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@alfiardo

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Fotografia perfetta della situazione!
Le frasi dette non sono per forza vere
E le frasi non dette sono quelle più sincere
"Quando l’epidemia finirà, non è da escludere che ci sia chi non vorrà tornare alla sua vita precedente.
La presa di coscienza della fragilità e della caducità della vita spronerà uomini e donne a fissare nuove priorità.
A distinguere meglio tra ciò che è importante e ciò che è futile.
A capire che il tempo - e non il denaro - è la risorsa più preziosa.
Chi, potendo, lascerà un posto di lavoro che per anni lo ha soffocato e oppresso.
Chi deciderà di abbandonare la famiglia, di dire addio al coniuge, o al partner.
Di mettere al mondo un figlio, o di non volere figli. Di fare coming out.
Ci sarà chi comincerà a credere in Dio e chi smetterà di credere in lui.
Ci sarà chi, per la prima volta, si interrogherà sulle scelte fatte, sulle rinunce, sui compromessi.
Sugli amori che non ha osato amare.
Sulla vita che non ha osato vivere.
Uomini e donne si chiederanno perché sprecano l’esistenza in relazioni che provocano loro amarezza.
Ci sarà anche chi rivedrà le proprie opinioni politiche, basate su ansie o valori che si disintegreranno nel corso dell’epidemia.
Ci sarà chi dubiterà delle ragioni che spingono un popolo a lottare contro un nemico per generazioni, a credere che la guerra sia inevitabile.
È possibile che un’esperienza tanto dura e profonda come quella che stiamo vivendo induca qualcuno a rifiutare posizioni nazionalistiche per esempio, tutto ciò che ci divide, ci aliena, ci porta a odiare, a barricarci".
**************+*
- David Grossman

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San Siro optical illusion
Automatismo del karma
Il principio di vita che genera la pianta, l’animale e l’uomo è trascendente e immanente al tempo stesso, in quanto ciò che noi vediamo di un essere, è solo il suo aspetto immanente, e l’immanenza non è solo quella materiale, ma anche quella animica che nasce cresce e muore in dimensioni oltre la materia più densa e il cui principio vitale si reincarna per rinascere (accresciuto), crescere e morire di nuovo.
Il karma lavora su tutto questo. Non è una legge della sola materia, ma è universale e procede anche in piani di esistenza che noi non riusciamo neanche a immaginare. Inoltre il karma include anche la morte, fosse anche per aver bevuto una bibita ghiacciata. La morte e la successiva esistenza insegneranno a non bere bibite ghiacciate; se non lo si imparerà, dovremmo ancora avere mal di pancia e, ancora, se necessario, morire per congestione.
Ecco l’automatismo che porta al miglioramento: con la nostra volontà, se le scelte sono quelle giuste (cioè in linea con le leggi di questo Cosmo), o con le ripetute esperienze negative, se le scelte sono quelle sbagliate.
La scelta e la volontà sono parte dell'automatismo perché lo si può subire con decisioni che derivano dai nostri bisogni o superare con scelte che superano i nostri bisogno a favore di altri. L'esercizio della nostra volontà e libertà, stanno proprio nel superare il bisogno e così affrancarci dal meccanismo Karmico insito nell'automatismo.
La vita è espressione, movimento, quindi deve essere immessa in un dinamismo con delle leggi e dei processi di manifestazione che ne rendano l'essenza e la dinamicità. Ecco allora che l'Assoluto, nell'illusorio frazionamento, si esprime con una nascita, un'evoluzione, una trasformazione attraverso la morte in un crescendo di espressione di coscienza fino alla completa realizzazione del tutto-frazionato per arrivare al Tutto-Uno.
Questo modo d'essere dell'Assoluto (necessario affinché l'Assoluto non sia un monolito senza espressione) siamo noi, cioè le individualità che nascono attraverso le forme di vita più elementari fino ad arrivare all'uomo e procedere oltre in espressioni di coscienza sempre più ampie e raffinate.
