#Genova - #PonteMorandi - La situazione è grave, ma non è seria
A parte la citazione di Flaiano, si potrebbe citare anche Longanesi (”alla manutenzione, l’Italia preferisce l'inaugurazione”), ma non è per fare citazioni che ho spolverato l’antico blog che languiva da anni.
La sitazione è davvero preoccupante: siamo davvero sotto il tiro incrociato di bocche di fuoco della comunicazione politica che in realtà vogliono prevalentemente trarre in modo disumano vantaggio da un disastro, in modo non poi così diverso da quelli che ridevano sfregandosi le mani dopo un terremoto.
Da un lato abbiamo chi, per mostrarsi efficiente, reattivo, deciso, spara a zero lasciando intendere di aver capito tutto, di sapere precisamente cosa fare, in spregio non solo del buon senso, delle richieste degli esperti di approfondire la questione (si veda un comunicato stampa del direttore dell'Istituto di tecnologia delle costruzioni del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr-Itc), ma addirittura dei principi di rispetto delle leggi e di separazione dei poteri:
"Al di là delle verifiche penali di quello che farà la magistratura con la sua inchiesta", ha proseguito Conte, "noi non possiamo aspettare i tempi della Giustizia.”
Viene quasi da chiedersi perché, essendo tutto chiaro, essendo queste persone nei ruoli giusti per intervenire, ed essendo così efficaci ed efficienti, non siano intervenuti prima dell’accaduto.
Dall’altro abbiamo davvero una concessione opaca, vantaggiosa solo per la società concessionaria (si veda un’analisi di Valori.it e anche diversi articoli di Vitalba Azzolini - in primis questo sulla opacità della concessione e questo sui vantaggi fuori mercato ottenuti dalla concessionaria).
Abbiamo anche un progetto per un’opera mai messa in cantiere che avrebbe alleggerito il carico sul ponte Morandi, ma la cui costruzione sarebbe durata (e sappiamo che purtroppo nel nostro paese le stime di costi e tempi sono ottimistiche) almeno 10 anni... ed avrebbe solo allegerito il traffico sul ponte, non c’è nessuna certezza che si sarebbe evitato il crollo.
Bisogna agire, anche perché c’è una situazione oggettivamente critica nella città di Genova, e anche allargare il tiro, perché (come suggerisce il direttore dell'Istituto di tecnologia delle costruzioni del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr-Itc e come anche il buon senso può far temere) situazioni analoghe in Italia ce ne sono probabilmente molte. Però bisogna agire con calma, con serietà, con un’idea che vada al di là della durata di un governo, cercando di evitare di ricadere in situazioni veramente opache e discutibili, che vanno ammesse, ma anche cercando di evitare di fare danni ulteriori, magari con le migliori intenzioni, o forse con l’atteggiamento disumano che sta caratterizzando il primo periodo di questo governo.
Se proprio non si può tacere e lavorare in silenzio, forse è bene cercare le parole giuste. A me piace segnalare queste:
Non ho delle risposte. Non ce n’ho nemmeno una. Davanti a quel camion sospeso a cinquanta metri d’altezza ho solo domande. (Ascanio Celestini su Internazionale)















