Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare qua, dove non fui mai.
(da Il franco cacciatore, Garzanti, 1982)
Altopiano delle Rocche, Rocca di Mezzo (AQ)
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@goticoabruzzese
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Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto in regalo dall'amico Andrea Frenguelli le memorie di guerra di sua nonna, Ester Brown Nannarone, svizzera residente a #Scanno negli anni dell'occupazione tedesca. Abbiamo deciso di condividerle in download gratuito sul sito, accompagnate da una nota introduttiva dello stesso Andrea. Buon #25Aprile Gotici/e 🌹 . . . #festadellaliberazione #resistenza #Abruzzo https://www.instagram.com/p/B_Zl2xyoA-C/?igshid=145qrr2bt6arr
Guarda che luna. Cese dei Marsi (AQ) | ph. di @miiiich_photos . . . #gotico #Abruzzo #abruzzosuperpics #abruzzo_in_foto #igabruzzo #igitaly #igersitalia #igitalia #yallers #landscape #photo #moon (presso Cese dei Marsi) https://www.instagram.com/p/B-umi0UIre4/?igshid=8ai3javp0q6n
Dai fan in quarantena. Cose strane succedono in #Abruzzo: una nuova stagione di goticherie sta per arrivare! La clip è del mitico Valerio Bucciarelli, il nerdissimo amico che tutti vorremmo avere 🖤 . . . #GoticoAbruzzese #abruzzo #strangerthings https://www.instagram.com/p/B-sHd9TgQlD/?igshid=g2q5edz998kc
Nel 2009 non ridevamo, oggi non dimentichiamo. E anche se quest'anno ricorderemo le vittime, e quei giorni, nel silenzio più assordante da 11 anni a questa parte, c'è un silenzio che è ormai diventato insopportabile. Quello che il nostro amico Andrea denuncia il 6 Aprile di ogni anno, e che continua a disturbare il riposo di una parte della città. Tra le più antiche in termini di memoria, la più vergognosamente lasciata alla mercé del disastro. Cimitero de L'Aquila, 2009 - 2020. . . . #GoticoAbruzzese #abruzzo #6aprile #terremoto #cimitero #LAquila #immotamanet https://www.instagram.com/p/B-orowgIj4P/?igshid=1n7xbocwjuf85

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Montagne, vecchi maestri e tane di volpe: cronache dalle contrade abruzzesi in quarantena. Link articolo in bio. . . . #GoticoAbruzzese #Abruzzo #mountain #montagna #neve #nature #panasonic #igabruzzo #igersabruzzo #vivoabruzzo #abruzzofilia #abruzzosuperpics #Abruzzonia #abruzzo_in_foto (presso Abruzzo) https://www.instagram.com/p/B-jhwMNoDG9/?igshid=1i1j734f5slip
La campagna abruzzese in quarantena, come nella tela di un pittore impressionista. . . . #GoticoAbruzzese #abruzzo #quarantine #nature #landscape #igabruzzo #igersabruzzo #abruzzosuperpics #abruzzo_in_foto #pic (presso Abruzzo) https://www.instagram.com/p/B-fGkIHoJJI/?igshid=qtd2temm0cnn
Mandorlo non fiorire, che arriva marzo e te ne puoi pentire. Detto popolare abruzzese. . . . #goticoabruzzese #Abruzzo #nature #tree #landscape #lumix #pic https://www.instagram.com/p/B-PB8P1o3uT/?igshid=89vwvln052vi
Giorni di quarantena. Il cinema @postmodpg di #Perugia mette online gratuitamente parecchio materiale sul loro sito, tra cui "Uomini e Fuochi", il mini documentario di 15 minuti del regista @ndreffe in collaborazione con @blumagmapictures e Gotico Abruzzese sul rito delle Glorie di Scanno. Link in bio. . . . #GoticoAbruzzese #uominiefuochi #Abruzzo https://www.instagram.com/p/B9r9AWfIe-b/?igshid=os5itq92dk3h
Contributo di Pierluigi Astrologo alla causa gotica [messaggio su Instagram]: "Dato il momento storico che stiamo vivendo, parlavo qualche giorno fa con mia nonna, 87 anni il prossimo 3 aprile, Caramanichese da sempre. Mi diceva di quando sua madre le raccontava dell’epidemia di colera che colpì Salle appena dopo la Grande Guerra. Salle “vecchio”, come è noto oggi, perché Salle “nuovo” (l’abitato attuale, spostato più a valle dopo i terremoti del 1915 e del 1933) non esisteva ancora. Nonna non ricorda bene che anno fosse, ma a questo punto credo tra il 1915 e il 1917. Ai tempi le vie di collegamento tra Caramanico e Salle passavano quasi unicamente ai piedi del monte Morrone, e