Entra in camera e trova i gatti, sul letto uno, sul tappeto l'altro, li ha svegliati accendendo la luce, stanno sbadigliando e guardandola male, come se senza pensarci gli avesse fatto del male. Se ne dimentica così spesso, poi pensa a come troverebbe maleducato, illegittimo e narcisistico entrare in una camera dove qualcuno dorme accendendo la luce senza neanche chiedere permesso, che sia casa sua o meno. Chiede scusa ai gatti e poi peggiora le cose dandogli un bacio a testa, un' altra sua piccola tiranneria, e poi appoggia anche lei la testa sulla coperta, i piedi ancora per terra, a ricordarle che deve comunque alzarsi ancora, che deve ancora spogliarsi, lavarsi i denti, bere un po' d'acqua, far partire la lavastoviglie, svuotare il posacenere sul tavolo, dar da mangiare ai pesci, dar da bere alle piante, prendere il libro dal terrazzo, accendere il computer, sistemare la coperta sul divano, socchiudere le persiane, tirare il chiavistello, e poi forse finalmente andare a letto. 5 minuti e poi vado. 5 secondi e poi vado. 3 minuti e 35 primi e poi vado. 27 alla radice quadra di 92 e poi vado. 187 cerca di continuare a contare, finchè conta sarà salva, riuscirà a perdersi nelle nebbie del troppo stanco, riuscirà a far finta di niente, riuscirà a rimanere perfettamente immobile, a tenere la mascella rilassata e il viso sciolto, ma il conto già inizia a cedere, già inizia a pensare che sta contando, inizia a pensare che non deve smettere di farlo, che se smette si sveglia e poi deve alzarsi e poi deve lavarsi i denti e spogliarsi e lavare i piatti e dar da mangiare agli animali, faunici florici e acquatici. Prima lo faccio prima finisco è sempre un buon motto in queste situazioni, la fa sentire meno sola, centinaia di milioni di persone ad averlo pensato e si alza, è uno scatto, meglio di quello del gatto, è detto e scontato, poi fatto: si alza, trascina leggermente i piedi sul tappeto per sentirsi confortata dal morbido e dal caldo, si dirige prima in terrazzo, tira dentro il libro, lo appoggia vicino al computer che accende, recupera il posacenere, va in cucina, butta i mozziconi, mette in lavastoviglie il posacenere, inserisce nello scomparto la pastiglia di madreperla di siviglia e la fa partire, poi riempie la bottiglia d'acqua, ne basta poca, tutte piante che con troppa acqua annegano e marciscono e muoiono, meglio sapersi contenere di questi tempi aridi per spirito e corpo 382, e torna in salotto, si avvicina all'acquario, il mangime è lì imparte, ne butta una manciata ai pesci rossi e dice ciao bubbles, si avvicina al divano e la coperta viene riquadrata e piegata finchè non è un rettangolo 40×180 che appoggia allo schienale, quindi è ora del chiavistello che tira senza girare la chiave, intanto da da bere alle piante che incontra sulla sua strada finchè arriva in bagno, dove entra sapendo di temere il freddo delle piastrelle, si siede in punta di piedi a pisciare, si spazzola i denti facendo attenzione ai molari, si passa acqua sulla faccia e sulle mani, va in camera, le ultime piante, beve quel che rimane, molla la bottiglia in cucina, prende computer e libro in braccio, li appoggia sul pavimento, si sfila il vestito, lo appende a una sedia ed entra nel letto 524. Sipario, supplemento di prezzo e pornodocumentario.