Lo spirito, cioè l'essenza di tutto questo, è sempre stato e sempre sarà al di là dello spazio-tempo che ci caratterizza in questa fase evolutiva. Un giorno, noi ci riconosceremo in Lui, rendendoci conto che non ne siamo mai stati veramente separati, ma saremo consapevoli che abbiamo compiuto l'atto della vita nel conoscere il tutto per identificazione e non per percezione. Per questo ci identifichiamo nel relativo e nel frazionato; per renderlo alla coscienza e “all'essere”.
Il karma e i piani di esistenza fanno parte di questo relativo e ne sono le modalità. Dunque il karma non lega, ma insegna; rende evidenti gli errori, costringe l'individuo a muoversi se si fosse cristallizzato, aiuta chi ignora a conoscere. E’ la grande legge cosmica della giustizia divina che ci porterà a riconoscerci in Lui.
Tutto è perfetto nella sua funzione ed espressione, come è perfetto il germoglio pur non essendo il fiore o il selvaggio pur non essendo il santo o l'uomo pur non essendo Dio.

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“La carne rossa non fa benissimo e’ piena di ormoni. E vabbè mangiamoci il pollo. No, perché è pieno di schifezze anche lui. Il pesce se lo mangi diventi fosforescente come “lanterna verde”. D'altronde il mare e’ una gigantesca discarica a cielo aperto. Frutta e verdura sono piene di pesticidi e cazzate affini. Pure il biologico pare essere ‘na sola. Latte e farina secondo un grande oncologo italiano sono tra i più grandi veleni del millennio. Veronesi sostiene da anni il suo assoluto no alla polenta. Sostiene che sia altamente cancerogena. Credo ci resti solo più da mangiare il cartone. Oddio, anche quello dipende da che albero e’ stato ricavato. Io credo a tutto. Nel senso che sono consapevole del fatto che ci avveleniamo mangiando. Sicuramente ciò non accadeva nell'800, quando tutta sta merda non veniva utilizzata ed era tutto sano e naturale. Infatti schiattavano a 40 anni. Sopravvivere al parto era già un gran culo. Uno spiffero d'aria ed erano tutti cazzi tuoi. Al primo “ ecciu’” prendevi penna e calamaio e facevi testamento. Ora a sessant'anni sei un ragazzino ( anche di testa aime’) e certi nonnini a 90 anni non li abbatti manco a cannonate. Il fatto è che non siamo più abituati a morire. Ammalarsi sembra quasi un affronto, ci si stupisce, ci si guarda allo specchio e ci si sussurra “ perché proprio a me?”. Mia nonna aveva tre sorelle. Due morte di spagnola. Era così. Si poteva morire. Oggi no. Mangiamo ci avveleniamo moriamo sempre più tardi e ci incazziamo pure. Siamo diventati proprio strani. Io per primo che sono pure ipocondriaco. Bene. A sto punto mentre vi avviso che pure il Kamut e’ una presa per i fondelli , vado a farmi una fiorentina o Lardo di Colonnata che a me piace di più ! E sticazzi.”
— Dario Nencini
Buona idea!!!!
Non potremo mai capire totalmente un'altra persona. La comprensione stessa risulta fallace perché influenzata dal nostro mondo interno, le nostre credenze, il tessuto sociale in cui siamo immersi, le esperienze vissute e tanto altro.
Però possiamo provare ad ascoltare in maniera empatica, sospendendo la tendenza al giudizio, provando ad accettare chi abbiamo di fronte, per quello che è, senza la pretesa di volerlo cambiare o fare aderire alle nostre aspettative.
Sarebbe bello partire dal presupposto che “gli altri non sono noi” e capire che anche la diversità, spesso, può arricchire.