la mia bisnonna diceva di quanto fosse massiccia la presenza delle guardie lungo i sentieri, specie a “Santa Maria di Salle”, un colle tra il territorio sallese e caramanichese oggi “infrattato”, ma ai tempi frequentatissimo da pastori, viandanti e contadini. Nessuno poteva passare da e verso Salle. Ci furono diverse vittime, eppure la gente, anche a Caramanico e nonostante fossero tempi molto duri, restava a casa. Un esempio di come, nelle difficoltà e in una società praticamente analfabeta, essere solidali fosse molto più semplice, quasi naturale." [Nell'immagine: Colera, incisione di fine ottocento by il magico mondo dell'internet] https://www.instagram.com/p/B9rAPFfIKSg/?igshid=1iklagodwqbjz

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Castelvecchio Subequo (AQ), 1940, autore ignoto (segnalate pure se avete indicazioni in merito). La foto colpisce per un dettaglio: la signora sulla destra porta in testa la conca sembra vestita di tutto punto, con un abito elegante dei giorni di festa. Un particolare che mi faceva piacere condividere, nel caso qualcuno volesse contribuire 🖤 https://www.instagram.com/p/B8tVg8-o9pC/?igshid=1j41cmq9wsmrt
Fucino Land. La piana del Fucino in un meraviglioso scatto di @maurizioanselmifotografo . . . #fucino #avezzano #marsica #igabruzzo #igersabruzzo #vivoabruzzo #discoverabruzzo #blackandwhitephoto #blackandwhite #yallersabruzzo #landscape #Abruzzo (presso Fucino) https://www.instagram.com/p/B8hC5coI2ni/?igshid=e2jag90pgzu0
Da @mariotra77 , che ringraziamo per il fantastico contributo. "Se a Catania per le celebrazioni di Sant'Agata arrivano un milione di persone, al mio paese ci saranno, boh, 25 persone, alla processione per la santa. Che poi, il mio paese c'ha 200 abitanti, e uno non è che pretende chissà che, anzi, a me questa processione affascina tantissimo proprio perchè è così, 25 persone a camminare in ordine sparso a febbraio dietro alla croce, in una strada di campagna, fino a un albero di olivo, andata, e ritorno. La storia della processione del mio paese ha diversi ingredienti che la rendono straordinaria. Innanzitutto, la storia: il percorso fino all'olivo passa di fianco a un vecchio convento e un vecchio cimitero - una urbanizzazione molto antica, e un ossario comune - sepolti alla fine degli anni '70 da una ruspa scellerata per fare spazio a un vigneto, e cancellati per volontà o indifferenza da un 'padrone' (così dalle mie parti si chiamava ancora, alla fine degli anni '70, il proprietario di quei terreni), nel silenzio rancoroso degli abitanti, ma che sempre silenzio è. Un albero di olivo secolare dove si dice sia apparsa (io non so se) la madonna o sant'agata, a qualche fedele qualche tempo fa. Un oliveto secolare diventato una pista di motociclette; uno degli pochi omicidi irrisolti in Italia, qualche decennio prima, in mezzo a quegli olivi. Un quadro del '700, raffigurante la santa e conservato nella chiesetta del mio paese, che propriamente chiesa non è, ma cappella privata dentro un palazzo chiamato Scurzije, e altre storie ancora. Ma storia e storie a parte, l'aspetto più affascinante di questa processione è il suo essere, assolutamente, vera. Antropologicamente, un capolavoro. Cruda. Qualcuno direbbe hard core. Villa Iubatti, Abruzzo, Italia, 2020." (presso Villa Iubatti) https://www.instagram.com/p/B8bSdQGIbTd/?igshid=ljl0o7kfu67y
▸Le Roi est mort, vive le Roi!◂ Dalla fine della civiltà contadina all'Abruzzo odierno, passando per la riconversione industriale: cronistoria e considerazioni dal titolo parecchio clickbait. Link articolo in bio. Enjoy #GoticoAbruzzese https://www.instagram.com/p/B8OqWfLoTex/?igshid=ypw4s3ke0yrr
