L’individualità non è essenzialmente unita ma duplicità, perfino doppiezza e […] il nostro essere è metaforico, sempre a due livelli contemporaneamente. Soltanto questa doppia verità, gloria duplex, può offrire protezione contro il naufragio, insegnandoci a non affondare finendo contro i grandi scogli monolitici delle realtà letterali. Eleusi diceva pressappoco la stessa cosa: Madre e Figlia esistono sempre reciprocamente. Dovunque c’è l’una c’è sempre un’altra per mezzo della quale riflettiamo l’esistenza e grazie alla quale noi siamo sempre “di più”, “altro” e “al di là” di ciò che c’è ora.
Nella nostra vita la presenza dell'alterità viene sentita come autoestraniamento, autoalienazione. Sono sempre un po' straniero a me stesso e non posso mai conoscermi se non scoprendo l'altro che fantastico essere da qualche altra parte — e così girovago in cerca di lui o di lei. Questo si fa sentire nella mia vita come ambivalenza, insoddisfazione, inquietudine. La divisione del sé, o sé diviso della moderna psichiatria, è la condizione primaria e non un risultato, un errore, un incidente. La divisione del sé non deve essere ricongiunta o guarita, ma va riflessa attraverso un archetipo che inizi la coscienza al significato della patologia. La coppia ineguale, asimmetrica, di Samotracia afferma che nessun individuo è leale, in armonia con se stesso e gli Dei. Questa iniziazione non ci rende completi, ma ci dà piuttosto la consapevolezza di essere sempre in sizigia con un'altra figura, sempre in una danza, sempre il riflesso di un altro invisibile. Che l'altro sia il Senex per il Puer, il femminile per il maschile, la madre per il figlio, la morte per la vita — qualunque sia la forma nella quale l'altro viene costellato di momento in momento —, esso è al di là della possibilità di essere raggiunto anche se ci mettiamo in viaggio verso Ogigia o, con Alessandro, oltre l'Indo. L'altro è un'immagine irraggiungibile che non è in relazione con himeros o con anteros ma con pothos o, piuttosto, l'altro è un'immagine che può essere raggiunta soltanto attraverso l'immaginazione.