IL POLLO ARROSTO E IL FASCINO IRRESISTIBILE DEL CRUNCH
C’è un suono che, più di altri, riesce a far venire l’acquolina in bocca ancora prima del primo morso: il “crunch”. È quel rumore netto, soddisfacente, che accompagna i cibi croccanti e che oggi è diventato protagonista di un vero e proprio fenomeno sensoriale. E tra i grandi ambasciatori italiani della croccantezza, il pollo arrosto si conquista un posto d’onore. Accanto al gusto, c’è la scienza che contribuisce a questo successo: il suono della croccantezza può raggiungere fino a 63 decibel, superando quello di una conversazione normale. Questo stimolo acustico amplifica la percezione del piacere e coinvolge il cervello in modo profondo. Non solo: masticare lentamente cibi croccanti aumenta la consapevolezza durante il pasto, favorisce la sazietà e contribuisce persino al rilassamento grazie alla produzione di serotonina. Insomma, quando si parla di pollo arrosto, il crunch diventa quasi musica. Lo sa bene lo chef Errico Recanati che ha portato questa esperienza a un livello superiore trasformando i suoni della cucina – dal crepitio della brace al morso croccante della pelle – in una vera performance sonora. Un modo originale per raccontare quanto il cibo possa parlare a tutti i sensi. In fondo, il successo del pollo arrosto è proprio questo: unire tradizione, gusto e sensorialità in un piatto che sa essere semplice ma mai banale. Croccante fuori, morbido dentro, capace di conquistare al primo assaggio – e ancora di più, al primo “crunch”.
Fonte: “Il pollo arrosto tra i 5 cibi croccanti preferiti dagli italiani”, Eurocarni 1/26













