#Hat #Stetson #Winter
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PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

❣ Chile in a Photography ❣
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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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@aconfessore
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G. today.
Motivi per i quali si va a dormire alle 4 del attimo e svegliarsi due ore dopo. #uwejohnson
Cose che accadono all'alba di domenica mattina.
Birthday cake.

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Io e Marina al ristorante ex Fadda @ San Vito dei Normanni.
Tom Waits
Uno dei momenti più belli e intensi della mia vita di appassionato musicale è senza dubbio quello legato ai 2 concerti di Tom Waits a Firenze ormai più di 15 anni fa. Visti dalla prima fila, coronavo il sogno di assistere al concerto di uno dei miei eroi. La possibilità di assistere a un evento del gente dalla prima fila, la fortuna di farmi autografare un disco e di scambiare due chiacchiere. Lui gentile e cortese con tutti. Ieri ho ripreso in mano un po' di vecchi dischi di Waits e il suo è sempre un mondo bellissimo e stupefacente, fatto di ruote panoramiche, coriandoli e sangue. https://youtu.be/HX7WFdGU2UE
Ryley Walker "primrose green"
Il disco di cui ho bisogno in questi giorni.
NBA western conference
È pomeriggio, l’aereo indeciso volteggia sulla baia e il panorama è tutto sotto i miei occhi. Indifeso ma portentoso, l’universo di bellezza che San Francisco offre al mio cuore è una lancia appuntita che coglie al centro il bersaglio. Attimi dopo entro in “City Lights Bookstore” la libreria di Lawrence Ferlinghetti, centro propulsore della cultura cittadina e luogo storico di partenza della Beat Generation. Di spalle alla cassa, sfoglio libri in ordine sparso, trovo il mio e mi spunta un sorriso, mi giro, guardo il ragazzo alla cassa. Indossa una canotta vintage dei Warriors, sullo schermo gli splash brothers macchiano ripetutamente il referto con i loro nomi. Meglio iniziare da qui a parlare della Western Conference nella stagione del signore 2014 ÷ 2015, dal talento puro che a Ovest eccede gli stock di sicurezza emotivi del cuore. Da questa parte degli Stati Uniti, il mondo cestistico, lo osserviamo con rispetto. Ancora oggi, il termometro che misura la qualità del basket americano, vede alzare il livello di guardia se si esamina la Conference dei Campioni NBA in carica. Ha senso, scegliere tra il rigore e la disciplina degli Spurs e il battito jazz dei Warriors ? Riusciamo a marcare delle differenze nell’interesse da dimostrare se a entrare in campo è la parte meno glamour e più off di LA come i Clippers, invece che i Lakers orfani (loro e noi), del talento del due volte MVP Steve Nash ? Guardare alla Western Conference, è come bignamizzare gli alti propositi della perfezione del gioco, significa sciupare le energie necessarie alla comprensione della bellezza dello stesso, è lasciare andare a un vortice di emotività che stordisce e a volte inquieta, come la perfezione di gioco degli Spurs in alcuni episodi delle Finals dello scorso anno. Quindi ai blocchi di partenza ci sono sempre loro, i San Antonio Spurs, senza un cedimento, senza arretrare l’interesse verso la vittoria di un solo millimetro, poi i Clippers (che come tutti sappiamo appartenendo allo stesso credo), sono sempre i Clippers, e quindi le buone intenzioni possono anche avere il fiato corto. In Texas, i Rockets e i Mavericks, hanno sicuramente aggiunto qualità alle loro squadre, e si propongono come alternative valide, per la vittoria stagionale, ma come si diceva qualche riga più su, il talento abbonda e i giovani Timberwolves di Coach Saunders, sono sicuramente un interessante work in progress. Detto che, i Nuggets del rientrante Gallinari, i Grizzlies e i Blazers sono anche loro in lotta per uno spot ottimo nella griglia playoffs, ci fermiamo qualche secondo in più sui Thunder di Kevin Durant, che arrivano a questa stagione dovendo fronteggiare il classico bivio dell’età adulta. Fermarsi a un passo dalla vittoria è ufficialmente un fallimento, si ha la sensazione che il percorso seguito da LBJ a Est può essere d’esempio, per gli scenari futuri di Durant. Cantava Jim Morrison “The west is the best”, così è anche per noi, almeno fino alla prima palla a due, con le luci che si spengono e il suono del pallone che entra nuovamente nella playlist emotiva del nostro cuore.

