Abbraccioni
Ciao, fa caldissimo, ho le ascelle e il cervello travagliati da corsi e ricorsi storici piuttosto repentini che producono quei tipici sollazzi tra il fisiologico e l'emotivo che lasciano il posto a trent'anni di femminilità liquida ogni ventotto giorni. Un po' prestino per parlare di menopausa, sarà piuttosto la velocità con cui le cose sono solite mutare e la necessaria astrazione con cui questi cambiamenti devono essere analizzati per far sì che la ragione si sottometta solo, e dico solo, per un istante all'accartocciarsi dello stomaco, in favore di una visione limpida e pacificata, artefatta sì, ma l'unica possibile.
Sono molto, molto contenta, di essermi scrollata di dosso un primato che avrei volentieri fatto a meno di detenere, quello dell'essere arrivata per ultima senza, tuttavia, aver determinato alcunché. È un po' come dire che, nonostante i travagli per dimenticare l'insuccesso del disco d'esordio, all'uscita del secondo lavoro quasi si rimpiangono i difetti di quello che c'ha fatto tanto dannare e finché non si approderà al terzo quelli precedenti non potranno certo rappresentare un appiglio, tanto meno un trampolino. C'è da dire che, all'Orzo Bruno come in amore, è impossibile prenotare il posto che si vorrebbe occupare per godersi a pieno una birra come una persona, ma non sono mai stata una che si lamenta della gamba del tavolo che puntualmente mi ritrovo tra i piedi.  2+1, non c'è verso, fa proprio sempre tre. Sorpresa da scivoloni fatalisti, penso con amarezza ai miei destini trini, meno male accorre tempestivamente il mio granitico materialismo storico a riportare la coscienza di un presente che - era anche l'ora - per una volta mi sta riservando un trattamento diverso.
Vigilare, camminare, progettare, dubitare.. e lasciarsi cogliere impreparati dall'anarchico temporale che squarcia l'apparente mediocrità del cielo! Un abbraccione!Â









