Continui incubi martellanti
Ripetitivi
Quotidiani
Non una pennichella non una notte senza questi brutti sogni di
carcasse
Di animali morti
Che mi cadono addosso
Che mi aggrediscono
Atrocemente
Che assumono il volto dei miei cari o delle mie paure più
profonde
Incubi senza fine senza vita senza notte
Svegliarsi di soprassalto
Lenzuola fradice di sudore
Quasi ogni notte
A volte urlo
Tutte le notti so che porterò il mattatoio nei miei brutti sogni Eppure
A spingere i miei quarti di carne da cento chili
Non credo di essere quello da compatire di più
Cosa sognano
Tutte le pennichelle
Tutte le notti
Quelli che sono alle frattaglie
E quelli che
Tutti i giorni che il mattatoio fa
Vedono cadere le teste di vacca dal piano di sopra
Prendono una testa alla volta
E la fissano tra le zanne d’acciaio dell’apposito macchinario
Tagliano le guance le labbra poi buttano via le mascelle e il
resto del cranio
Otto ore al giorno faccia a faccia
Cosa sognano
Quelli che sono alle cuoia
È così che chiamiamo quelli che strappano le pelli degli
animali subito dopo che sono stati macellati
Le pelli saranno poi vendute ai conciatori o a non so chi
Pare che questo lavoro sia estenuante
Che gli interinali ruotino come pale di mulini a vento nei giorni
di tempesta
Tanto è duro
Fisicamente
Moralmente
Strappare pelli di vacca tutto il giorno
Cosa sognano quelli che sono ai ferri
Dato che ogni quarto di animale è marchiato con un numero di
macellazione
Identificatore unico
Tracciabilità
Marchiano la carne dell’animale dopo che quelli delle cuoia
hanno fatto il loro lavoro
Cambiano numero a ogni animale
E sì
È uno degli incarichi in fabbrica
Persone che per lavoro passano ore a marchiare gli animali con
un ferro rovente e a cambiare le targhette del numero tra una
macellazione e l’altra
La prossima settimana
Ho appuntamento con il fisioterapista
Il mio corpo comincia pian piano a essere devastato da questo mese e passa di carcasse
Tutto il mio corpo i muscoli le articolazioni i lombi la cervicale
E il resto del mio corpo di cui non so il nome
“Il corpo è una tomba per l’anima”
Diceva una massima degli antichi greci
E mi rendo conto che
Anche l’anima è una tomba per i corpi
I miei incubi sono soltanto all’altezza
Di ciò che il mio corpo sopporta
J. Ponthus, Alla linea, Milano, Bompiani, 2022