Alpinismo invernale
La letteratura di montagna è ormai da tempo una tra le mie grandi passioni. A Natale ho incominciato a leggere “Nanga”, il nuovo libro di Simone Moro su tutte le sue spedizioni invernali sulla montagna mangiauomini, il Nanga Parbat in Pakistan. L’opera è suddivisa in 86 capitoli, molto corti (circa tre pagine per capitolo), con l’intento forse di rendere meno impegnativa e piacevole la lettura. Qui di seguito riporto un breve passaggio sulla vita nel campo base aspettando la fatidica finestra di bel tempo:
“Il tempo passava, l’inverno stava scivolando via, insieme al nostro ottimismo. Dopo i primi dieci giorni di brutto, ne vennero altri dieci di nevicate continue, vento e bufere: sentivamo anche i tuoni e vedevamo il bagliore dei lampi in lontananza. La neve che cadeva si sommava a quella del giorno precedente che si sommava a quella del giorno precedente ancora ma, diversamente dall’estate, quella non si sarebbe sciolta. Il vento la spazzava e la trasportava anche sulle pareti del Nanga Parbat, dove si creavano accumuli pericolosi; regolarmente vedevamo partire o sentivamo, quando le nubi coprivano la vista della montagna, valanghe gigantesche, interminabili, che spazzavano il pendio e travolgevano tutto ciò che si trovava sul loro percorso. Fortunatamente non arrivarono mai sino al campo base”
Nanga - Simone Moro
















