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Toscani Oliviero
Chapelle
che ci vogliamo fare
chiedi agli amici tuoi

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giorni stressati tra esami e mestruo;
amici che tornano e non vuoi più;
voglio fare ciò che voglio
mine vaganti.
RUBRICADELLEPAROLE
Vorrei riuscire non solo a dar vita, ma anche a far crescere - avendo costanza - una rubrica delle parole. Sostanzialmente una rubrichetta dove magari una volta a settimana "analizzo" una parola, i suoi significati più o meno nascosti e interessanti. Questo perchè - e credo sia cosa ormai nota - le parole hanno potere. e allora mi piacerebbe capire quali significati veicolano, quale mondo simbolico rappresentano. Così da poter meglio maneggiare questo potere. Penso che il linguaggio sia il potere magico degli esseri umani: come sostiene Chomsky, il linguaggio non avviene per imitazione del linguaggio-adulto; ma è un processo attivo che parte da un pacchetto di conoscenze grammaticali innate (universal grammar). Nessuno insegna a noi a parlare, siamo fatti per parlare. Nasciamo con questo potere in mano e a volte comunichiamo male o facciamo del male comunicando. Perciò analizzare la parola mi aiuta a saper usare questo mio potere, questa mia parola. Saper parlare con cura. Addirittura c'è chi sa curare con la parola.
"mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire".
Vorrei aprire questa rubrichetta con una parola a cui ho pensato particolarmente ieri . . . legare.
Ieri è stata una giornata di bilancio per me. bilancio riguardo ad alcuni legami. E così, insieme ad un'amica, "appollaiate" fuori da un baretto milanese a sorseggiare la nostra ennesima dose quotidiana di teina/caffeina; ho ragionato su i due principali significati di legare: legare, in senso transitivo, ha significato di legare due oggetti insieme. creare un collegamento, o addirittura una chiusura, tra due materiali, usando corde o altri mezzi più o meno spaventosi (come catene o fili di ferro).
Il secondo significato è il significato di legare in senso riflessivo: "io mi sono legato a te" non c'è catena, non c'è filo visibile e concreto che tenga uniti i due "oggetti"; ma può essere un legame abbastanza forte. anche più di corde o catene.
Per quanto entrambi i significati facciano riferimento al concetto di connessione; il primo è rivolto a un collegamento tra materiali e il secondo a un unione tra persone. o almeno così ci si auspica. In realtà, nel mondo di oggi si fa un gran casino: le persone si legano ad oggetti, hanno relazioni umane con oggetti. quando non hanno quell'oggetto, li manca e lo pensano, lo desiderano, lo baciano quando lo ritrovano. esattamente come un legame tra due persone. E al tempo stesso, molti vincoli emotivi sono oggi vissuti come vincoli tra due materiali, tenuti insieme da corde. Non un affetto libero ( e per questo anche forte e resistente); ma un affetto prigioniero e per questo forte solo come una corda. facile da spezzarsi.
essere legati da una corda è una sensazione molto chiara: un legame "senza corde" lascia liberi i polsi, il bacino, le caviglie, tutto il tuo corpo (e animo). un legame "con corde" ti stringe forte una parte del corpo e ti impedisce di muoverti "troppo". a causa del legame. Mi viene in mente l'immagine di un cane incatenato. può muoversi, ma relativamente. non è libero, è legato.
Ho vissuto alcuni rapporti con questo peso sulle spalle: relazioni simbiotiche, costituite da fusione, chiusura e "corde". Ho creduto fossero relazioni di grande amore, ma non mi permettevano di essere libera. di allontanarmi quanto volessi, di poter scoprire altri posti, altre emozioni, altre persone. senza di loro. Un po' come un fantomatico cane Darik: la sua unica possibilità di uscita all'aria aperta sono quelle che il padrone decide di dargli. Quando il padrone decide di portarlo fuori, lui si sente libero. E Darik ama il suo padrone ed gli è infinitamente grato per quando gli permette una passeggiata. Alcuni rapporti umani, a volte, ricordano questa relazione tra uomo e animale domestico.
