L'esternazione vanesia della attività sessuali è ormai una delle cose che mi disgusta di più.
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@inesistenzadellio
L'esternazione vanesia della attività sessuali è ormai una delle cose che mi disgusta di più.

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Uno dei più grandi inganni del capitalismo sfrenato è farci credere di essere in un'altra classe sociale rispetto alla realtà . Questa possibilità di avere tutto non ci fa avere la giusta percezione delle nostre vere capacità economiche e di conseguenza non ci permette neanche di capire che quello che abbiamo, materiale e non, non ha nessun valore, letteralmente.
Se compri vestiti che dopo sei mesi sono inutilizzabili perché di bassa qualità , sei povero.
Se vai in vacanza dove vogliono loro perché abbassano il prezzo di quel biglietto aereo, sei povero.
Se compri l'ennesimo modello dell'ennesimo smartphone che dopo due anni già non andrà più bene , sei povero.
Se non hai più un CD/ vinile/ audiocassetta, una foto, un libro, ma tutti abbonamenti, sei povero.
E sia chiaro, non sto dicendo che ci dovremmo vergognare di essere poveri, ma prenderne atto.
Perché una volta i poveri si aiutavano, la classe operaia, il proletariato, era appunto una classe, non una massa informe di individui egoriferiti completamente scollata dalla realtà .
Perché una volta le cose si aggiustavano fin quando quando non si poteva più, non si buttavano al primo strappo, alla prima rottura.
Ci hanno conviti che possiamo permetterci tantissimo, ma stiamo comprando solo spazzatura, spazzatura con il cartellino.
Fatevi un favore, compratevi una cosa buona, e rammendatela, aggiustatela 100 volte, e non ve ne vergognate.
Meglio avere qualcosa che abbia un valore, che comprare spazzatura costantemente solo per la dopamina che vi stanno iniettando per rendervi ancora più schiavi inconsapevoli.
Siamo passati dagli uomini "virili e forti" che si vantavano delle loro scopate alle donne che si vantano di quanto sono troie, letteralmente.
Ora che è appurato che siamo tutti delle puttane, senza distinzioni, possiamo pure smetterla di vantarcene.
Già il mondo non è mai stato proprio degno di fiducia, ora bisogna anche chiedersi se ogni cosa che vediamo in video sia vera o generata da IA. Che fatica.
Le persone con cui abbiamo delle relazioni affettive dovrebbero essere degli alleati nell'affrontare la vita ed invece, nella maggior parte dei casi, sono dei nemici che si sommano alle proprie, già preesistenti, difficoltà .

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Le cose vanno nell'unico modo in cui possono andare.
Esistono eventi anche molto insignificanti in prospettiva oggettiva che però diventano degli spartiacque della propria vita tali che ti chiedi, data la loro oggettiva insignificanza, cosa sia davvero accaduto perché qualcosa dentro di te cambiasse, si rompesse.
Mi piacerebbe riuscire a smettere di definire l'amore. Sarebbe bello non avesse più i tuoi contorni, ma forse non sarebbe più amore.
Facile fare le guerre quando l'unica cosa da fare e premere dei bottoni per sparare missili, bombe o mandare droni a farlo.
Facile avere il consenso della gente acefala e egoista che pensa solo a se stessa e ai propri guadagni.
Mandateci i soldati, figli anche di questa gente a morire e poi vediamo quanto vi sostengono.
Mandateci i soldati occidentali a morire e non i poveri civili che non volevano niente di tutto questo, poi ne parliamo.
La tecnologia è diventata di troppo. Troppo per le menti umane che nel frattempo non hanno tenuto il passo.
Il mondo va a puttane e noi facciamo i meme e scrolliamo inebetiti.

