“Il chimico” appartiene all’album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, pubblicato da De André nel 1971. La raccolta è un concept album, ispirato ad alcune poesie de “L’antologia di Spoon River” dello scrittore americano Edgar Lee Masters.
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Musica, poesia e scienza. Tre discipline. Tre immagini cariche di emozioni e sentimenti. Tre concetti solo apparentemente slegati, in realtà incredibilmente uniti in un connubio eterno, un’unione primordiale, sovrannaturale e quindi indissolubile: una forma d’arte, che l’uomo ha il dono (e il dovere) di cogliere in tutta la sua bellezza e magia.
Fabrizio De André sembra sintetizzare queste idee in una struggente canzone intitolata “Un chimico”. Un capolavoro in grado di cogliere la vera essenza della vita di uno scienziato, ossessionato dalla ricerca e dominato dalla passione per la propria professione: il chimico è descritto come un vero e proprio fanatico, quasi del tutto estraneo alle dinamiche del mondo e dell’amore, come appartenente ad una realtà parallela, dalla quale trae costantemente sostentamento e forza. La sua vera vita è la scienza, la chimica e, in particolare modo, la legge che “ha potuto sposare idrogeno e ossigeno senza farli scoppiare”.