Il professor Provizi
Il professor Provizi era alto un metro e quarantacinque. Me lo ricordo sempre con i capelli grigi, penso sia stato così dalla nascita. Aveva i baffetti, indossava eternamente pantaloni di velluto. Era uno dei miei insegnanti, ma lo conoscevo da sempre perché abitava vicino casa mia, era un tipo strano, si muoveva con la sua Bianchina che già allora era un auto d'epoca. Aveva una moglie molto sexy. Eravamo adolescenti e la moglie di Provizi è stata spesso la nostra fantasia erotica. Capivano poco ma quel tipo con i baffoni e il Kawasaki che sgassava sotto la finestra della moglie di Provizi ci faceva intuire che qualcosa in casa non andava più bene.
Non doveva essere facile la vita per Provizi era sempre arrabbiato.
Quando c'era lui, la classe era un disastro, non si riusciva a placare mai l'ormone dei ragazzi che in modo indisciplinato riempivano tutta l'ora con aerei di carta e cancellini che volavano. Il più idiota era Palone. Era alto già allora un metro e novanta, il padre era poliziotto, e il fratello vigile urbano. Lui non lo vollero ai vigili urbani ne in polizia era troppo idiota.
Un giorno fu più idiota degli altri giorni e Provizi non riuscì a trattenersi, fece uno scatto e con un volo arrivo a dare una sberla tra il capo ed il collo di Palone, assestata in modo perfetto e tutta l'aula si placo per un istante.
Ricaduto a terra, Provizi se ne uscì con la frase storica: "quelle puttane delle madri vostre che ve ce manneno a scola" detta in dialetto.
Palone rideva come Gianni dei Brutos e noi quel giorno non lo abbiamo più dimenticato.

