Questo piccolo e rarissimo fiore si chiama "Klasea Lycopifolia" e, nonostante le sue dimensioni ridotte, è stato in grado di tenere testa ad un colosso molto più grande di lui. Sembra proprio una storia da Davide e Golia quella della Klasea e della ditta edile e immobiliare Biocasa srl di San Severo, che nel 2007 ha avviato un'istanza per la lottizzazione di oltre 20.000 mq in località "Prato della Madonna", a Rocca di Mezzo, nel Parco Regionale Sirente-Velino. Un'area interessata da vincoli ambientali come il SIC (Sito di Interesse Comunitario) e la ZPS (Zona a Protezione Speciale), per le sue peculiarità naturalistiche come, appunto, la presenza del rarissimo fiore, protetto dalla Direttiva Habitat del Ministero dell'Ambiente. In un primo momento, il Comitato VIA della Regione Abruzzo da parere favorevole, con la prescrizione di lasciare cinque metri tra le piante di Klasea e il cantiere. Una giustificazione assurda, contro la quale fanno ricorso diverse associazioni ambientaliste, tra le quali lo stesso Parco, con approfondimenti istruttori e un ricorso agli organi competenti per scongiurare la cementificazione dell'area in questione. Una battaglia che nell'ottobre 2019 segna di fatto una vittoria, con il divieto del Consiglio di Stato a procedere per la realizzazione del progetto al fine di preservare la zona destinata al pascolo anche, e soprattutto, in funzione della presenza della Klasea Lycopifolia. In un'epoca in cui il consumo di suolo è diventata un'emergenza reale, con L'Aquila tra le prime città in Italia interessate da questo fenomeno [https://bit.ly/396rifU], l'epopea di un piccolo fiore contro la cementificazione selvaggia dei nostri territori rappresenta un'importante vittoria da celebrare. Un'inversione di tendenza votata alla preservazione di un patrimonio millenario, quello delle nostre montagne, confine ultimo tra l'Abruzzo e il resto del mondo. Nella foto: Klasea Lycopifolia [Si ringrazia per la consulenza l'Avv. Gianni Piscione] (presso Rocca di Mezzo) https://www.instagram.com/p/B8HUBQHo3F7/?igshid=1tr2rydkey5a5

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Abbazia di San Benedetto, #Arischia (AQ), 1890. (presso Arischia, Abruzzi, Italy) https://www.instagram.com/p/B7IzKZ1oj9a/?igshid=5mtuief1r5bq
Chiedo aiuto per spunti e riferimenti bibliografici: Come avrete notato negli ultimi post, i giorni di Natale sono stati occasione per rispolverare un po' di letture "a tema" sugli usi e costumi di questo periodo (Finamore, Giancristofaro, Monaco, De Nino). Un paragrafo in particolare di "Capetèmpe" di Vittorio Monaco ha stimolato la mia curiosità in quanto non riesco a trovare riferimenti sull'argomento in nessun altro libro o testimonianza diretta. Si tratta della consuetudine delle "sette minestra della Vigilia" raccolta, appunto, da Vittorio Monaco: "Il digiuno [della Vigilia - nda] finiva con la cena, per la quale si preparavano le "sette minestre", ancora ricordate in molti paesi (Pratola Peligna, Roccacasale, Pacentro, Introdacqua ecc.). La prima era fatta di lenticchie: chi ne asaaggiava avrebbe maneggiato molti quattrini [concezione ancora diffusa per il cenone di Capodanno - nda]. La seconda era di fagioli bianchi, perché i rossi sono cibo dozzinale. I ceci bianchi (terza minestra) erano anche cibo squisito, perché raro. La minestra di favetta (quarta) era come la pizza dolce nelle famiglie dei signori. La favetta consisteva in fave peste, messe a bollire e poi condite con mostocotto o miele. I cavoli neri, fritti con aglio e olio, erano la quinta minestra. E si badava che l'olio non cadesse per terra, perché sarebbe stato di cattivo augurio. Ma se fosse caduto sul vestito sarebbe stato segno di abbondanza. La se sesta vivanda era una fratellanza con l'Italia del nord: riso cotto con acqua di mandorle peste. L'ultima minestra era dellitalia del sud: maccheroni conditi con sarde fritte nell'olio o spuma di noci peste e bollite nell'acqua". Qualcuno ha traccia di questa usanza? Si tratta di una consuetudine molto particolare, in quanto più orientata verso ricette di carattere contadino (legumi e verdure) rispetto a quelli attualmente in uso, quasi tutti a base di pesce. Idee, suggerimenti, ricordi? Nell'immagine: Il Mangiafagioli, di Annibale Carracci, ma questo forse già lo sapete. https://www.instagram.com/p/B6ieycuIRGs/?igshid=6djs24ey4tp0