Mi giunge voce che oggi sia Ferragosto.
Insieme a tutti gli altri “rossi” del calendario non mi ha mai dato alcun entusiasmo.
Ho passato un’adolescenza a mare o in montagna in cui ci si riuniva per grigliate e minchiate varie. Già da lì ho iniziato a maturare l’idea che l’uomo medio vive per mangiare, riempie lo stomaco perché non sa come riempire l’anima.
Questa è ovviamente un’opinione dettata da esperienze che ho vissuto e con cui mai sono riuscita a entrare in contatto.
Oggi è sparita la rabbia, ma dalle grigliate continuo a stare lontana.
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È primavera, la natura fiorisce e io torno ad aggiornare il blog dopo quasi un mese di assenza forzata.
Ho pensato a moltissimi argomenti da affrontare, ma ho voluto sceglierne uno che ben rappresenta la poesia che aleggia nell’aria in questo particolare periodo dell’anno.
I gabinetti giapponesi – la nuova frontiera della tecnologia
No, seriamente, quanto sono fighi i bagni in Giappone? Tranne quelli delle stazioni: quelli sono un incubo in qualunque angolo della terra.
Il gabinetto è la prima stranezza che si incontra appena messo piede nel Sol Levante e può risultare un vero e proprio enigma per chi non è informato.
Provate a immaginare: siete in aeroporto dopo lunghe ed estenuanti ore di volo e magari volete darvi una sistemata o avete urgenza di andare in bagno. Vi muovete più veloci che potete, con le gambe che ormai sono diventate gelatina e il classico ronzio nella testa che vi rende incapaci di intendere e di volere, aprite le porte della toilette e vi trovate davanti questo:
Source: https://tunza.eco-generation.org/
Non avreste mai immaginato di aver bisogno delle istruzioni anche per andare in bagno, eh? Ma non temete, la vostra Gaijin preferita è qui per aiutarvi!
Vediamo nel dettaglio cos’è che rende unico il washlet, il wc tecnologico giapponese!
- Il copriwater automatico
La prima volta che ho visitato il Giappone sono stata ospitata da mia zia, che vive in campagna. Siamo arrivati a notte fonda ed ero distrutta, perciò l’unica cosa che desideravo in quel momento era andare a dormire il prima possibile.
Dopo essermi messa il pigiama mi sono diretta in bagno, senza preoccuparmi di accendere la luce perché riuscivo a distinguere abbastanza bene gli oggetti.
Ed è lì che mi è venuto un infarto quando, avvicinandomi al gabinetto, il copriwater ha preso vita e si è tirato su con un inquietante rumore meccanico.
In realtà mi è capitato soltanto due volte di avere a che fare con un copriwater dotato di sensore automatico, perciò non è detto che ne troviate in giro, ma c’è. È più frequente nelle case private o negli alberghi di un certo livello.
- La tavoletta
Vi è mai capitato di dover andare in bagno in una mattina molto, molto fredda e magari senza che il riscaldamento fosse acceso? Quanto ci avete messo a trovare il coraggio per sedervi?
Ebbene, in Giappone scordatevi di rivivere esperienze simili, perché quasi tutti i gabinetti sono dotati di un sistema che riscalda la tavoletta.
Certo, magari nelle altre stanze morirete di freddo per la mancanza di riscaldamento (i giapponesi usano il condizionatore per sopperire alla mancanza dei caloriferi), ma potreste prendere in considerazione l’idea di dormire abbracciati alla tazza…
La tavoletta è poi dotata di un secondo sensore che si attiva non appena ci si siede e che fa scivolare dell’acqua lungo le pareti della tazza per evitare che resti lo sporco.
- I pulsanti
Ed eccoci al punto cruciale: cosa sono tutti quei pulsanti vicino al water?
La loro posizione può cambiare a seconda del luogo dove vi trovate: solitamente sono in un bracciolo posto alla destra della tazza, ma potrebbero anche essere attaccati al muro… In ogni caso è difficile non notarli.
Anche il numero dei pulsanti varia a seconda del modello, perciò mi limiterò a illustrarvi i più comuni.
Source: https://edition.cnn.com
おしり significa “sedere”, com’è facilmente intuibile dal simbolo. Schiacciandolo, attiverete un tubicino posto sotto la tavoletta, che verrà fuori e farà partire un getto d’acqua (in alcuni water potrete anche scegliere la potenza del getto).
Se ve lo state chiedendo, signori miei, la risposta è sì: è proprio la funzione bidet.
Anche se con “bidet” qui si intende il prossimo pulsante, quello con il simbolo femminile:
La funzione è la stessa di quello di prima, con la differenza che il tubo scenderà più giù e il getto sarà più delicato. Anche qui è possibile regolarne la potenza.
Schiacciando la nota musicale farete partire la registrazione di uno scroscio d’acqua, la cui funzione è coprire qualsiasi rumore sospetto. I timidoni ringraziano.
