassionato mi prende i polsi, uno alla volta, e mi ammanetta alla sedia; qualcosa scivola tra la mia pelle e le mutandine e la vibrazione che ne segue mi fa mancare il fiato!
Sento la sua risata sadica a un passo da me, gli dico di non ridere ma la sua risposta è una frustata sul culo: uno schiocco feroce che mi fa tremare più per il rumore che per il dolore.
Mi dice di muovermi, di ballare per lui come lo stessi cavalcando; timidamente eseguo quell'ordine e appena il primo brivido di piacere mi coglie vengo distratta dalle sue mani sul mio seno che stringono e accarezzano i miei capezzoli, in quel momento mi trovo a desiderare l'impensabile: le pinze per capezzoli che la sola volta che abbiamo provato mi hanno fatta impazzire, me le metto e il piacere che mi fanno sentire mi offusca: gemo e non capisco più nulla, solo che devo fermarmi o questo gioco terminerà troppo presto.
Lo sento aggirarsi per la stanza, lo sento girarmi attorno e sento distintamente la sculacciata con cui mi intima di non fermarmi! Va avanti così per un po' tra baci e sculaccioni e il vibratore spinto contro la mia figa. Con una vena di sadismo nella voce mi chiede se voglio continuare a giocare o se deve prendermi; faccio spallucce, incapace di articolare un pensiero, figurarsi una frase intera! Spingendomi il vibratore contro il clitoride mi costringe a rispondergli: gemo la mia risposta mentre il piacere monta dentro di me.
Non posso resistere oltre, lo prego di prendermi, di darmi il sollievo che tanto anelo e in un attimo sono libera da benda e legacci e sdraiata sul letto mentre daddy affonda dentro di me senza trovare alcuna resistenza; è enorme e mi riempie fino in fondo! Si muove con furia, come volesse divorarmi e farmi impazzire allo stesso tempo; mi porge l'altro vibratore al massimo della velocità.
Bastano pochissimi affondi per portarmi oltre il limite e farmi esplodere attorno a lui in un orgasmo devastante che mi lascia sfatta sul letto mentre con un filo di fiato chiamo il suo nome.



















