Il ministro Tajani che invita gli israeliani a non esagerare con gli attacchi il Libano.
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Il ministro Tajani che invita gli israeliani a non esagerare con gli attacchi il Libano.
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“L’armata BrancaMeloni”
LA TOP TEN DEL “PEGGIO” AL POTERE
Abbiamo la fortuna immensa di godere di questo governo (quasi sempre) di scappati di casa da più di tre anni e mezzo. E’ un esecutivo sfavillante e mirabile, che tutto il mondo ci invidia. E’ finito due giorni il campionato di serie A. Immaginiamo una classifica in qualche modo analoga, però al contrario: la serie A dei peggiori al governo, o comunque nei piani alti delle istituzioni. Per esigenze di sintesi mi limiterò alle prime dieci posizioni, ben sapendo che in realtà non ne basterebbero venti. Ma forse anche trenta o cinquanta.
10. Roccella. Lei non fa gaffe: dice e fa esattamente quello che pensa, ed è anche peggio. Infatti è la ministra che meno si adatta alla satira e più alla rabbia (e allo sconforto), perché incarna sin troppo bene l’aspetto più avvilente e inquietante dell’agire politico del governo Meloni: il bigottismo. L’oscurantismo. L’ostentazione retrograda di una morale, ove esistente, che sarebbe parsa eccessiva financo al tempo dell’Inquisizione. Siamo messi malissimo.
9. Valditara. L’incarnazione del preside bacchettone e illiberale de L’attimo fuggente. Ha un’idea di scuola antica, censoria, bacchettona. Confonde la mafia con le Brigate Rosse e poi neanche chiede scusa per la gaffe (anzi straparla di bullismo mediatico a suo danno). Colleziona – come tanti al governo – erroracci e inciampi. Del tutto inadeguato al ruolo. E quindi perfetto per il ruolo.
8. Lollobrigida. E’ incredibile che sia sceso in una posizione così bassa: fino a due anni fa, pareva irraggiungibile. Bei tempi, quelli in cui faceva fermare i treni a Ciampino. Tra strafalcioni sulle Sacre Scritture e dichiarazioni tragicomiche a iosa, il riso che involontariamente genera sugli elettori (ahinoi non tutti) diventa vomito e dolore, pensando all’aberrante “legge sulla caccia” che è riuscito a sdoganare.
7. Santanché. E’ crollata in classifica solo perché è stata defenestrata (con tre anni di ritardo) dopo il rovescio al referendum (una delle poche colpe che non aveva). Resta però strepitosa la sua capacità di inseguire (raggiungendola) l’antipatia, ostentando lusso gratuito in tempo di miseria e fregandosene con assoluto compiacimento della questione morale.
6. Delmastro. Fino a due mesi fa faceva il fenomeno ovunque, si vantava delle liste elettorali intonse (?) di Fratelli di Italia e diceva di provare gioia vera nell’osservare i blindati che toglievano l’ossigeno ai carcerati. Poi, in un amen, gli è caduto il mondo addosso: condanna in appello per il caso Cospito, e soprattutto la società creata con la figlia del prestanome del clan camorristico più potente di Roma. Meloni ha minimizzato finché ha potuto, poi lo ha cacciato. Evidentemente il karma di Delmastro ha cominciato a remare contro: inevitabile, quando fai i capodanni con Pozzolo e sei addirittura coinquilino di Donzelli.
5. Urso. Parla una lingua tutta sua, non indovina sei parole di fila neanche per disgrazia e come ministro trasuda una impalpabilità da Guinness dei Primati. Un gigante.
4. Tajani. Fino a un anno fa sembrava il meno peggio (a conferma del livello generale). Poi ha messo la quinta e non lo ha fermato più nessuno. I droni che entrano in garage, non prenotate in Oman se non volete andare in Oman, il ponte sullo Stretto che ci serve se ci attaccano da Sud, il diritto internazionale che conta fino a un certo punto, eccetera. M-I-T-O.
3. Salvini. Come leader politico non esiste da almeno sei anni. Politicamente stra-postumo in vita. Le sbaglia tutte, sempre. Ma è pur sempre vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti. Condoglianze: a noi, però.
2. Nordio. Il peggior Ministro della Giustizia di sempre. Per distacco.
1. La Russa. La peggior seconda carica dello Stato italiano di sempre. Per distacco.
Buona catastrofe a tutti!
(Uscito ieri sul Fatto Quotidiano)
GINOCCHIERE DA TAJANI
Lega dopo dramma di Modena: “revoca permesso soggiorno a chi delinque”.