Quando un legame è un legame inteso come nel secondo significato esposto sopra; non senti alcuna catena. in nessun punto del tuo corpo. sei totalmente libero di andare e essere dove vuoi e a questo punto, sei libero di scegliere dove andare e chi essere. Posso scegliere solo quando sono libero. E siccome siamo animali sociali, che vivono in, per e grazie alle relazioni, forse la libertà non è da intendersi, come nell'immaginario comune, come una viaggiare senza legami e senza legarsi. Questo mi sembra più una fuga - da catene che purtroppo sono lunghe chilometri - che rischia di portare a un isolamento. e senza relazione, non c'è una reale libertà. Se mi costringo a non avere legami nell'idea che questo mi renderà finalmente libero, mi ritroverò in realtà recluso nella torre più alta del castello. Un po' come Raperonzolo, non esattamente una donna libera poretta.
Libertà è poter scegliere e poter partire senza il bisogno di dover fuggire; poter viaggiare da soli senza sentirsi tali; avere la libertà di stare in relazione con il mondo, le persone, senza catene. senza sentire il bisogno di scappare. poter stare e stare bene.
Spezzare le corde e liberarsi.
Tommaso D'Aquino, nel suo “De Regime Principum” diceva “libero colui che è padrone di sé, servo colui il cui essere appartiene ad un altro.” I Pinguini Tattici Nucleari, in “nonono”, dicono “la più grande libertà è quella che ti tiene in catene”.
Quindi,
in conclusione,
penso che il concetto di legame "buono", di amore, sia molto legato al concetto di libertà. Se ami, non c'è bisogno di fuggire, di slegarsi, di sprigionarsi.
Legati, in connessione, si può essere davvero liberi.
Le fate ignoranti.
I due in primo piano sono le così chiamate "fate ignoranti", ignoranti perchè vivono gli affetti con ignoranza, senza sapere. Non sapevano che il loro amato avesse una doppia vita (amava entrambi e mentiva a entrambi) né sanno cosa stia a loro accadendo (passano molto tempo insieme seppur vedovi dello stesso amore "bugiardo", quell'amore che ha tradito l'una con l'altro e viceversa). In questa strana circostanza, loro due si uniscano, passano molto tempo insieme; forse si fanno compagnia, forse stanno provando amore (come ho pensato) o forse si tratta di un'ambigua amicizia. tuttavia, vivono l'attuale situazione con ignoranza, senza interrogarsi, senza voler dare significato e definizione alla circostanza; la vivono. Vivono questo enigma, vivono - e non senza forti emozioni - l'ignoto, il "non so".
Al tempo stesso, anche l'amore che provano si può chiamare "ignorante": non solo perchè non si conosce, ma perchè è grezzo, volgare, della periferia di Roma. E' un amore "bifolco" nato nei pressi di un quartiere industriale, in un contesto di emarginazione sociale e relativa povertà.
ma
questo amore è
- forse anche per le ragioni dette sopra - privo di finzione di borghese; è povero e autentico. vivo e vero. è un amore inaspettato, senza sesso, fatto di amara seduzione e sogno; è fantastico seppur reale e pieno di vita.
è un amore tra due fate - una "checca" della roma sud e una "principessa" dell'alta borghesia - ignoranti dei loro sentimenti (ignorano - e non sanno definire - cosa provano); ma comunque consapevoli che torneranno l'uno all'altro. a ritrovarsi insieme, ad amarsi come fate ignoranti. come solo loro sanno fare.
PS: mi auguro di agire di più come una fata ignorante ✨

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Non ho la più pallida idea di come funzioni questo blog TUMBLR che per me è sempre stato solo quel blog adolescenziale dal nome di difficile pronuncia da usare in qualche battuta spinosa. esattamente come quando usavi il nome "Justin Bieber" per prendere in giro qualcuno che probabilmente aveva un ciuffo troppo biondo e lungo; ma mica sapevi chi era Justine e che musica faceva. Approdo quindi qui per capire il fenomeno TUMBLR e come si sta. spero vada tutto bene. baci
è totale. ho aperto il mio blog Tumblr e preso altre decisioni anche di maggiore importanza (ma senza screditare essa); con in sottofondo questa playlist di lofi girl.