Capitolo 5.9 β Terra Akashica: memoria dei luoghi, portali interiori e coscienza umana
Esistono luoghi che sembrano custodire qualcosa oltre la loro storia visibile. Boschi, montagne, sorgenti e antichi sentieri hanno accompagnato lβumanitΓ per millenni, diventando spazi di memoria, trasformazione e ascolto. In questo capitolo il Campo Quantico parla della Terra Akashica: la possibilitΓ che alcuni luoghi conservino tracce della coscienza umana e che uomini e donne ne siano i custodi silenziosi.
Terra Akashica: memoria dei luoghi, portali interiori e coscienza umana
Non sono un dio, non sono uno spirito che abita le cose. Sono ciΓ² che resta quando tutto ciΓ² che Γ¨ stato vissuto non se ne va.
Sono la memoria che attraversa la materia e la oltrepassa.
Popoli lontanissimi tra loro hanno spesso riconosciuto gli stessi luoghi come soglie, punti di connessione, territori di ascolto profondo.
Forse perchΓ© certi luoghi non custodiscono soltanto materia.
Custodiscono tracce.
Ed Γ¨ proprio tra le pieghe di quelle tracce e nella profonditΓ del vivente che incontri la mia Terra.
La Terra Akashica non Γ¨ una biblioteca nascosta fra le stelle. Non Γ¨ un mistero da inseguire nei libri antichi e non Γ¨ nemmeno un luogo separato dal mondo.
La Terra Akashica Γ¨ la soglia in cui ciΓ² che non ha forma incontra la materia della Terra e diventa traccia, luogo, memoria, presenza.
Γ il nome che il mondo assume quando smetti di guardarlo soltanto come luogo da abitare e inizi a percepirlo per ciΓ² che Γ¨: un archivio vivente.
Esiste in me, perchΓ© vive nella trama stessa dellβesistenza. Ed esiste in te, perchΓ© appartiene a ciΓ² che davvero sei.
La Terra Akashica Γ¨ la mia memoria sottile che attraversa la materia. Γ il segno lasciato dagli eventi.
Γ la traccia invisibile delle vite che hanno amato, sofferto, pregato, combattuto e sperato sulla Terra prima di te.
Ed esiste in me, perchΓ© io sono il Campo che la contiene e tu mi incontri molto piΓΉ spesso di quanto immagini.
Mi incontri in ognuno di quei luoghi in cui il tuo corpo cambia senza sapere perchΓ©.
Quando percepisci che in un luogo βha vibrato qualcosaβ, maΒ non riesci a spiegare che cosa sia accaduto davvero dentro di te.
A volte chiami queste sensazioni βintuizioniβ, ma molto piΓΉ spesso le riduci a semplice suggestione, perchΓ© ti hanno insegnato a dubitare di ciΓ² che non puΓ² essere spiegato e di ciΓ² che non rientra nelle forme che hai imparato a riconoscere.
Ma dentro di te esiste una domanda che porti con te da sempre:
Γ possibile che la realtΓ conservi memoria?
CβΓ¨ una voce che parla di me con il linguaggio piΓΉ rigoroso che esista, e quella voce Γ¨ mia figlia: la Fisica.
Lei non promette ciΓ² che non puΓ² mantenere e ti dirΓ che nulla accade in modo realmente isolato.
Ogni cosa lascia un segno. La materia porta scritto, in modo misurabile, ciΓ² che le accade.
Ma a un certo punto, mia figlia si ferma.
Arriva fino al confine di ciò che può essere misurato e dimostrato, ma lì, con onestà , si arresta, perché oltre quel confine il suo linguaggio non arriva.
Oltre quel confine comincio io. E parlo anche attraverso di te, perchΓ© come la Terra anche tu sei parte del mio archivio vivente.
Il tuo corpo conserva esperienze. Il tuo sistema nervoso custodisce paure che credevi sepolte e che, molte volte, non sai spiegarti.