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Le recensioni sono uno nuovo strumento di controllo con cui le aziende tengono soggiogati i propri dipendenti e i clienti tengono in catene le aziende/esercizi commerciali quando questi non sono abbastanza forti da fregarsene.
Che un idiota qualsiasi possa permettersi di valutare il servizio di un lavoratore, qualsiasi sia la sua esperienza, e magari metterlo seriamente in difficoltà perché lui si è sentito trattato male, o ha avuto un'esperienza poco felice, senza considerare l'errore, che è una delle caratteristiche fondanti dell'essere umano, arrogandosi il diritto di sentenziare come se anche lui non fosse un misero essere umano, e dare a tale individuo tutto questo potere è davvero acefalo oltre che sminuente.
Smettetela di fare recensioni e stateci se ogni tanto le cose vi vanno male, senza fare i bambini di 5 anni a cui hanno tolto il giochino.
L'illusione più grande di questo secolo è quella di farvi lavorare 12 ore o più in una big city/big company, per dei pezzi di merda, accettando il fatto di non poter avere una vita degna di questo nome, essendo "consci" di essere infelici, ma comunque continuare imperterriti a correre nella ruota come criceti.
Il costo di stare bene con una persona è mortificare il rapporto con un altra, con l'obiettivo di incasellare tutte le relazioni nel normotipo sociale, quando nessuna relazione è incasellabile in niente.
È pura fantasia e noi che continuiamo a portare avanti questo modello per paura di essere abbandonati e rimanere da soli siamo colpevoli fino all'osso della nostra ovvia sofferenza nello stare in questa prigione.
Se non comprendete con il cuore oltre che con l'intelletto, allora non avete compreso niente.
Diventare intimi con la propria mente.
Cosa vuol dire diventare intimi con la propria mente? Durante la nostra vita tendenzialmente non ci poniamo molto la questione di cosa sia la nostra mente. Tendiamo ad indentificarci con essa, con quelli che chiamiamo nostri pensieri e tiriamo avanti, tra gioia e sofferenza, chiamando tutto questo vita. Se per puro caso iniziamo a farci qualche domanda, vuoi per un'intuizione, vuoi perché incontriamo una via di crescita interiore di qualsiasi specie, ci rendiamo conto che questa cosiddetta nostra mente, nostra non lo è tanto, anzi, inizia a sembrarci un corpo estraneo, un nemico addirittura, il cui prodotto, i pensieri, spesso sono di ostacolo alla nostra pace e felicità . Iniziamo a trattarla come qualcosa da cui liberarsi, da controllare almeno al fine di non farci controllare da lei, e in un certo senso, parziale però, tutte le vie evolutive ti indicano questa direzione, ma, sorpresa, il noi del passato, quello che non si poneva tutte queste domande, non aveva poi così torto ad associare se stesso alla propria mente. L'IO è la mente, e allo stesso tempo la mente non è propriamente l'IO. Senza addentrarci troppo in concetti come inconscio collettivo, mente collettiva, da dove vengano i pensieri, se siamo noi a crearli o no, e di inesistenza o meno di questo IO, il punto è un altro: l'IO è il prodotto della mente, ma non solo. Dicono bene i buddisti quando parlano di MENTE-CUORE come di un sistema unico. Ma cosa si intende per cuore? Sempre nel buddismo, specificatamente in quello Mahayano, per cuore possiamo indicare un po' approssimativamente il concetto di "Grande compassione" cioè il voler essere di beneficio a tutti gli esseri di questa terra che vivono nella sofferenza. Ampliando un po' il senso di cuore però, io lo estenderei al CORPO, inteso come veicolo con cui, attraverso i sensi, facciamo esperienza del mondo. Tornando al discorso principale ci troviamo quindi non solo con una mente, "la nostra", sconosciuta e nemica, ma anche spesso, completamente distaccati dal nostro corpo, altro oggetto che ignoriamo e di cui non conosciamo le espressioni, troppo distratti dall'altro nemico, la mente, che di solito, per la sua natura eterea e sfuggevole riesce a fare da tiranna su IO e corpo. Ci troviamo in uno stallo alla messicana, dove nessuno collabora e tutti si calpestano i piedi, in cui l'IO, che qui stiamo prendendo come oggetto a se stante impropriamente, è quello nella posizione di svantaggio maggiore.
Concludendo, e quindi rispondendo alla domanda iniziale, diventare intimi con la propria mente, e anzi ora possiamo dire con la nostra mente-cuore/corpo, vuol dire che IO sono anche la mia mente e il mio corpo e devo conoscerli, caprili, diventarci amico, proprio come intuiamo e conosciamo ogni comportamento dei nostri amici più stretti. Comprendere che se la mia mente mi fa soffrire non è cattiva, ma mi sta cercando di dire qualcosa, idem il corpo. Vedere che la mia mente ha delle abitudini, e non giudicarla per questo. Notare quando il mio corpo mi duole, è agitato, trema, spasima, ha fame e prendermi cura di lui. Mettere consapevolezza in noi stessi, totalmente, in tutte le nostre parti. Ecco cosa vuol dire essere intimi con la nostra mente.
Essere intimi con noi stessi.

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Questo mondo ipersessualizzato dove ogni cosa, occasione, situazione deve avere qualcosa di malizioso, perché questo è il trend. Un'altra forma di controllo in cui abbatti ogni qual si voglia tabù al fine di rendere sistematico e algoritmizzabile ogni incontro, parola, atto sessuale (tutto fatto online ormai per giunta).
Oltre al fatto che è ipermaniacale.
Datevi una calmata.
Vorrei porre l'attenzione sul peso del social: amicizie, lotte per diritti, informazione, cultura, sesso, amore ecc ecc. Ti togli e puff... Non esiste più nulla. Non hanno peso, questa è l'unica realtà . Ci hanno messo in una boccia di vetro con schermi invece che trasparente, e rimaniamo imbambolati a guardare il nostro riflesso distorto da un algoritmo. La vita è lì fuori e noi qui dentro a marcire illudendoci, e questa è la parola chiave, di star facendo qualcosa.
Non sono un mezzo, almeno non più, ammesso che lo siano mai stati, sono stanze piene di specchi, prigioni.
Non servono a niente, non sono nulla, non hanno valore.