“Nella vita noi fuggiamo.
Fuggiamo dalle cose, fuggiamo dai momenti.
Fuggiamo dai pensieri quando ci affollano la mente.
Dalle macerie che ci ritroviamo intorno quando meno ce lo aspettiamo.
Fuggiamo dagli amici quando diventano nemici.
Fuggiamo dai nemici quando li ritrovi per caso e li saluti e lì diventano amici.
Dai cimiteri perché ci ricordano le cose che son state.
Fuggiamo dalla musica perché, lei, la musica, di compiti ne ha tanti.
E fuggiamo dalla paura che possa ispirarci qualcosa che non vogliamo.
Che possa ricordarci il motivo per cui ci eravamo a sua volta dimenticati quella canzone.
Fuggiamo dal sistema, fingiamo di essere altro.
Fuggiamo nella sensazione di non essere rincorsi.
Noi che fuggiamo ma ci facciamo raggiungere continuamente dal tempo.
Fuggiamo dalla fiducia quando poi diventa troppa.
O quando, come un gioco, tiri troppo la corda e si rompe.
Fuggiamo anche dalla gioia e dalla sensazione di felicità.
Lo facciamo quando chiudiamo un grande giorno andando a dormire.
E lo facciamo nell’istante in cui, svegliandoci, ci lasciamo trascinare da un clima un pò diverso da ciò che avremmo voluto.
Fuggiamo sulle strade della felicità quando questa manca.
E spesso fuggiamo così tanto velocemente da non riconoscerla questa strada.
Fuggiamo dalle università sperando in un qualcosa che sia un dopo.
Fuggiamo dalle città in altre città per altre città.
Fuggiamo dalla natura delle cose, dalla natura della pioggia.
Dalla natura del vento, riparandoci con le mani.
Dalla natura delle lacrime, cercando di fermarle quando iniziano a scendere.
Fuggiamo dalla realtà, fuggiamo dalle foto.
Fuggiamo dalle pagine dei diari che abbiamo riempito in degli istanti.
Quegli stessi istanti che sul momento ci sembravano la vita.
Fuggiamo dalle mani che ci stringono quando soffriamo.
Fuggiamo da un abbraccio per paura di dimenticare quanto sia freddo intorno quando abbraccio non c’è.
Fuggiamo dalle discussioni quando vogliamo tagliare corto.
Quando abbiamo paura dei pensieri che si sviluppano in parole.
Parole che potrebbero ferirci o forse no ma che nel dubbio noi evitiamo.
Saliamo su quei treni sperando in un po’ di fortuna al di fuori del nostro mare.
Della nostra spiaggia, dei nostri ricordi, delle nostre stesse vite.
Le cambiamo in altre vite.
Come un rincorrerci di continuo in un grosso cerchio da cui non esci se non sbandi.
Fuggiamo dai problemi come potessero passare con un solo sogno durante una notte.
Fuggiamo dal dormire che pensavamo potesse proteggerci.
E lo facciamo quando in quel dormire, come sogno, ritroviamo il buio delle nostre paure.
Fuggiamo, fuggiamo, fuggiamo.
Alcune volte anche da noi stessi.
Perchè da te stesso non scappi nemmeno se sei Eddy Merckx.”