Captain’s log: le mareggiate da scirocco
Sembra esagerato, eppure ciascun surfista del Mar Mediterraneo sa piĂą dei cugini dell’oceano quanto sia vero: come gli antichi consultavano l’oracolo, così oggi stiamo appesi a mappe e modelli di previsione meteorologica dal sapore divinatorio.Â
E per quanto la tecnologia e la scienza avvolte superino l’immaginabile, la meteorologia rimane una branca di certezza approssimativa, soprattutto per quanto riguarda il surf. Affinché una mareggiata possa garantire onde da tavola, diverse variabili devono incrociarsi in modo propiziatorio: altezza, direzione e periodo d’onda, vento, raffiche, fetch della mareggiata...
 E come comportarsi quando si aggiunge la piĂą temuta variabile, ovvero quando i piĂą affidabili modelli di previsione consultati si contraddicono?Â
Non rimane che affidarsi all’istinto e allo spirito dell’avventura, caricare la macchina con tavole, mute e amici per affrontare un viaggio, avvolte di diverse ore, e controllare di persona col cuore pieno di desiderio, il mare e l’orizzonte.Â
E vi assicuro che, nonostante tutte le comodità che i tempi moderni ci offrano, non vi è nulla di più avvincente e romantico che sentirsi simili a quei magnifici surfisti californiani idoli degli anni 70, e come loro svegliarci all’alba per essere ricompensati dal mare o a rimanerne delusi.
D’altronde il surf è permeato da uno spirito primordiale, in cui l uomo si può spogliare delle varie sovrastrutture sociologiche acquisite nel corso della sua evoluzione –e quindi perchĂ© no, anche della tecnologia- e tornare a uno stato ancestrale, tornare l’uomo-bambino, che ascolta e interpreta la natura e in armonia si riimmette in essa per giocare.Â
E con questo spirito, in un grigio fine settimana di pioggia abbiamo deciso di attraversare la nostra bella Sicilia per controllare se, lungo la costa che fronteggia l’Africa, Eolo e Nettuno ci avrebbero regalato quelle onde rinomate per non avere nulla da invidiare alle onde dei più bei spot oceanici, così lisce da surfare in pieno stile classico con longboard e così lunghe da poter glidare e andare sul naso in hang ten- o meglio provarci ; ) !
La frustrazione e la delusione nel trovare il mare piatto nel tanto agognato spot sono state però scacciate da una soffiata: lungo la stessa costa a poco più di un’ ora, amici guidati da un’altra intuizione avevano trovato uno spot che si era attivato. Le ore spese in macchina non erano state vane, e finalmente potevamo sfoderare le nostre tavole da 9 piedi di fronte le rovine dei templi greci, omaggiando le divinità che ci avevano propiziato la mareggiata.
G.














