Quando la mente è libera, corpo e parola diventano spontaneamente virtuosi
“Dal punto di vista buddhista, la mente delle persone ordinarie è debole e distorta a causa delle illusioni e delle afflizioni emotive che portano dentro di sé. Di conseguenza, non sono in grado di vedere le cose così come realmente esistono; ciò che vedono è una visione deformata e determinata dalle loro nevrosi emotive e dalle loro preconoscenze.Lo scopo del Buddhismo è rimuovere queste distorsioni dalla mente e così rendere possibile una percezione valida. Finché non abbiamo sradicato le nostre illusioni, la nostra percezione rimane contaminata; quando le eliminiamo, entriamo in uno stato in cui vediamo sempre la realtà così com’è. Allora, poiché la nostra mente dimora nella saggezza perfetta e nella liberazione, il nostro corpo e la nostra parola spontaneamente si muovono in modi salutari. Questo beneficia non solo noi, ma anche gli altri, sia in questa vita sia in quelle che seguiranno.Perciò si dice che il Buddhismo non è semplicemente un sentiero di fede, ma anche un sentiero di ragione e conoscenza…”
— Sua Santità il Dalai Lama
La spiegazione dottrinale di questo passaggio del Dalai Lama ruota attorno a tre assi fondamentali del Buddhismo: la natura distorta della percezione ordinaria, la funzione del sentiero come purificazione cognitiva, e la coincidenza tra saggezza, liberazione e condotta spontaneamente virtuosa.
* La mente ordinaria è distorta (avidyā + kleśa)
Il Dalai Lama descrive la condizione ordinaria come una mente indebolita e deformata dalle afflizioni (kleśa) e dalle illusioni (avidyā).
Dottrinalmente, questo significa:
• Ignoranza: la mente non vede la realtà così com’è, ma la interpreta attraverso la reificazione del sé e dei fenomeni.
• Afflizioni: emozioni disturbanti (attaccamento, avversione, orgoglio, gelosia, confusione) che colorano ogni percezione.
• Percezione non valida (mithyā‑jñāna): ciò che appare non è ciò che è; è una proiezione.
La mente ordinaria non è “cattiva”: è inattendibile. Non può produrre conoscenza valida perché il suo strumento cognitivo è contaminato.
* Il fine del Buddhismo: rimuovere le distorsioni
Qui il Dalai Lama è estremamente preciso: lo scopo del Buddhismo non è la fede, la consolazione o la morale, ma la rimozione delle distorsioni cognitive.
• Sentiero = processo di purificazione della mente.
• Saggezza = percezione valida della realtà così com’è (yathā‑bhūta‑darśana).
• Liberazione = cessazione delle afflizioni perché la visione corretta dissolve la radice dell’ignoranza.
Finché le afflizioni non sono sradicate, la percezione rimane “contaminata” (saṃkleśa). Quando sono eliminate, la mente entra nello stato di visione corretta permanente (nirvikalpa‑jñāna).
* Quando la mente è libera, corpo e parola diventano spontaneamente virtuosi
Questo è un punto chiave della logica buddhista: la condotta non è un’imposizione morale, ma la conseguenza naturale di una mente libera.
• La mente liberata non genera azioni nocive perché non ha più afflizioni che le motivino.
• Il corpo e la parola diventano spontaneamente salutari (kuśala).
• La virtù non è un dovere: è un effetto.
È la stessa logica dei Tre Addestramenti: saggezza → disciplina → concentrazione, non il contrario.
* Beneficio per sé e per gli altri (Mahāyāna)
La liberazione personale produce beneficio:
• per sé: cessazione della sofferenza.
• per gli altri: condotta altruistica spontanea, insegnamento, esempio, compassione non afflitta.
Questo è il cuore del Mahāyāna: la saggezza non è solo un fatto cognitivo, ma un fatto relazionale.
* Perché il Buddhismo è “ragione e conoscenza”
Il Dalai Lama conclude con una distinzione dottrinale importante:
• Il Buddhismo non è solo fede: non si basa su dogmi.
• È ragione: analisi, investigazione, logica (come nella tradizione pramāṇa).
• È conoscenza: trasformazione della percezione fino alla visione diretta della realtà.
La fede può essere un punto di partenza, ma la liberazione richiede conoscenza valida (pramāṇa).
La mente ordinaria vede un mondo deformato dalle afflizioni. Il Buddhismo è il processo di purificazione che rimuove queste distorsioni e conduce alla percezione valida della realtà. Quando la mente è libera, la condotta virtuosa sorge spontaneamente, beneficiando sé e gli altri. Per questo il Buddhismo è un sentiero di conoscenza, non di credenza.
Possano tutti gli esseri trovare pace nel cuore e libertà dalla sofferenza.
A beneficio di tutti gli esseri senzienti.
When the mind is free, body and speech become spontaneously virtuous.
From the Buddhist point of view, the minds of ordinary people are weak and distorted because of the delusions and emotional afflictions they carry within. As a result, they are unable to see things as they actually exist; what they see is a vision that is twisted and defined by their own emotional neuroses and preconceptions.
The purpose of Buddhism is to remove these distortions from the mind and thus facilitate valid perception. As long as we have not uprooted our delusions our perception remains tainted; when we eradicate them we enter a state of always seeing reality as it is. Then, because our mind abides in perfect wisdom and liberation, our body and speech automatically course in wholesome ways. This benefits not only us but also others, in both this life and those that follow. Therefore, Buddhism is said to be a path not simply of faith but also one of reason and knowledge….
—His Holiness the Dalai Lama