FI replica: “il fermato è italiano”. Matteo Salvini approfitta per rilanciare il tema della sicurezza e dell’immigrazione, un nodo che attanaglia proprio i leghisti.
https://www.primastampa.it/2026/05/17/lega-dopo-dramma-di-modena-revoca-permesso-soggiorno-a-chi-delinque-fi-replica-il-fermato-e-italiano/
Flotilla 2: Tajani chiede informazione ai ... "pirati"
Ci risiamo, riparte la Flotilla per Gaza e Israele la ferma, armi alla mano. Questa volta, però, gli abbordaggi sono avvenuti lontanissimo dalle acque prospicenti Gaza – dove comunque è opinabile il diritto del governo Netanyahu di fermare libere imbarcazioni – visto che parliamo un’area di mare tra Creta e il Peloponneso greco. Pieno spazio marittimo europeo. Si parla, così, di vera e propria…

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Perdonatemi, ma io non riesco ad indignarmi perché Marina e Piersilvio Berlusconi cambiano Gasparri con la Craxi e convocano Tajani come se fosse un maggiordomo al loro servizio.
Forza Italia fin dall’inizio è nato come un partito padronale con l’unico scopo di salvaguardare gli interessi di Berlusconi ed evitargli la galera che le sue manovre spregiudicate avrebbero potuto comportare.
Tutta la coalizione di cdx si basava esclusivamente sul suo potere economico-mediatico, nessuno degli esponenti di quei partiti da solo, senza la propaganda massiccia, sarebbe mai stato eletto, il suo potere era tale che è stato possibile far eleggere persone impresentabili e farle ascendere a cariche elevate nell’ambito della nostra Repubblica.
Oggi Silvio non c’è più da tempo, ed anche negli ultimi anni della sua vita l’età avanzata e soprattutto un certo disincanto riguardo alle sue reali capacità politiche e alla concreta realizzazione di almeno qualcuna delle sue tante roboanti promesse, avevano offuscato la sua figura.
Allora gli elettori di quell’area si sono rivolti fiduciosi prima verso Renzi (avete capito bene, Matteo Renzi, gran parte di Forza Italia ha votato per lui), poi verso quella meteora di Matteo Salvini e, infine, benché donna (la destra accetta di malavoglia un padrone, perché questo cercano, di sesso femminile), hanno scelto Giorgia Meloni.
Sia i Berlusconi, sia la Meloni hanno una concezione padronale del partito e della coalizione che li ha portati al potere, scelgono ogni esponente non per spiccate capacità o meriti, ma per la fedeltà e la lealtà che dimostra loro, e sono pronti a sacrificare chiunque solo per convenienza personale oppure per evitare che qualcuno acquisti troppo potere.
Gasparri, Tajani e Stefania Craxi non stanno li perché sono delle aquile, o per spiccate doti politiche, tutt’altro, se fossero davvero capaci li avrebbero rimossi già da tempo; il duo Berlusconi può farlo perché Forza Italia è “cosa loro”, e tutti lo sanno, Giorgia Meloni può, con più difficoltà, in momenti critici, pretendere ed ottenere le dimissioni di Delmastro, della Santanché, della Montaruli, della Bartolozzi e di qualche esponente locale colpito da scandali e provvedimenti penali.
Può farlo finché tutti gli esponenti del suo partito realizzano che solo con lei a capo possono governare e perché comunque nessuno dei dimessi è veramente tagliato fuori dal potere, è solo collocato temporaneamente in un posto più defilato.
Quindi, perdonatemi ancora se non faccio neanche finta di indignarmi: bisognava farlo nel 1994 quando il cavallo di Troia di Berlusconi/Mediaset è entrato in politica come un’anomalia democratica e qui è rimasto.
Tajani: che imbarazzo
Ieri pomeriggio abbiamo avuto la ventura di ascoltare il Ministro degli esteri, Antonio Tajani, ospite della 7. Ha fatto solo una cosa giusta. Quella di precisare il significato dell’annuncio britannico del Primo Ministro Starmer secondo cui alcuni paesi, tra cui l’Italia, sarebbero pronti ad intervenire per assicurare la libera navigazione lungo lo Stretto di Hormuz. Ma non alla Trump, bensì…
☮️𝑌𝑜𝑢 𝑚𝑎𝑦 𝑠𝑎𝑦 𝐼'𝑚 𝑎 𝑑𝑟𝑒𝑎𝑚𝑒𝑟 𝐵𝑢𝑡 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑡ℎ𝑒 𝑜𝑛𝑙𝑦 𝑜𝑛𝑒🕊️