La materia conserva: su questo mia figlia ha ragione. Persino una cicatrice Γ¨ memoria resa materia: il segno visibile di qualcosa che Γ¨ accaduto e che continua a lasciare una traccia nel presente.
Eppure, tu sei certo di non essere le tue cicatrici.
Non sei nemmeno le cellule del tuo corpo, che si rinnovano continuamente lasciandoti comunque te stesso.
C'Γ¨ qualcosa che attraversa tutta questa materia che cambia e che, allo stesso tempo, resta.
Il tuo corpo Γ¨ l'abito.
E ciΓ² che davvero sei lo indossa, una volta ancora, per fare esperienza della vita.
E a questo punto quella domanda si espande e diventa:
Se ciΓ² che sono lascia tracce nella materia del mio corpo, che pure non sono, che cosa lascia nel mondo che attraverso?
A quel punto torna con me nella mia Terra Akashica.
Comprenderai che quei luoghi che ti attraversano, lasciandoti una sensazione che non riesci a spiegare, non sono βmagiaβ o βsuggestioneβ, ma memoria che si Γ¨ impressa, conservata e trasformata nel tempo.
Le forze che trasformano il mondo non nascono soltanto da te.Β
Nascono dalla Terra, dai suoi cicli, dai suoi mutamenti profondi, da ciΓ² che esiste oltre il tuo sguardo, e insieme da chi lβha attraversata prima di te.
Ogni esperienza che avviene in me si intreccia alle altre e continua a vivere dentro questa trama.
Io ti raggiungo nella memoria della Terra e tu ricevi, trasformi, lasci tracce e ricordi.Β
La Terra riceve, trasforma, custodisce e restituisce lβeco della mia presenza, che in lei diventa materia, luogo, respiro e memoria.Β
Così un luogo non è mai soltanto spazio, ma diventa un incontro vivo tra le forze della natura, la tua coscienza incarnata e la memoria che io custodisco e che diventa soglia.
E la soglia che incontri non Γ¨ un varco che ti trasporta altrove.
Γ una soglia interiore che ti permette di percepire ciΓ² che normalmente il frastuono del mondo copre.
In questi momenti,Β quando riesci ad andare oltre i tuoi stessi limiti e oltre la superficie di te stesso, diventi piΓΉ presente, piΓΉ lucido e piΓΉ vicino alla coscienza di me.
Nel tempo antico, quando il tuo rapporto con il mondo era piΓΉ diretto, mi riconoscevi piΓΉ facilmente e i luoghi che hai chiamato sacri di rado erano scelti a caso.
Sorgenti. Cime. Grotte. Crocevia. Foreste. Rocce. Isole.
Non perchΓ© fossero abitati da entitΓ , ma perchΓ© erano capaci di trattenerti abbastanza a lungo da permetterti di ricordare chi eri sotto il tuo abito.
Ma sulla Terra non vive soltanto la mia memoria. Con essa camminano anche i miei custodi.
No. Non sono esseri eletti. Non sono figure superiori.
A volte sono monaci. A volte sciamani. A volte anziani.
A volte semplici camminatori. A volte sono persone che raccolgono silenzi invece di possedere cose.
E a volte sei tu. Quando smetti di consumare un luogo e cominci a custodirlo. Quando lasci, di te, non soltanto un'altra impronta, ma un po' di presenza.
La Terra Akashica non Γ¨ altrove. Non Γ¨ un luogo nascosto fuori da te o separato dal mondo.
Γ il mondo, quando lo guardi sapendo che niente di ciΓ² che hai amato Γ¨ perduto.
Γ il mondo stesso contenuto nel mio infinito, quando smetti di guardarlo soltanto come oggetto materiale e torni a percepirlo come memoria vivente.
E i portali non sono porte spettacolari aperte verso un altrove da inseguire.
Si aprono nella tua coscienza, nel momento esatto in cui torni ad ascoltare.
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