Ultimo ma non in ordine di importanza è il tasto STOP, per quando non avete più bisogno del sottofondo musicale o avete azionato per gioco i pulsanti del bidet e non sapete più come fermarli prima che si allaghi il bagno.
A seconda dei modelli troverete altri pulsanti e rispettive funzioni, come quello fa partire un getto d’aria e la cui utilità resta ancora un mistero per la sottoscritta.
Source: http://dicethekamikaze.com
Non solo tecnologia – i vasi “alla turca”
La toilette tradizionale, invece, è alla turca ed è lo stesso modello comune in tutta l’Asia; è il tipo di gabinetto più diffuso nei templi, in edifici vecchi e in alcune stazioni.
Source:https://matcha-jp.com/en/1256
Ha una forma più allungata di quella a cui siamo abituati noi e si usa al contrario, voltandosi verso la parte rialzata e dando le spalle alla porta.
Nonostante alcuni affermino che sia più igienico di un gabinetto “all’occidentale”, il fatto che preveda un ottimo senso dell’equilibrio lo rende più scomodo, senza contare tutte le altre caratteristiche meno piacevoli che accomuna tutti i bagni alla turca.
I gabinetti all’occidentale
Anche se i gabinetti tecnologici vanno per la maggiore, in molte case troverete dei gabinetti normalissimi che in Giappone chiamano “in stile occidentale”.
L’unica differenza è che quasi tutte hanno un piccolo lavello sulla cassetta dove va a finire l’acqua usata in precedenza per lavarsi le mani, permettendovi di risparmiare sul consumo.
Source: wikipedia.org
I giapponesi e il bagno
Mentre in Italia il gabinetto fa parte del bagno, in Giappone è quasi sempre posto in una stanzetta a parte, divisa dalla vasca (a meno che non si parli di monolocali). Questo perché per i giapponesi è importante tenere separati i luoghi “puliti” da quelli che generalmente non lo sono.
Dallo stesso concetto deriva l’usanza delle ciabatte da bagno, che vanno indossate solo per entrare nella stanza con il gabinetto e che lì devono restare una volta che avete finito.
Bene, avete memorizzato tutto? O vi siete spaventati e avete deciso di non andare in bagno per tutta la durata del vostro viaggio in Giappone?
Non preoccupatevi: se siete in difficoltà, vi basterà scordarvi di tutto quanto e andare a sentimento, come sempre.
La storia delle lanterne del cielo ha antiche origini. Furono inventate in Cina quasi duemila anni fa e hanno assunto un significato spirituale in Tailandia dove le persone le lasciano volare in cielo alla fine delle cerimonie o delle preghiere. Se fai volare una lanterna significa che ti stai sbarazzando di un peso che hai in testa, sulle spalle o nel tuo cuore. Concentri tutta la negatività sulla lanterna e la lasci volare verso il cielo. Ti senti vuoto ma in senso positivo perché, in quel momento, capisci che puoi raggiungere la vera felicità riempiendo i vuoti con esperienze, emozioni ed altre persone. Puoi finalmente riempirti di amore, speranza, positività: la tua negatività è lassù, in cielo, sulla lanterna. In quel momento non c'è spazio per l'odio. Questa tradizione è un modo per sbarazzarsi di una cosa che non si vuole più nella propria vita e un modo per dare il benvenuto ad una nuova fase.
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🔅 Ma chi l'ha detto che San Valentino è davvero la festa degli innamorati? Come ogni ricorrenza legata alla religione cristiana, anche San Valentino ha radici in usanze ben più antiche e pagane. Febbraio è il mese della purificazione ed è questo che in antichità veniva propiziato. I lupercalia (Dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati) venivano celebrati proprio in questa notte in una delle festività più antiche e famose del calendario romano, durante la quale avveniva la purificazione del popolo. Sacrificavano animali, cospargevano di sangue le strade e davano il via ad un importante rituale. I nomi dei giovani romani, venivano estratti casualmente da un'urna e per un intero anno avrebbero dovuto vivere dell'intimità tra loro, propiziando così la fertilità per l'intero popolo. ▶️ Conoscevi già le vere origini di questa festa? 🔅 Personalmente, avverto molto questo bisogno di PURIFICAZIONE ed è qualcosa che possiamo fare per noi stessi, un vero atto d'amore, dove lasciar andare tutto quello che ancora soffoca e reprime la nostra anima. ✨ Ecco, io ti auguro questo e non hai bisogno di alcun Valentino al tuo fianco per farlo 💚 ~ Caterina @spiralediluce #sanvalentino2021 #purificarsi #festepagane #anticaroma #usanze #lupercalia #amarsi #lupo (presso Italia, Venezia) https://www.instagram.com/p/CZ85dXttLTn/?utm_medium=tumblr