I Libri del Morto - In Memoria.
I Libri del Morto - In Memoria.
.
Leggo il libro d'un uomo morto andato da poco nel lapid'orto era senz'altro un grande scrittore di meraviglia, aureo sognatore qui c'ha lasciato un corpo e parole, il primo fertilizza, e l'altre ora sole mettono sogni, dubbi e maraville nelle menti deste, e fanno scintille
aizzando l'altre a pensar da sole catalizzando l'idea e il pensiero l'accender dentro, sé, un primo cero quest'era il compito d'inventamondi o magari effetto collaterAleph fra soli e stelle, zanne d'immondi diavoli e angioli e varchi fra mondi cupi evolventi e biomostri tondi
in cima a palazzi di ricchisfondi scimmioni saggi e pirati in bikini, reggipetti e calze un po' birichini guerrieri urbani sporchetti e carini resPubiche scarne, corrotte dai cretini alberi immani menanti mani, tigri da guerra, ruggenti guerrieri e un ballerin ch'annienta i mai-ieri
un ingorgo eterno per peggior perenni, e un'epoca oscura che non lascia indenni che svetra, ruvida, spella e tritura leggo i suoi libri, del da poco morto scrivendo eterni e sognanto tanto visse vicino, ovunque si mosse dipinse ponti in parole su fosse, miste speranze macchiate di colori
principi e inviti, direzioni e cenni ei fu lo scrittore, lo Stefano Benni, d'un'altra epoca, d'un altro orto meraviglie e sogni, libri d'uomo morto nel ciclo eterno reimmesso, contento a sparger dubbi e sogni e patemi forse speranze, che tetri veleni, che fan pensar oltre il fondo peggiore immagini e pensi, e credi in un migliore.
