La regola che conferma la regola
di Alessandra Daniele
C’è una regola aurea che vale sia in amore che in politica: chi ti dà sempre ragione vuole fotterti. Sia che venga da destra, dal centro, dalla sinistra (o presunta tale) da una Chiesa, dalla Rete, dai movimenti reali o virtuali, chi ti dà sempre ragione, anche (e soprattutto) quando palesemente hai torto, vuole fotterti. Chi ti dice che il tuo è il paese più bello del mondo, che hai tutto il diritto di odiare i profughi (africani) perché il tuo padroncino (brianzolo) sfrutta te (e loro), chi ti applaude sia quando fai la raccolta differenziata che quando bruci i cassonetti, chi dà sempre a qualcun altro – gli stranieri, i banchieri, i tappezzieri – la colpa delle cazzate che combini, vuole fotterti. Salirti sulla testa, e usarti come gradino per arrivare al successo, al denaro, al potere. Chi ti blandisce, ti adula, ti istiga, ti giustifica, alimenta i tuoi istinti più bassi e le tue speranze più assurde, chi ti dice sempre quello che vuoi sentire, scrive sempre quello che vuoi leggere, e sostiene sempre tutte le stronzate che preferisci credere, sta cercando di fotterti. Si dice che i sovranisti siano invisi al capitale. È una stronzata. Il capitale adora i sovranisti, perché dirottano la rabbia popolare su capri espiatori e bersagli simbolici, e mantengono comunque le masse all’interno del recinto dell’economia di mercato che è la vera causa della loro miseria. Inoltre uno spezzatino di nazioni isolate e litigiose è la preda ideale per l’imperialismo politico-economico delle grandi potenze. Come s’è visto, il talento dei grillini negli affari coll’estero è credibile quanto il loro antifascismo. Di Maio che s’accorge improvvisamente delle inclinazioni fasciste di Salvini è credibile quanto quelle mogli che sostengono di non essersi mai accorte di nulla mentre il marito abusava sistematicamente dei loro figli. Di solito il magistrato non se la beve. Si dice che la famiglia tradizionale sia invisa al capitale. È una stronzata. Il capitale adora la famiglia – di qualsiasi tipo – perché consuma più dei single. Chi ha famiglia compra pannolini, vestitini, libri scolastici, giocattoli, compra più elettrodomestici, più mobili, più cellulari, chi ha famiglia compra appartamenti e automobili familiari. Chi ha figli da mantenere è più disponibile a farsi sfruttare. Tutti gli spot pubblicitari ritraggono famiglie felici e numerose. Il familismo non è solo un veicolo per vendere prodotti, è il primo prodotto che viene venduto. Se non hai ancora i soldi per mettere su famiglia non è perché il capitale ti voglia single, ma perché sa che pur di guadagnarli lavorerai ancora di più, e rinuncerai anche a quei pochi diritti che ti sono rimasti. Chi ti dice che hai ragione a credere alle stronzate altrui, sta cercando di farti credere anche alle sue. Che sia un filosofo (o presunto tale), un trapper, un influencer, o un ministro (o presunto tale) la regola non ha eccezioni. Chi ti dà sempre ragione vuole fotterti.
Via: Carmillaonline

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Le comunità virtuali che hanno sostituto quelle naturali, creano solo l'illusione di intimità e una finzione di comunità. Non sono validi sostituti del sedersi insieme ad un tavolo, guardarsi in faccia, avere una conversazione reale. Né sono in grado queste comunità virtuali di dare sostanza all'identità personale, la ragione primaria per cui le si cerca. Rendono semmai più difficile di quanto non sia già accordarsi con se stessi. Le persone camminano qua e la con l'auricolare parlando ad alta voce da soli, come schizofrenici, paranoici, incuranti di ciò che sta loro intorno. L'introspezione è un'attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri, controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro.
Zygmunt Bauman - Intervista sull'identità
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Da qui il motto più intimità vera e meno pippe virtuali. ;-)
Alla tv svizzera, esente da influenze politiche italiane, la dicono tutta e senza filtri.
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Breaking News dal Canton Ticino.
Dichiarazioni che non lasciano margine a equivoci qual’ora vengano confermate.