nathalie_ouaknine: Notre Dame de Paris, somptueuse la nuit dernière 🥰🤩💟🇲🇫

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nathalie_ouaknine: Notre Dame de Paris, somptueuse la nuit dernière 🥰🤩💟🇲🇫

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Com’è che si dice.. il tempo vola.. Passa anche se sembra lo faccia in modo lento. Tutto a suo tempo, ma quand’è che arriva, quand’è che si ricomincia davvero.. C’è la vita che ci costruiamo e quella che immaginiamo, ma nella realtà possiamo costruirci tutto come vogliamo ma poi alla fine tutto prende una piega diversa.
Che palle.. esiste un’altra vita, un’altra strada, che cosa ne sarà di quelle cose che tanto si desiderano.. La vita di noi sognatori, viaggiatori ad un certo punto sfugge di mano, la scambiamo per una probabile realtà, ma fuori di qui, di ciò che abbiamo sognato c’è una realtà completamente diversa. Chimasi vita, ciò che molte volte dimentichiamo, la realtà.
Mi persi in uno sguardo, in un abbraccio, mischiato alla tenerezza, al profumo, tolsi tutto ciò che non serviva, lasciando una scia nuova, lasciandomi avvolgere pelle su pelle, lascai il mondo fuori con essa la realtà, ero lì e non volevo altro. Dopo mi ritrovai, la realtà bussò alla porta.. Era come un sogno, io che sono sempre stata in bilico tra sogno e realtà, e questa come tutte le scelte, tutto un casino, l’incoscienza, il fuggire dalla realtà, alla fine tra passione e lacrime,catapultata di nuovo fuori.
“Malinconia e settembre sono due sinonimi Che ti fregano sempre se sei un po’ giù Poi guardi l’orizzonte che sembra quasi muoversi Ma lui resta lì fermo, a sparire sei tu”.
― Pinguini Tattici Nucleari, “Romantico Ma Muori”.
" Non era spudorato il mio amato padre. E per tutta la mia infanzia, l'ho amato senza esserne ricambiata. È stato un amore solitario il mio. Vegliavo su di lui, sulle sue impronte mai ripercorse, sui suoi odori segreti. Essendo lui sempre in viaggio, sempre lontano, trasformavo le mie attese in architetture complicate e aeree, tra il miraggio cittadino e la voglia di un sogno a occhi aperti. Quando tornava da uno dei suoi viaggi, io annotavo con pignoleria gli odori che si era portato dietro: di vecchie mele (l'interno dei sacchi da montagna chissà perchè ha sempre quel fondo di mela, forte, acido, incancellabile), di biancheria usata, di capelli scaldati dal sole, di libri scartabellati, di pane secco, di scarpe vecchie, di fiori macerati, di tabacco di pipa, di balsamo della tigre contro i reumatismi. L'insieme non era cattivo, anzi era dolce e inconfondibile, era il suo odore che ancora oggi mi fa sobbalzare quando lo sento in qualche angolo di casa, in qualche vestito vecchio, in qualche sacco da montagna messo da parte. Era l'odore di un uomo solitario, insofferente di ogni legame, di ogni impegno, che viaggia in continuazione da un continente all'altro.
Un pellegrino dai gusti semplici e spartani, abituato a dormire per terra, a cibarsi di niente, astemio, sobrio, ma capace anche di grandi mangiate e grandi bevute se fatte in buona compagnia, in cima a una montagna o dentro una capanna abbandonata fra le rocce vicino al mare. Qualche volta fumava la pipa ma l'odore del tabacco non lo ritrovavo nei suoi abiti. Solo qualche volta nel "ruc sac" come veniva chiamato in famiglia. In campo di concentramento lui e gli altri uomini fumavano le foglie di ciliegio arrotolate. Il sapore pare fosse amaro e bruciante. Ma l'odore mi piaceva: era leggero e profumato di fiori. L'ho amato molto questo mio padre, più di quanto sia lecito amare un padre, con uno struggimento doloroso, come anticipando in cuor mio la distanza che poi ci avrebbe separati, prevedendo la sua vecchiaia che mi era già intollerabile da allora, immaginando la sua morte di cui non mi sarei mai consolata, ma di cui scorgevo l'ombra fra le sue ciglia delicate, fra i suoi pensieri selvaggi, negli angoli delle sue labbra sottili e delicate. "
Dacia Maraini, Bagheria, (collana La scala), Milano, Rizzoli, 1993¹; pp. 42-44.
C’è da fare i complimenti alla cucina tradizionale rumena. Non male.

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Che io possa ricordarmi sempre chi sono, da dove vengo e dove ho il coraggio di scegliere di andare. Che questo mondo è fatto per essere esplorato, ammirato, scoperto, da vicino o da lontano, tanto quanto io decida. Che è fatto per la gioia, lo stupore, le sorprese, le avventure. Che a volte si perde la strada o il senso dell’orientamento e non si sa più dove andare e quale percorso prendere. Ma fintanto che io non perda me stessa, un percorso è solo un percorso. Sono sempre sulla strada giusta. Che casa è dove mi trovo, perché io sono casa.
L'unico buono proposito, forse, che voglio avere per il 2024 è questo. Crederci. Vedere nel mondo possibilità di cura, anziché solo distruzione. Ricordare sempre quando e quanto il mondo, là fuori, mi abbia effettivamente cambiata, contro ogni previsione, a smentire tutte le paure.
E non soltanto crederci, ché spesso sapere non serve a nulla, é sentire che fa la differenza.
“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo", e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.”
— Charles Baudelaire
Noi esseri umani siamo treni. Ognuno compie un solo viaggio, segue la propria ferrovia. Durante questo strano viaggio, molti viaggiatori entreranno all'interno del nostro treno, per percorrere con noi la nostra ferrovia. Ma ogni persona che sale sul nostro treno ha una sua ferrovia da percorrere. Ci sono volte in cui il viaggiatore intreccia la sua ferrovia alla nostra seguendo quasi lo stesso viaggio, ci sono volte in cui il viaggiatore preferisce seguire la propria ferrovia, cambiando treno o rimanendo all'interno del proprio treno.
Percorrete la vostra ferrovia, vivete ogni tappa, vivete ogni paesaggio che trovate fuori dal finestrino e vivete ogni viaggiatore che entrarà all'interno del vostro treno della vita, senza chiudere le porte, se quel viaggiatore decide di scendere fatelo scendere e continuate a percorrere il vostro viaggio. Siamo treni con una sola ferrovia e una propria libertà viviamola.