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Il nuovo album degli U2, mi insegna che il tempo è una costante da prendere in considerazione. Per quanto mi riguarda, gli U2 non sono più una band interessante dai tempi di "Acthung baby", era il 1991. E' impossibile però, non riconoscerli come una delle band più importanti degli ultimi tempi. Aveva ragione Springsteen, quando nel suo speech per la loro introduzione nella rock and roll hall of fame, disse che la band irlandese era l'ultimo gruppo musicale del quale si sarebbero ricordati i nomi dei singoli appartenenti alla band. Aveva ragione. Partiti all'alba degli anni ottanta gli U2 hanno attraversato da vincitori gli ultimi 30 anni della nostra esistenza, assecondando spesso gli umori e i gusti di generazioni diverse, generazioni lontanissime tra loro, per gusti, cultura e impatto sociale. Quello che mi rammarica del quartetto irlandese è la mancanza di coraggio, quel passo necessario da compiere per rendere compiuti album che suonano monchi alle mie orecchie. "Boy", l'esordio era l'urgenza elettrica ed emotiva insieme, la dedica a Ian Curtis di "A day without me", l'influenza dei fratelli Virgin Prunes" su "An cath dub", la semplicità pop di "Shadows and tall trees". Poi "October" che ha un respiro più lungo ed è definitivamente parte di un processo di transizione che porta a "War" che esce nel 1983 es è illuminato dal violino di Steve Wickham in "Sunday bloody Sunday" e dalle voci delle Coconuts di Kid Creole nelle stupefacenti "Surrender" e "Red light" quest'ultima esaltata dallo splendido solo di tromba. Poi la quiete, l'isteria elettrica si placa pur non spegnendosi. Arrivano Brian Eno e un giovane ingegnere del suono canadese, Daniel Lanois, è il 1984, io ho 15 anni, esce "the unforgettable fire" ed è una meraviglia, non solo l'album, ma anche le canzoni che rimangono fuori sono dei piccoli capolavori, "Love comes Tumbling" e "Bass Trap" su tutte. Eno & Lanois, (più il secondo), mettono in piedi un tappeto sonoro che si insinua piano sottopelle, confezionando uno dei dischi più belli di tutti gli anni 80. Poi arriva la grande madre America, il deserto, la sbornia emotiva di aver sfondato nel continente nord americano con "The Joshua tree" album pluripremiato ma poco coraggioso per aver lasciato fuori dalla tracklist, le canzoni forse più belle tra quelle partorite dal gruppo di Dublino, come "A room at the heartbreak hotel" e "Walk to the water". Il resto è storia. Gli U2 diventano delle mega star, dopo il discusso "RAttle and Hum" cercano di rifarsi una verginità musicale a Berlino registrando "Acthung Baby", album già molto debole. Poi la deriva. Nonostante tutto, ancora oggi molte delle canzoni del primo periodo degli U2, mi lasciano il cuore gonfio d'emozione, e quest'ultimo album non lo trovo bello o brutto, ma semplicemente inutile.
Owner Bruce Levenson selling Hawks ESPN.com news services, go.com
NBA
Atlanta Hawks owner Bruce Levenson is selling his controlling interest in the team, NBA commissioner Adam Silver announced Sunday.
In July, Levenson self-reported an email he wrote to the team's co-owners and general manager Danny Ferry in…
Problemi irrisolti.
#radici #anniversario
Smog.
Un film a torto definito minore, che dopo una lunga ricerca sono riuscito a vedere, una colonna sonora meravigliosa, che vede insieme il maestro Piero Umiliani e Chet Baker. La colonna sonora del film è stata ristampata da poco, ed è disponibile anche in vinile. Altri tempi, che fanno rimpiangere l'Italia che è stata anche avanguardia culturale nel mondo. http://youtu.be/fcv0X4PL2vw http://youtu.be/7Kx4Yd2ePVg

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#felloniche #salento #bagnimarinelli
Disco del mese per Blow Up, "The double EP: A sea of light". L'autrice ha 24 anni ed è di Melbourne / Australia. Play it Loud, come si diceva una volta, le canzoni sono eseguite benissimo.