ancient greek word of the day: ἀστράρχη (astrarchē), queen of stars, epithet of the moon
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@ilmiocantolibero
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cicero: the stars look beautiful tonight
atticus: they do
cicero: you know who else is beautiful?
atticus, blushing: who?
cicero: the patria
federico babina architecturally interprets mental illnesses
relatable deaths from ancient times
chrysippus: died laughing at his own joke
zeuxis: died laughing at his own art
aeschylus: stayed outside in his old age to avoid a prophecy that he would die from having something fall on his head, died when an eagle thought his bald head was a rock and dropped a turtle on him to break its shell
plato: partied too hard
empedocles: jumped into a volcano to prove that he was immortal
philitas of cos: was such an incredible pedant that he wasted away while studying erroneous word usage
saint lawrence: roasted alive during christian persecution under valerian, joked that he was done on one side and needed to be flipped over
didius julianus: purchased the roman empire in an auction, ruled for 9 weeks, executed for being ineffective leader
petronius arbiter: sentenced to death by nero, opened his veins while enjoying a sumptuous dinner party, edited his will to list all of the reasons he hated nero

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Anche per te, darei qualcosa che non ho
oggi indosso biancheria intima di pizzo nero, per il semplice gusto di sapere che ce l'ho addosso e al di sotto di quella sono assolutamente nuda. E poi ho la pelle, miglia e miglia di pelle. Pelle per coprire i miei pensieri con una pellicola da cucina, attraverso cui si vedono gli avanzi della sera prima, e anche se non lo pensereste, la mia pelle è morbida e liscia e molto vulnerabile. Ma questo a voi che importa? Non badate a quanto sia morbida la mia pelle,volete solo sapere cosa fanno le mie dita nel buio. Ma se in realtà spalancassero le finestre per farmi vedere i lampi attraverso le nuvole? Se bramassero soltanto di arrampicarsi su una giostra per una boccata d'aria fresca?
Tredici( nightmareaw)
# these two are so strong # so beautiful
Perché fiorire si può e si deve, anche in mezzo al deserto, perché se le cose fragili come un fiore di ginestra lo sanno fare, anche noi siamo chiamati a fare altrettanto.
Giacomo Leopardi (via hobisognodileggerezza)

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Five Facts About Reading
Fact 1: Reading can expand your vocabulary.
Fact 2: Neighbors will never complain that your book is too loud.
Fact 3: Reading keeps your imagination active.
Fact 4: Books have stopped bullets. Reading could save your life.
Fact 5: Dinosaurs didn't read. Look what happened to them.
Qualcosa
Ma dalla mia bocca
Dalla mia mente
Escono solo parole scontate
Già usate
Parole inutili che si dissolvono nell’aria
Con la stessa facilità con cui sono state partorite
E’ questo il mio destino
Consumare parole altrui
Ricostruirle
E venderle
In quello stupido mercato che è la conversazione
Parole di canzoni
Parole rimase sotto la suola di una scarpa
Parole appese ai fili dell’alta tensione
Il mio compito è raccoglierle una per una
E riporle in un cassetto
Per poi aprirlo quando ne ho bisogno
A volte le rubo dai giornali
Dai libri
Dai volantini pubblicitari
Ma non prendetevela
E’ solo il mio lavoro in nero
Senza paga
Se non la misera soddisfazione
Di sentirsi parte di qualcosa
Di sentirsi apprezzati
E di essere convinti fino alla fine
Di aver vissuto una vita felice.
“I love her and that’s the beginning and end of everything.” - F. Scott Fitzgerald
There must be something in books, something we can’t imagine, to make a woman stay in a burning house; there must be something there. You don’t stay for nothing.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (via wordsaretimeless)
La notte la gente non si affaccia ai balconi, la notte la gente con un po' di sale in zucca dorme. La notte la gente la passa tra i sonniferi e le tazze di camomilla, tra i mozziconi di sigarette e le serie TV anni 80. La notte secondo me non andrebbe sprecata in questo modo. La notte, personalmente, crea un impeto di voglia di fare, e l'unico modo che trovo di sfogarlo è scrivendo. La notte le macchine smettono di passare, e di suonare, il tempo non urge e non pretende di essere assecondato. La notte è una di quelle cose di cui la Bibbia non riporta la data di creazione, perché la notte è il principio. Ed è anche la fine. Non a caso quando finisce o inizia qualcosa, la prima notte la passi sveglio, a fissare il soffitto, a sorridere o a piangere. Così mi sono detta, cazzo non voglio sprecare un'altra notte. Allora mi sono alzata e ho preso in mano la mia vita, ho cancellato tutti i segni di matita e ho cominciato ad usare solo la penna, perché le certezze fanno sempre comodo. Poi mi sono messa a cantare ad alta voce tutte le canzoni più belle che conosco, perché è sempre il momento giusto per cantare le nostre canzoni preferite. E poi? Poi non lo so, ho perso un po' la concetrazione. Ho visto questo cielo stellato, di quelli che solo in campagna riesci a vedere, questo cielo che in foto non rende, che ti giuro avrei voluto spedirti per posta. Così aprendo la busta, avresti trovato la cosa più bella che ti potessi inviare, che sostituisce le inutili parole, parole che si aggrovigliano tra di loro e che rimangono attaccate alle magliette. Ma il momento di smarrimento è durato poco, perché in uno sprazzo di lucidità ho pensato "voglio assolutamente cogliere l'attimo", e l'unica persona con cui mi va di cogliere attimi sei tu.

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Trasformazioni
Vi son momenti nella vita in cui raggiungiamo la nostra meta. Ecco, fino a quel momento, la suddetta meta ci è sconosciuta; ci abbandoniamo perciò tra le braccia dell’ignoto, sperando di essere avvolti da un caloroso abbraccio. Ma nel momento in cui incrociamo lo sguardo della nostra destinazione, veniamo pervasi da un inconfondibile senso di appartenenza. Potrebbe essere paragonato al profumo di casa che sentiamo solo dopo un lungo viaggio, e calza perfettamente nel verbo “ritrovare”. E altrimenti non potrebbe esser definito. Si ritrova la parte nascosta, ma sincera che compone ognuno di noi, e ricongiungiamo tutte le aspettative perse durante il viaggio. Un’appagante ricompensa che ci spetta, per ogni delusione, per ogni lacrima versata, per ogni momento in cui abbiamo pensato “ci sarà spazio nel mondo per me?”. Il viaggio che ci conduce alla nostra meta, è lungo, tortuoso e per nulla semplice. Ma ogni fatica, ogni singolo attimo che ci ha portato fuori strada, si semplifica quando ci ritroviamo. Ritroviamo noi stessi, ma soprattutto ci si sente veramente a casa. E le metafore diventano inutili, quando non c’è nulla di più semplice nel dire che fra le braccia di qualcuno, siamo al sicuro da tutto e da tutti. Ed ecco cosa ho sentito quando ho incontrato te. Incontrato forse è un termine errato, perché è come se tu avessi sempre camminato al mio fianco, ma ero troppo cieca per vederti. Eppure, ti ho ritrovato, e con te la mia pace e la mia felicità. È proprio questo quello che sento quando le parole che sussurriamo rimangono incastrate tra le nostre labbra, creando un mosaico di istanti e di pensieri non espressi ad alta voce, ma inconsciamente saputi a memoria come una poesia.